IL FINANZIAMENTO QUOTIDIANO

24 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

La puntata “IL FINANZIAMENTO QUOTIDIANO”, di Bernardo Iovene, e’ andata in onda Domenica 23 Aprile ore 21:30 su Report, il programma di approfondimento giornalistico condotto da Milena Gabanelli su Rai 3. Ripubblichiamo il testo integrale.

(WSI) – Lo stato finanzia l’editoria per circa 700 milioni di euro all’anno. A chi, come, e soprattutto a che titolo vengono spesi questi soldi?

Poiché in Italia si legge poco e nessun giornale riesce a vivere di sole vendite, nel 1981 fu approvata una legge, pensata proprio per dare sostegno ai giornali di idee, come i giornali di partito, penalizzati dal mercato e non sorretti dalla pubblicità e allegati.

Ma nell’inchiesta di Bernardo Iovene scopriamo che in realtà i giornali considerati di partito oggi in tutto prendono il 5% degli stanziamenti. E allora il restante 95% a chi va? I lettori dei quotidiani non lo sanno, mentre lo sanno bene gli editori, che incassano corposi contributi su spese telefoniche, elettriche e costo della carta.

Una fetta di finanziamenti va poi a una galassia di giornali che hanno ottenuto l’accesso ai finanziamenti grazie alla firma di due deputati, spesso di schieramento opposto, che hanno dichiarato l’appartenenza della testata a un movimento politico. Come il Giornale d’Italia, ‘Organo del movimento unitario pensionati uomini vivi’, che gira parte dei suoi contributi alla Lega.

Ma non sono i soli, ci sono anche le Tv locali, per esempio Teleoggi, con i soldi pubblici ha “ringraziato” l’ex ministro Gasparri per l’attenzione dimostrata. Anche Radio Padania e Radio Maria incassano. E anche il quotidiano “Sportsman, Cavalli e Corse”. Per un elenco aggiornato, controllare su contributi all’editoria

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AUTORE

Lei sa se ci sono quotidiani finanziati dallo stato e quali sono?

UOMO 1
No no non lo so.

UOMO 2

Non ne sono al corrente.

DONNA 1
Mi sembra che quelli di partito abbiano una sorta di finanziamento, non so quanto incida sul loro bilancio.

GABRIELE POLO-DIRETTORE “IL MANIFESTO”

Essere formalmente giornali di partito quando non lo sono ed essere finanziati per questo mi sembra un po’ un piccolo imbroglio.

ITALO BOCCHINO-EDITORE

Ci sono giornali veri di partiti veri,giornali veri di partiti falsi, giornali falsi di partiti falsi.

PIETRO SANSONETTI-DIRETTORE DI “LIBERAZIONE”

Però voi sapete che i giornali di partito sono cinque e io vi dico senza tema di smentita che, adesso non so la cifra esatta, sono decine e decine quelli finanziati, che roba è truffa no.

AUTORE

Ferrara quando si parla di finanziamenti ai giornali tutti pensano al foglio. Come mai?

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

E perché? Perché è il giornale più trasparente che ci sia in Italia. Il foglio è nato con due lire e nell’ipotesi di chiudere rapidamente, quello che è successo è che il giornale oggi vende 13 mila copie al giorno, un terzo dei soldi vengono dalle vendite, un terzo dalla pubblicità, naturalmente ci aiuta un po’ Berlusconi, nel senso che la Mondadori ci ha fatto un contratto con le anticipazioni, insomma uno di quei contratti di favore anche finanziari che ci permette di vivere abbastanza tranquillamente, naturalmente anche dal secondo anno della fondazione il contributo dello stato con il trucco della famosa convenzione per la giustizia che era …

AUTORE

Un trucco era?

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

Beh un trucco, la legge dava una possibilità e noi l’abbiamo sfruttata, un trucco nel senso che non era un vero partito.

AUTORE

Tra l’altro c’erano due deputati di schieramenti diversi?

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

Sì avevamo chiesto a due amici Marcello Pera che faceva parte di Centro Destra senatore e Marco Boardi deputato del Centro Sinistra, due persone amiche, due lettori del giornale di firmare per il giornale, abbiamo fatto questa convenzione.

AUTORE

Un escamotage?

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

Un escamotage legale, perfettamente legale, al quale poi purtroppo hanno cominciato a ricorrere anche quelli che però non vanno in edicola, non vendono copie, non hanno un’azienda reale che vuole fare giornalismo, politica, cultura, informazione, e che così sono piccole lobby intorno a persone. Purtroppo è andata così si sono infilati tutti in questo calderone.

UOMO 3

Quelli politici sono finanziati dallo stato, quelli non politici sono finanziati dallo stato secondo il mio punto di vista.

AUTORE

Se io le dicessi che tutti i giornali hanno delle sovvenzioni statali lei cosa dice?

DONNA 2

Anche loro hanno delle sovvenzioni statali? Mammamia! Com’è che io non ne ho?

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Perché non ha provato a mettere su un giornale, se no il suo bel contributo oggi lo prenderebbe pure lei! Buonasera e felice di essere di nuovo qui a presentarvi la nostra collezione primavera estate. Apriamo con il finanziamento pubblico all’editoria. Tutto comincia con la legge del 1981 che da un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Se tutto fosse finito lì oggi lo Stato sborserebbe 28 milioni di euro all’anno. Invece nell’87 la legge cambia e basta che due deputati dicano il tal giornale è organo di un movimento politico, che può attingere al grande portafoglio, poi nel 2001 la legge cambia di nuovo:bisogna diventare cooperativa. E così siamo arrivati a spendere 667 milioni euro all’anno. Siccome i conti non tornano mai è bene sapere a chi vanno tutti questi soldi e perché. Ce lo spiega bene il nostro Bernardo Iovene.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il Foglio prende tre milioni e mezzo di euro all’anno, ma il giornale che utilizzando la formula dei due deputati oggi prende di più è Libero. Cinque milioni e 371 mila euro, dieci miliardi di lire all’anno.

AUTORE

Come si chiamava questo movimento?

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Era il Movimento Monarchico che ci aveva appoggiati in questa iniziativa anche in quella precedente che riguardava Il Borghese io infatti ho diretto anche Il Borghese.

AUTORE

Signora Il Borghese ce l’ha?

EDICOLANTE 1

No

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Infatti Il Borghese prende due milioni e mezzo di euro all’anno. Poi c’è Il Riformista che si è agganciato alla rivista di Macaluso Le ragioni del socialismo, il suo fondatore oggi è senatore della Margherita ma quando l’abbiamo intervistato non era ancora candidato.

ANTONIO POLITO-DIRETTORE “IL RIFORMISTA”

E’ vero che Ferrara è stato il primo e anzi quando nascemmo dichiarai apertamente che Ferrara aveva dimostrato che si poteva fare, quindi in qualche modo siamo tutti figli del coraggio iniziale di Ferrara.

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

No il Riformista è il giornale di una lobby che vende 2000 copie al giorno che esiste solo in funzione del fatto che viene ampiamente finanziato in deficit da molti anni, da quando è nato.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Usufruisce di un contributo di due milioni e 179 mila euro, esce con quattro pagine e qualche volta otto. Poi c’è L’opinione quotidiano fondato da Cavour oggi diretto da Arturo Diaconale, a quale parlamentare si è agganciato?

ARTURO DIACONALE-DIRETTORE L’OPINIONE

Ai parlamentari di cultura liberale, riformista che sono stati eletti dentro Forza Italia.

EDICOLANTE 1

L’opinione ha detto?

AUTORE

Ma non lo ha mai sentito?

EDICOLANTE 1

No, se è un quotidiano qua non arriva.

AUTORE

Quante copie vendete?

ARTURO DIACONALE-DIRETTORE L’OPINIONE

La diffusione diciamo è una diffusione limitata, noi siamo sulle tre quattro mila copie.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Tre, quattro mila copie e riceve due milioni di euro. I contributi ai giornali sono stanziati dal dipartimento editoria che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Questi sono i dati disponibili relativi ai finanziamenti del 2003. Tra i giornali che usufruirono della firma di due deputati c’è anche Linea, giornale del Movimento Fiamma Tricolore.

AUTORE

Onorevole Romagnoli Linea giornale del Movimento Fiamma Tricolore prende due milioni e 500 mila euro all’anno.

LUCA ROMAGNOLI-FIAMMA TRICOLORE

Complimenti siamo bravi! Non è il giornale del Movimento Fiamma Tricolore però, loro scrivono sotto la testata che tale è, ma la proprietà editoriale naturalmente il partito non ce l’ha e non ha nessun controllo neanche politico tant’è che è giornale che scrive ciò che pensa e tutto magari il contrario di quello che pensa il partito da almeno un anno e mezzo.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

La Fiamma ha fatto causa al giornale.

ALESSANDRO DELICATO-AMMINISTRATORE FIAMMA TRICOLORE

Diffidando la Presidenza del Consiglio ad erogare ogni forma di contributo nei confronti di Linea

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

E infatti oggi Linea esce come organo dei Nazional Popolari interpellato in quanto direttore di un giornale che usufruisce di un finanziamento pubblico, Claudio Pescatore ci ha risposto testualmente “preferisco non intervenire in quanto la cosa non mi desta interesse”.

AUTORE

Linea, ce l’ha Linea?

EDICOLANTE 1

No, e quello cos’è un settimanale?

AUTORE VOCE FUORI CAMPO

Spostiamoci a Napoli.

AUTORE

Qual è il giornale più venduto a Napoli?

UOMO 4

A Napoli è Il Mattino, subito dopo viene La Repubblica.

AUTORE

Che ha la cronaca di Napoli?

UOMO 4

Che ha la cronaca di Napoli, poi c’è Il Corriere della Sera che ha Il Mezzogiorno che è sempre cronaca di Napoli, poi viene Il Roma.

AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)

Il Roma, fondato nel 1862, è stato il giornale di Lauro. Poi caduto in disgrazia, nel 1996 fu rifondato dall’onorevole Tatarella e dall’onorevole Bocchino. Prende 2.582 mila euro all’anno.

AUTORE

Senta chi erano i due deputati che avevano fatto avere il contributo a Roma?

ITALO BOCCHINO-EDITORE

Due deputati pugliesi.

AUTORE

Due deputati pugliesi che avevano fatto questo movimento…

ITALO BOCCHINO-EDITORE

Movimento Mediterraneo, Movimento politico e Culturale Mediterraneo di cui Roma divenne organo, la legge c’era e ognuno se ne è avvalso, io sono contento di essermi avvalso di questa legge, altrimenti oggi Roma non sarebbe in edicola, è in edicola da dieci anni, garantisce il pluralismo in una città in cui il pluralismo ce n’è poco.

AUTORE VOCE FUORI CAMPO

L’onorevole Bocchino ha fondato anche L’Indipendente.

AUTORE

L’Indipendente non prende…

ITALO BOCCHINO-EDITORE

L’Indipendente prende il contributo.

AUTORE

Ah li prende i contributi, come giornale?

ITALO BOCCHINO-EDITORE

Come giornale edito da cooperativa.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma un giornale può chiedere il contributo solo dopo tre anni dalla prima uscita in edicola, come ha fatto L’indipendente a prendere il contributo se è nato solo due anni fa’?

AUTORE

Però se è due anni che esiste come ha fatto a prendere i contributi?

ITALO BOCCHINO-EDITORE

Perché è un giornale che già esisteva prima, si è innestato in un giornale già in edicola che è Cronaca di Salerno, giornale salernitano che era a contributi come giornale edito da cooperativa.

AUTORE

Quindi vi siete agganciati a quella cooperativa per prendere i contributi. E quanto prende di contributo?

ITALO BOCCHINO-EDITORE

Circa due milioni, due milioni e mezzo di euro l’anno.

AUTORE

Senta ho visto che voi qui avete la pubblicità de Il denaro?

EDICOLANTE 2

Sì, diciamo che qui noi siamo gli sponsor di questo quotidiano.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Sempre a Napoli questo quotidiano, Il Denaro giornale dell’Europa mediterranea, ottiene un contributo di 2 milioni e 380 mila euro grazie alla firma di tre deputati.

ALFONSO RUFFO-DIRETTORE “IL DENARO”

Sono tutti e tre i deputati di Forza Italia. Nel mio caso è stato un tentativo di costruire intorno al giornale un movimento di opinione, noi abbiamo costituito un’associazione che è Europa Mediterranea che ha lavorato, lavora e lavorerà molto per avvicinare l’Europa al Mediterraneo passando per la porta di Napoli e quindi dandoci anche una missione.

EDICOLANTE 3

Ecco questa è la locandina, io ci metto qualche cosa ed in cambio a Natale ho ricevuto due bottiglie di vino e le ho bevute alla loro salute, ma soldi niente.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Un altro giornale finanziato dallo stato è Napoli Più, prende un milione e 185 mila euro. Sono giornali cittadini che vendono poche migliaia di copie.

EDICOLANTE 4

Napoli Più ne vendo poche copie, ne vendo due o tre copie al giorno.

AUTORE

Però le vende?

EDICOLANTE 4

Sì qualche copia la vendo.

AUTORE

Il denaro?

EDICOLANTE 4

Il denaro pure tre o quattro copie al giorno.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Torniamo a Roma, dove si fa Il Giornale d’Italia, prende 2 milioni 582 mila euro all’anno. E’ in vendita nella migliori edicole della capitale, ma se ci spostiamo nella nostra edicola di fiducia…

AUTORE

Mi dia allora Il Giornale d’Italia.

EDICOLANTE 1

Nemmeno, quelli che vuole lei no.

AUTORE

Lei è il direttore de Il Giornale d’Italia?

MASSIMO BASSOLI-IL GIORNALE D’ITALIA

Sì.

AUTORE

Il Giornale d’Italia è un giornale di partito?

MASSIMO BASSOLI-ILGIORNALE D’ITALIA

E’ organo del Movimento Pensionati Uomini Vivi, è un nome molto lungo ma in realtà è l’originario Partito dei pensionati.

AUTORE

Per cui per questo motivo prende dei contributi statali?

MASSIMO BASSOLI-IL GIORNALE D’ITALIA

Sì.

AUTORE

L’ultima possibilità poi cambio edicola: mi dia La Gazzetta politica.

EDICOLANTE 1

No La Gazzetta Politica no, ma quella è un settimanale?

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

No, è un quotidiano, e ha sede di fianco al Quirinale, è un altro giornale socialista e ha un contributo di 516 mila euro all’anno.

AUTORE

Voi siete uno dei tanti giornali socialisti, fate riferimento a De Michelis?

PAOLO FARNETI-DIRETTORE “LA GAZZETTA POLITICA”

No, siamo uno dei tanti giornali socialisti, non facciamo riferimento a De Michelis.

AUTORE

A Craxi?

PAOLO FARNETI-DIRETTORE “LA GAZZETTA POLITICA”

A Craxi nemmeno.

AUTORE

Boselli?

PAOLO FARNETI- “DIRETTORE LA GAZZETTA POLITICA”

Diciamo allo SDI e alla Rosa nel pugno.

AUTORE

Avete preso dei soldi grazie a due deputati

PAOLO FARNETI-DIRETTORE “LA GAZZETTA POLITICA”

Certo, sono l’Onorevole Delfino e l’Onorevole Gatto.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Tutti questi giornali hanno preso i soldi perché due deputati hanno firmato una dichiarazione che il quotidiano era organo di un movimento politico, a volte inesistente, ma cosa ne pensa chi non vive di contributi?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

Devo sbilanciarmi? Devo dire quello che penso? Diciamo non lo ritengo uno scandalo italiano.

AUTORE

Diciamo Libero per esempio è un vostro diretto concorrente?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

Io non so la cifra esatta, ma so che prende parecchi soldi.

AUTORE

Cosa ne pensa lei?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

Che ognuno fa le scelte che desidera, io credo che un giornale che denuncia gli sprechi poi possa mettersi a prendere dei soldi dalla Pubblica Amministrazione a fondo perduto, prendendoli poi prima come Movimento Monarchico e poi come cooperativa costituita ad hoc.

AUTORE

Per prendere finanziamenti?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

E certo.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Esattamente la stessa cosa che ha fatto Il Roma, che però a Napoli viene venduto proprio abbinato al Giornale di Belpietro.

UOMO 4

Quando si prende Il Roma si ha sempre Il giornale in omaggio sempre ad un euro solo.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Di quotidiani finanziati dallo stato abbinati al Giornale ce ne sono altri, ma ci torneremo dopo. Intanto dal 2001 il trucco dell’organo del partito non è più concesso, però per non togliere il contributo ormai acquisito questi giornali sono stati trasformati, per legge, in cooperative.

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Siamo una cooperativa e le cooperative in Italia hanno diritto ad un trattamento particolare, vedi Unipol, vedi Cooperative rosse, cooperative bianche e cooperative di vario colore quindi non c’è nulla di eccezionale

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Non è proprio così, perché agli ex movimenti politici lo stato ha concesso di non adempire agli obblighi delle cooperative: dove i dipendenti sono soci, qui invece sono dipendenti e basta. Nel Foglio per esempio fino al 2005 nella cooperativa c’erano gli azionisti

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

Comunque fini ad adesso c’erano come dicono i francesi un tour de table chiarissimo: la signora Berlusconi ha il 38%, Giuliano Ferrara ha il 10%,Sergio Zuncheddu ha 20 o 25% adesso non mi ricordo, il 10% ce l’ha lo stampatore Colasanto ed il 15% Denis Verdini. E io non mi vergogno di prendere dei soldi dallo stato per fare questo giornale è chiaro. Io mi vergognerei se me li mettessi in tasca, se il giornale vendesse 2 mila copie, se fosse una finta capito, mi vergognerei se fosse un giornale che da’ premi, un giornale banale un giornale politicista, un giornale di palazzo, allora mi vergognerei. Ma se faccio un giornale che pubblica l’enciclica di Ratzinger dopo una battaglia di due anni prima ancora che la Conferenze Episcopale Italiana si fosse svegliata sulla fecondazione assistita e sull’embrione e più in generale ha delle idee e le presenta sul mercato delle idee, insomma un giornale vero, io sono orgogliosissimo di avere i finanziamenti dello stato e penso che lo stato debba esserlo, certo che se poi finanziano anche l’ultima caccola che arriva al di fuori di ogni controllo e criterio di qualità.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il contributo statale si basa sui costi e sulla tiratura. Più copie stampi più aumenta il contributo ma devi venderne almeno il 25% della tiratura, per esempio L’opinione tira 30000 copie, se vuole i soldi pubblici ne deve vendere 7500. Ma non ce la fa. Allora per fare numero vende sottocosto a 10 centesimi. Sulle linee di stampa Unità e Libero si muovono in modo parallelo. Sono i due quotidiani che stampano e vendono di più, e di conseguenza prendono un contributo altissimo.

AUTORE

Senta Libero è un giornale che va bene, perché deve essere finanziato dallo stato?

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Anche la Rai va molto bene, va molto bene eppure il deficit della Rai viene ripianato dallo stato. Quindi la Rai purtroppo per coloro i quali la vedono non si autofinanzia da sola, intanto attraverso il canone obbligatorio, raccoglie una massa di denaro notevole e quando questa massa di denaro insieme all’introito pubblicitario non è sufficiente a ripianare i conti interviene lo stato e paga e ripiana. Quindi trovo veramente ridicolo che la Rai vengo qui ad intervistarmi su un problema che riguarda soprattutto lei, essa.

AUTORE

Libero potrebbe vivere senza finanziamento?

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Anche la Rai potrebbe vivere senza finanziamento.

AUTORE

Io le sto facendo una domanda, non è un’affermazione!

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Sì ma siccome anche lei non vive fuori da questo mondo, lavora alla Rai e prende lo stipendio dalla Rai è giusto che le cose si mettano su un piano di assoluta sincerità e reciprocità. Noi potremmo vivere sicuramente senza contributi ma vivremmo peggio

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Su un piano di assoluta sincerità e reciprocità, il giornalista in questione non è un dipendente della Rai, ma un freelance dal quale la Rai compra se ritiene il suo pezzo degno di interesse. Feltri ha certamente ragione, la Rai vive di finanziamenti pubblici, perché è un’azienda che fa servizio pubblico, magari contestabile, ma questo è. Libero, invece, è di un privato e la cooperativa editoriale è nata apposta per prendere i finanziamenti, e questo vale per una lunga serie di giornali.

Stavamo parlando di giornali che prendono i finanziamenti pubblici. Da quando 25 anni fa una legge stabilì che i giornali di partito dovevano avere un contributo di sopravvivenza, si è trovato il modo, attraverso continue modifiche di legge nel corso degli anni, di dare direttamente o indirettamente soldi a tutti. Eravamo rimasti a Libero. Quanto prende all’anno dallo stato?

AUTORE

Però prendete cinque milioni e 300 mila euro ho visto nel 2003, ci sono dei parametri per cui prendete così tanto?

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Nel 2003?

AUTORE

Sì.

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Allora tutti dovrebbero sapere che i contributi che lo stato da alle iniziative editoriali sono proporzionali alla tiratura. Noi, lo so che a qualcuno dispiace, vendiamo molte copie, ne tiriamo parecchie di conseguenza prendiamo una quantità di denaro adeguata.

AUTORE

Quante copie vendete?

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Noi abbiamo venduto nel 2005 una media di 85 mila, 86 mila copie, venduto non regalato come fanno molti.

AUTORE

Lei che cosa vuol dire?

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Noi le copie le vendiamo in edicola, molti giornali le regalano agli alberghi, le regalano ai ristoranti, in sostanza cercano di fargli evitare la massa della diffusione allo scopo di avere una ricaduta positiva in campo pubblicitario.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Le copie regalate fatte risultare vendute fanno alzare le tariffe pubblicitarie e aumentando la tiratura aumenta pure il contributo dello stato.

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Noi cerchiamo di vendere il giornale solamente in edicola senza far figurare vendite che poi in realtà non esistono.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il direttore Feltri ci ha messo la pulce nell’orecchio, così quando per caso abbiamo visto dei quotidiani su un muretto all’uscita di una metropolitana ci siamo incuriositi, ma abbiamo scoperto che si trattava proprio di Libero.

AUTORE

Sono gratis?

UOMO 5

Sì.

UOMO 6

Tutti giorni.

AUTORE

Tutti i giorni viene a prendere Libero qua?

UOMO 5

Quasi, quasi tutti i giorni.

AUTORE

Anche lei prende Libero tutti i giorni?

UOMO 7

Sì tutti i giorni.

AUTORE

Gratis?

UOMO 7

Certo!

AUTORE

Ma chi li mette qua?

UOMO 7

Libero!

AUTORE

Ho visto lì sulla metropolitana dei Libero gratis, le fanno concorrenza?

EDICOLANTE 4

E certo!

AUTORE

Chi è che li vende?

EDICOLANTE 4

No non li vendono li distribuiscono gratuitamente.

AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)

Abbiamo chiesto informazioni al custode del palazzo adiacente.

AUTORE

I giornali Libero che sono lì sulla metropolitana?

UOMO 8

Li appoggiano qua.

AUTORE

Chi li appoggia?

UOMO 8

Non lo so, la mattina quando arrivo io li trovo già là.

AUTORE

Ma quanti ce ne sono?

UOMO 8

Il numero penso una cinquantina.

AUTORE

Ma tutti i giorni?

UOMO 8

Sì, eccetto il lunedì che non esce.

AUTORE

Ma da quanto tempo succede questo?

UOMO 8

Saranno un paio d’anni.

AUTORE

Cioè tutti i giorni da un paio d’anni?

UOMO 8

Eh!

AUTORE

Visto che lei legge libero, lo sa che prende dei finanziamenti pubblici?

DONNA 3

No.

AUTORE

Prende cinque milioni di euro all’anno. Lei cosa ne pensa?

DONNA 3

Mi sembra una cosa un po’ generale.

AUTORE

Va bene anche per Libero?

DONNA 3

Non dovrebbe essere visto quello che scrive normalmente.

AUTORE

Lei lo sapeva che prende cinque milioni di euro?

DONNA 3

No, buona giornata.

AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)

La mattina il portiere se li ritrova davanti al palazzo. E sempre con la pulce nell’orecchio li abbiamo trovati anche in questo laboratorio di analisi sempre gratis.

Complessivamente questa categoria di giornali costa allo stato 33 milioni di euro all’anno , e tra questi Il Giornale d’Italia che prende 2 milioni e 58 mila euro all’anno di contributo statale, nel 2004 ha finanziato la Lega Nord per quasi 200 mila euro.

AUTORE

Editrice Esedra società cooperativa di giornalisti, siete voi?

MASSIMO BASSOLI- “IL GIORNALE D’ITALIA”

Sì.

AUTORE

Società Editrice Esedra srl, siete voi?

MASSIMO BASSOLI- “IL GIORNALE D’ITALIA”

Esattamente.

AUTORE

Abbiamo trovato che alla Lega Nord sono stati dati questo soldi da queste società cioè da voi, come mai?

MASSIMO BASSOLI- “IL GIORNALE D’ITALIA”

Perché abbiamo fatto un’operazione politica con loro, non si può fare? Noi come organo Movimento Pensionati Uomini Vivi abbiamo partecipato a questa cosa perché avevamo la possibilità di farlo.

AUTORE

A quale cosa avete partecipato?

MASSIMO BASSOLI- “IL GIORNALE D’ITALIA”

A questo accordo finanziario del partito della Lega Nord con lo strumento legale che il legislatore ha messo a disposizione. Il vantaggio indiretto che le ho detto io che sarebbe diretto per il giornale è che noi abbiamo avuto per effetto di questo accordo diffusione, visibilItà, presenze e presentazioni in aree e in zone dove il giornale non c’era.

AUTORE

Siccome loro la parola Italia a me sembra una cosa strana!

MASSIMO BASSOLI- “IL GIORNALE D’ITALIA”

Ma forse la Lega l’ha fatto proprio per questo però se lo faccia dire dalla Lega.

AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)

E allora ce lo famo di’ daa Lega!

AUTORE

Lega Nord che cosa c’entra con Il Giornale d’Italia?

STEFANO STEFANI- RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Qual è la domanda? Io credo che non c’entra niente!

AUTORE

Non c’entra niente?

STEFANO STEFANI- RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Che sappia io no .

AUTORE

Perché abbiamo visto che ci sono dei finanziamenti di questa Editrice Esedra, questo sono i bilanci del partito, ci sono due trance uno di cento mila uno di 97 mila euro, date alla Lega.

STEFANO STEFANI- RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Io non mi occupo di queste cose qua, non so.

AUTORE

Lei comunque non sa come mai questo giornale finanzia la Lega?

STEFANO STEFANI- RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Dovete chiederlo a lui non a me. Anche perché se lo sapessi non te lo dico, o no?

AUTORE

E non lo so?

STEFANO STEFANI- RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

“Dai Giovanna!!!” Ma abbiamo finito?

AUTORE

Se lei non mi fa un discorso in generale! Lei mi dice “non so niente” .

STEFANO STEFANI- RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

No No. Cosa vuoi che ti venga a dire?

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

E allora siamo andati da Balocchi, tesoriere della Lega e sottosegretario agli Interni e siccome è stato fautore delle leggi sui rimborsi elettorali ai partiti sa anche se è lecito finanziare un partito quando si perdono contributi pubblici.

AUTORE

Ci sono dei quotidiani che prendono milioni di euro dallo stato, è lecito secondo lei che questi quotidiani finanzino un partito?

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

Ma non credo che possano finanziare un partito, non credo.

AUTORE

Io le faccio vedere questa cosa. Una casa editrice che si chiama Editrice Esedra Cooperativa di giornalisti e Società editrice Esedra che vi da’ a voi Lega circa 200 mila euro?

MAURIZIO BALOCCHI -TESORIERE LEGA NORD

Cosa dicevano? Hanno fatto un bonifico e possono farlo tranquillamente

AUTORE

Possono farlo?

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

Sì.

AUTORE

Loro vivono di finanziamento pubblico.

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

Chi glielo ha detto che vivono di finanziamento pubblico?

AUTORE

Glielo dico io, me lo hanno detto loro.

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

Io ho regolarizzato e ho fatto quello che per legge deve essere fatto punto e basta. I motivi che stanno dietro, i motivi politici che stanno dietro non sono tenuto a dirglieli a lei! E’ vero?

AUTORE

Se con quel giornale prende due milioni e mezzo all’anno dallo stato noi ci siamo occupati di capire perché finanzia la Lega!

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

Allora chieda perché i giornali La Repubblica o Il Messaggero prendono alcuni milioni di euro tutti gli anni, se lo è fatto spiegare?

AUTORE

Sì.

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

Allora mi dica qual è la risposta.

AUTORE

La risposta è perché prendono un contributo sulla carta…

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

E loro invece lo prendono il contributo o non lo prendono?

AUTORE

Loro lo prendono in quanto Cooperativa Editoriale

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

No no, lo prendono il contributo sulla carta!

AUTORE

Anche!

MAURIZIO BALOCCHI-TESORIERE LEGA NORD

No, solo, solo, come lo prende Il Corriere della Sera! Abbia pazienza ma perché lei cerca di inventarsi le domande su situazioni che fanno veramente ridicolo!

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il contributo che riceve Il Giornale d’Italia, prima come organo dei Pensionati Uomini Vivi e poi come cooperativa , risulta dai dati della Presidenza del Consiglio, e può leggerlo anche chi non è di Rai Tre. Il finanziamento alla Lega risulta dal bilancio del Partito e sono le somme più alte che ha ricevuto dai suoi sostenitori e rimane il fatti di un accordi politico sconosciuto.

MAURIZIO BALOCCHI –TESORIERE LEGA NORD

Va bene, guardi facciamo una cosa, lei questa trasmissione non la manda in onda. Le do il divieto assoluto di pubblicazione. Chiuso l’argomento, finito!

AUTORE

No no, non me lo rompa!!! Ma stiamo scherzando! Lei è un sottosegretario dello stato!

MAURIZIO BALOCCHI–TESORIERE LEGA NORD

Non vuol dire nulla!

AUTORE

Non è che mi può trattare così!

MAURIZIO BALOCCHI –TESORIERE LEGA NORD

No io non la tratto, le dico solo che lei non manda in onda questo servizio!

AUTORE

Ma io glielo faccio dire tranquillamente questo, noi siamo venuti semplicemente a chiederle come mai avete ricevuto i 200 mila euro dal Giornale d’Italia.

MAURIZIO BALOCCHI–TESORIERE LEGA NORD

Quello ha fatto e le ho dato la risposta, Ha continuato a mistificare.

AUTORE

Non mistifico! Io le dico… ascolti…

MAURIZIO BALOCCHI–TESORIERE LEGA NORD

Ha continuato a mistificare, lei non manda in onda assolutamente niente! Niente! Perché le proibisco di farlo!

AUTORE

Questo giornale riceve due milioni e mezzo dallo Stato! Come contributo, se vuole le faccio vedere le carte?

MAURIZIO BALOCCHI–TESORIERE LEGA NORD

Non facciamo campagna elettorale!

AUTORE

Ma guardi che questo servizio va in onda non prima delle elezioni, va in onda dopo le elezioni!

MAURIZIO BALOCCHI–TESORIERE LEGA NORD

No assolutamente no!

AUTORE

Guardi che io queste domande le sto facendo a tutti, a tutti. Non è che vengo solo dalla Lega.

MAURIZIO BALOCCHI –TESORIERE LEGA NORD

Lei è uno dei cronisti rossi, come al solito!!! Rai Tre assolutamente mai più interviste!

AUTORE

Sarà un limite mio, ma io non ho capito l’accordo, cioè loro cosa vi hanno dato in cambio?

MASSIMO BASSOLI-IL GIORNALE D’ITALIA

Glielo ho detto: visibilità, presenza, introduzione in settori, ambienti, regioni dove noi come giornale non ci andiamo.

AUTORE

Come Giornale?

MASSIMO BASSOLI-IL GIORNALE D’ITALIA

E certo, come Giornale d’Italia. La stessa cosa come movimento.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Vediamo se almeno i militanti della Lega si sono accorti di questo accordo

AUTORE

Volevo sapere se conosce questo giornale?

UOMO 9

Il Giornale d’Italia no, strano ma sinceramente non lo conosco.

AUTORE

E’ stato mai diffuso questo giornale dalla Lega?

UOMO 9

No. A parte il fatto che c’è una contraddizione, è il Giornale della Padania no d’Italia!

AUTORE

Organo del Movimento Unitario Pensionati Uomini Vivi, mai sentito?

UOMO 10

No.

AUTORE

L’editore di questo giornale riguardo ai finanziamenti pubblici ci ha detto” noi abbiamo fatto un accordo con la Lega”, le risulta?

UOMO 9

No no è una balla!

UOMO 10

C’è scritto Organo Pensionati Uomini Vivi, mi domando voi che fate queste domande, secondo me dovete prendere lo stipendio anche voi! C’è poco da fare quella faccia lì.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Cosa non si fa per guadagnarsi la pagnotta! Comunque se c’è stato un accordo fra il Movimento Pensionati Uomini Vivi e la Lega, i militanti della Lega non lo hanno saputo. Questi giornali, da Libero al Foglio, dall’Opinione al Riformista, hanno iniziato a prendere finanziamenti perché due deputati dichiaravano “è organo di un movimento politico”, poi quando cinque anni fa la legge è cambiata e ha detto “adesso i soldi li diamo alle cooperative. E i giornali dichiaratamente di partito? Se vogliono i contributi oggi devono essere appoggiati da un gruppo parlamentare che è formato da almeno dieci deputati. In questa categoria il giornale che prende di più è L’Unità: 6.400.000 euro all’anno… ma i suoi lettori non lo sanno.

AUTORE

Lei sa che il suo giornale prende finanziamenti dallo Stato?

DONNA 4

No non lo so

AUTORE

Cosa ne pensa?

DONNA 4

Ma non lo so, non glielo so dire proprio.

UOMO 11

No non lo so , nonostante legga L’Unità questo non lo so.

AUTORE

Che giornale leggi?

UOMO 12

L’Unità

AUTORE

E’ finanziato dallo stato lo sai?

UOMO 12

E si, veramente? A bene!

AUTORE

Non lo sapevi?

UOMO 12

No.

AUTORE

Allora direttore L’Unità e un giornale di partito?

ANTONIO PADELLARO-DIRETTORE “L’UNITA’”

Dunque no, L’Unità non è un giornale di partito, è un giornale che si giova del contributo dell’editoria veicolato dai gruppi parlamentari di Camera e Senato dei DS. Quindi è un contributo che fa bene certamente alle finanze de L’Unità ma L’Unità è un giornale privato.

AUTORE

E perché prende finanziamenti pubblici?

ANTONIO PADELLARO-DIRETTORE “L’UNITA’”

E un accordo che è stato firmato al momento della riapertura.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Insomma il contributo va ad una società privata e nel contratto con i DS si parla di non appartenenza al partito. Ma di identità comune.

AUTORE

Potrebbe vivere senza finanziamento pubblico L’Unità?

ANTONIO PADELLARO-DIRETTORE “L’UNITA’”

Io penso proprio di sì.

AUTORE

Senta quanto prendete di finanziamento pubblico?

GIORGIO POIDOMANI-AMMINISTARTORE DELEGATO L’UNITA’

Noi pigliamo circa 6 milioni e 400 mila euro all’anno.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Sei milioni di euro di cui si potrebbe fare a meno se abbiamo capito bene. I giornali di partito, veri, per prendere il contributo non hanno il vincolo del 25% di vendite, si calcola una percentuale sui costi e la tiratura. L’Unità vende 60.000 copie ma ne stampa più del doppio e il suo contributo viene calcolato anche su queste copie di scarto che su 140 mila copie al giorno sono 16.000.

AUTORE

La legge dice che voi anche su queste 16 mila copie di scarto prendete un contributo.

GIORGIO POIDOMANI-AMMINISTRATORE DELEGATO L’UNITA’

Teoricamente, perché non è nostro interesse fare copie di scarto perché è nostro obiettivo venderle le copie però per farle è necessario.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Finché la stampa non è bene a fuoco e i colori ben definiti, le copie vengono scartate, succede per tutti i giornali che hanno linee vecchie, guardate Libero quante ne butta, carta che si spreca ma il contributo sale. Per 16 mila copie al giorno che vanno al macero, ad esempio, L’Unità incassa 250.000 euro in più all’anno.

AUTORE

Ci dica dove si può imbrogliare.

GIORGIO POIDOMANI-AMMINISTRATORE DELEGATO L’UNITA’

Se lei dice che per fare dodici pagine di giornale, quattro giorni a settimana lei ha bisogno di 18 giornalisti, 18 giornalisti guadagno 132 mila euro ciascuno io credo che sia molto difficile dimostrare che non è vero.

AUTORE

Ci vuole fare degli esempi?

GIORGIO POIDOMANI-AMMINISTRATORE DELEGATO L’UNITA’

Il Riformista per esempio, oppure Europa ha un contributo che è circa il 50% del nostro, dai dati in nostro possesso la diffusione è come dire dodici volte superiore?

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Europa è l’organo della Margherita. Rispetto a L’Unità che esce sette giorni su sette con 30 pagine e varie edizioni locali è un giornale di sole otto pagine, esce cinque volte a settimana, vende meno di 5 mila copie ma prende più di tre milioni di euro.

AUTORE

Il senso di questi giornali qual è? La linea del partito della Margherita si vede attraverso il vostro giornale o siete indipendenti?

STEFANO MENICHINI-DIRETTORE “EUROPA”

Noi non abbiamo fatto un giornale di partito, non è stato pensato così e non viene fatto così tant’è che la maggior parte dei lettori d’Europa non sono neanche iscritti alla Margherita.

AUTORE

C’è questa cosa strana: io vado dai giornali che prendono il finanziamento per il partito a cui appartengono e tutti mi dicono che non sono giornali di partito.

STEFANO MENICHINI-DIRETTORE EUROPA

Non è così strana, è un tipo di editoria che è cambiata nel corso del tempo, nel senso che tutti quelli che fanno giornali di partito si rendono conto che se facessero un vero e proprio giornale di partito cioè un bollettino che riporta la linea di quel partito questo non avrebbe nessun interesse.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ad interessarsi ad Europa sono poche migliaia di lettori. Ma per arrivare nelle principali edicole d’Italia il giornale viene stampato in 30 mila copie anche se, poi, più di 25 mila tornano indietro. Questa tiratura, insieme al rimborso della percentuale sul costo del giornale, formano la bella cifra di 3138 mila euro all’anno. Europa vende dieci volte meno dell’Unità ma il contributo è giusto la metà.

AUTORE

Quanti giornalisti lavorano per Europa?

STEFANO MENICHINI-DIRETTORE EUROPA

Noi qui compresi i direttori e i due condirettori saremo una ventina.

AUTORE

Quanti giornalisti avete in tutto?

GIORGIO POIDOMANI-AMMINISTRATORE DELEGATO L’UNITA’

86. se vuole sapere quanto più o meno si trova in busta paga un nostro redattore ordinario, si trova dalle 2 mila e 300 alle 2 mila 500 euro al mese.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il Secolo d’Italia ha un contributo simile a quello di Europa, e finalmente abbiamo un vero giornale di partito.

AUTORE

Quanti giornalisti lavorano?

FRANCESCO SERVELLO-AMMINISTRATORE “IL SECOLO D’ITALIA”

25.

AUTORE

I 25 hanno uno stipendio medio più o meno di quanto?

FRANCESCO SERVELLO-AMMINISTRATORE “IL SECOLO D’ITALIA”

Intorno alle 60 mila euro all’anno.

AUTORE

Quante copie vendete?

FRANCESCO SERVELLO-AMMINISTRATORE “IL SECOLO D’ITALIA”

La vendita è tra due e tre mila copie al giorno

AUTORE

Due tre mila copie al giorno.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

25 giornalisti per un giornale che vende 2500 copie in edicola e un costo per lo stato di tre milioni di euro all’anno.

AUTORE

Senta e se ci sono delle perdite chi le copre?

FRANCESCO SERVELLO-AMMINISTRATORE “IL SECOLO D’ITALIA”

L’editore.

AUTORE

L’editore chi è?

FRANCESCO SERVELLO-AMMINISTRATORE “IL SECOLO D’ITALIA”

L’editore è il presidente del partito, il segretario del partito prima Almirante e poi Gianfranco Fini.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Liberazione è il giornale di Rifondazione Comunista vende 15 mila copie, ha 14 pagine e prende 3 milioni e 700 mila euro.

MAURO BELISARIO-AMMINISTRATORE “LIBERAZIONE”

Noi abbiamo 31 giornalisti e 20 poligrafici.

AUTORE

Sono tutti pagati in regola, pagati con i contributi?

MAURO BELISARIO-AMMINISTRATORE “LIBERAZIONE”

Sono tutti pagati in regola sì.

AUTORE

Con la malattia retribuita?

ROMINA PELLECCHIA-CAPO REDATTRICE

Con la malattia, ferie, maternità, tutto in regola assolutamente.

AUTORE

Quanto guadagni?

ROMINA PELLECCHIA-CAPO REDATTRICE

Io prendo 2 mila euro circa.

AUTORE

E sei caporedattrice?

ROMINA PELLECCHIA-CAPO REDATTRICE

Sì.

AUTORE

Quanto prende il direttore?

MAURO BELISARIO-AMMINISTRATORE “LIBERAZIONE”

Poco più di tre mila euro.

AUTORE

Tre mila euro.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Passiamo alla Padania, prende 4 milioni di euro. Risulta secondo nella classifica dei contributi ai giornali di partito.

AUTORE

In base ai costi che prendete questo contributo così alto, avete alti costi?

GIANLUCA PARAGONE-DIRETTORE “LA PADANIA”

Sì.

AUTORE

Quante copie vendete?

GIANLUCA PARAGONE-DIRETTORE “LA PADANIA”

Oggi siamo sulle 22 mila copie in media.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Un altro contributo dello stato va a questo foglio che è il giornale dei Verdi che non si vende in edicola.

AUTORE

Notizie Verdi ce l’ha?

EDICOLANTE 5

No, Notizie Verdi nemmeno.

AUTORE

Non lo ha mai avuto?

EDICOLANTE 5

No

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Viene spedito a casa degli iscritti.

AUTORE

Quanto prendete di contributi?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

Per il 2005 dovremmo stare intorno ai 2 milioni e 400 mila e i 2 milioni e 500 mila euro.

AUTORE

Per questo giornale?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

Sì, per questo quotidiano. Noi abbiamo tre giornalisti e due praticanti.

AUTORE

In pratica è sempre così, un solo foglio?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

No, non è solo così, ci sono varie edizioni.

AUTORE

Cioè questo è quello di oggi?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

Sì questo è quello di oggi, abbiamo fatto fino a 24 pagine.

AUTORE

Ho capito. Però per arrivare a due milioni e mezzo di euro quanto costa questo giornale ogni anno?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

Circa 3 milioni e 600 mila euro.

AUTORE

3 milioni 600 mila euro! Da dove arrivano questi costi, cioè qual è il costo principale?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

Il costo principale in assoluto è la produzione. Noi ne abbiamo stampate nel corso del 2005 quasi 15 milioni di copie.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

15 milioni di copie tutte spedite a casa agli iscritti?

CARLO PANCIA-AMMINISTRATORE “NOTIZIE VERDI”

In alcuni casi abbiamo fatto anche volantinaggio.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ah ecco… viene volantinato…siccome distribuire in edicola un giornale che non si vende è molto costoso, meglio regalarlo, perché tanto lo stato rimborsa fino a due milioni e mezzo di euro per i costo sostenuti. Anche Il Campanile nuovo organo dell’UDEUR, viene spedito direttamente a casa.

AUTORE

Quante copie tira il giornale?

PAOLO FESTUCCIA-DIRETTORE “IL CAMPANILE”

il giornale tira oltre tre mila copie.

AUTORE

Oltre tre mila copie al giorno.

PAOLO FESTUCCIA-DIRETTORE “IL CAMPANILE”

AUTORE

E ne vende mille diciamo.

PAOLO FESTUCCIA-DIRETTORE “IL CAMPANILE”

Mille vanno agli abbonati. Le altre vengono distribuite nelle sedi istituzionali, gratuitamente, ma il gratuitamente ha anche un costo.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Tre mila copie stampate, mille vendute agli abbonati, due mila distribuite gratis, con questi numeri Il Campanile nuovo riceve un milione e 153 mila euro di contributo.

TANCREDI CIMMINO-AMMINISTRATORE “IL CAMPANILE”

Abbiamo iniziato insieme senza niente e adesso siamo un giornale che penso conti qualche cosa nel mondo dei giornali politici e non in Italia.

AUTORE(VOCE FUORI CAMPO)

Sarà per questo che oltre al contributo dello stato riesce a raccogliere anche pubblicità dallo stato!

TANCREDI CIMMINO-AMMINISTRATORE “IL CAMPANILE”

Abbiamo fatto da quattro cinque mesi questo accordo con questa società e questa è proprio la prima pubblicità fatta con questa società.

AUTORE

Avete beccato la Presidenza del Consiglio una bella …

TANCREDI CIMMINO-AMMINISTRATORE “IL CAMPANILE”

E io penso che fra poco ci sarà anche l’AISCAT, la società autostrade io pensi perché le spiego, danno a queste società l’incarico di distribuire per i giornali politici la pubblicità quindi loro non sanno neanche a chi va.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma adesso sì…qualche giorno dopo la nostra intervista Il Corriere della Sera titolava: “Fugge il tesoriere di Mastella. Cimmino si porta via anche il giornale del partito”… Alla fine Cimmino ha cambiato partito, si è candidato con Di Pietro.

AUTORE

Secondo lei è giusto che lo stato dia un milione e 100 mila euro per questo giornale?

PAOLO FESTUCCIA-DIRETTORE “IL CAMPANILE”

Io ritengo che per finanziare la democrazia nel nostro paese in molti casi il nostro giornale per i nostri lettori, per l’attività che muove un partito sul paese sia più utile è vero di quello che finanzio io con il canone tv.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Secondo il direttore de Il Campanile è più utile alla democrazia finanziare Il Campanile che non la Rai. Chissà se è dello stesso parere anche il direttore delle Discussione, il giornale della Democrazia Cristiana! Contattato non ci ha neanche risposto! Sappiamo che prende due milioni e mezzo di euro, ma ignoriamo quante copie vende.

AUTORE

Signora La Discussione?

EDICOLANTE 1

No mai visto e mai sentito!

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

E poche migliaia di copie vende L’Avanti Della Domenica dello SDI, che è un settimanale.

AUTORE

C’è chi dice che questi sono soldi sprecati, soldi pubblici sprecati, lei cosa risponde?

CARLO CORRER-DIRETTORE “AVANTI DELLA DOMENICA”

Sicuramente in qualche maniera non è che si può respingere questa critica, perché non è del tutto sbagliata, infondata, c’è un problema di fondo è quello di dare in qualche maniera una condizione di partenza uguale per tutti alle forze politiche in una situazione di democrazia.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Mai sentito parlare così tanti di democrazia! E poi si dice che non c’è pluralismo informativo! Ad ogni modo fino adesso abbiamo visto chi ha preso i soldi con il trucco del partito finto e i giornali di partiti veri. Poi c’è un’altra categoria, i giornali nati proprio come cooperativa. La prima e la più nota è Il Manifesto, nato nel 71 quando i finanziamenti non c’erano, ha vissuto sempre con i mezzi propri. Quando nell’87 la legge ha esteso alle cooperative giustamente hanno attinto pure loro. Uno dei fondatori è Valentino Parlato.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Mai sentito parlare così tanto di democrazia! La terza categoria finanziata riguarda le cooperative di giornalisti com’è IL Manifesto. Valentino Parlato è uno dei fondatori.

VALENTINO PARLATO – “IL MANIFESTO”

Nel 1971 è nato come cooperativa e non poteva essere altro che una cooperativa. Noi non volevamo, eravamo stati messi fuori dal PC e non volevamo fare un giornale con un padrone, volevamo un giornale che fosse di proprietà di tutti i componenti di un gruppo politico di loro sostenitori. Abbiamo cominciato quando non c’erano questi contributi ed è stato piuttosto difficile, anche se con i contributi la vita non è stata facile. Giornalisti e tecnici tutti. Abbiamo fatto una cooperativa con un’eguaglianza di retribuzione di tutti, dal telefonista al direttore.

GIANCARLO ARESTA –AMMINISTARTORE “IL MANIFESTO”

In questi giornali i direttori sono eletti da chi ci lavora, che grande valore di autonomia ha un fatto come questo! Anche i poligrafici partecipano alle elezioni del direttore de Il Manifesto per le prerogative dello statuto.

GABRIELE POLO-DIRETTORE “IL MANIFESTO”

Lo spirito cooperativo è questo: è la necessità di mettere sul mercato una voce o più voci dei giornali in cooperativa che non rispondono a nessun padrone. Mi sembra un servizio sociale molto utile.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma la legge prevede finanziamenti anche a società controllate da cooperative e succede così che, per esempio, i dodici giornali di Ciarrapico, ex presidente della Roma, già re delle acque minerali e delle cliniche sanitarie, ricevano più di cinque milioni di euro all’anno.

AUTORE

I vostri giornali potrebbero vivere senza questo finanziamento?

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Credo di sì.

AUTORE

E allora perché lei lo chiede?

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

E perché lo chiedo? E’ un diritto come guardare.

AUTORE

No, però voi avete fatto una cooperativa…

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Tutte le attività giornalistiche sono cooperativistiche, ma le nostre sono cooperative vere sono cooperative di giornalisti.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Quindi vuol dire che come al Manifesto la linea editoriale è condivisa dai soci lavoratori!

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Io faccio l’editore puro cioè detto le linee editoriali dei miei giornali, qualche volta scrivo, rarissimamente, scelgo qual è il campo dove si devono muovere, come si devono muovere, perché siamo il giornale inizia, siamo il giornale editoriale, faccio tutto io in prima persona, i miei editoriali, le strategie editoriali le faccio io.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Se decide tutto lui non è esattamente una cooperativa.

AUTORE

Si dice che lei decida la linea editoriale, ho letto qualche agenzia anche qua, che lei ha avuto un po’ di problemi con i direttori, lei li cambia spesso…

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Mai. Due tre se ne sono andati per conto loro!

AUTORE

Se ne sono andati. Voi siete un giornale schierato a destra?

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Noi siamo un giornale che attualmente ha una posizione orientata verso La Casa delle Libertà, non facciamo bonifico perché noi siamo giornali regionali, parliamo soltanto di fatti regionali e locali. C’era Storace presidente della regione noi eravamo schierati con Storace.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Secondo Ciarrapico appoggiare Storace non vuol dire fare politica! E i suoi 12 quotidiani sono tutti in vendita obbligatoria con Il Giornale ad un euro: Nuovo Viterbo Oggi, Ciociaria oggi, Nuovo Molise Oggi, Nuovo Rieti, Fiumicino, Guidonia, Ostia, Castelli Oggi. Ma era stato proprio il direttore del Giornale che aveva parlato di questi finanziamenti come uno scandalo nazionale!

AUTORE

Voi uscite con parecchi abbinamenti locali?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

Sì ma siccome non paga il contribuente, solo una strategia di marketing che non è pagata dallo stato, non è pagata dal contribuente

AUTORE

Però io ho fatto un controllo, tutti questi giornali abbinati sono tutti finanziati dallo stato, lei lo sapeva?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

Non lo so se sono tutti finanziati dallo stato, perché ci sono alcuni giornali che non sono finanziati dallo stato.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il Giornale non è una cooperativa e quindi non prende contributi. Il suo direttore è scandalizzato per il fatto che tutti gli altri facciano man bassa, però nel centro sud il giornale esce abbinato ai quotidiani come Il Roma di Napoli, Il Sannio di Benevento, il Corriere del Giorno di Taranto, tutti con i finanziamenti per più di due milioni di euro all’anno, oltre ai quotidiani di Ciarrapico. E fu proprio l’imprenditore Ciarrapico a chiedere al presidente Berlusconi un sostegno mirato ai giornali locali. E gli è stato dato: 5 milioni di euro per Editoriale Oggi e Nuovo Molise Oggi.

AUTORE

Questi due giornali prendono i finanziamenti?

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

I contributi li prendono tutti i quotidiani che escono in sedi territoriali come tali.

AUTORE

Comunque ce li può far avere dei dati, così magari possiamo dare delle informazioni?

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Voi non dovete dare informazioni, dovete fare informazione.

AUTORE

Appunto!

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

Non ho motivo per darle i dati della mia azienda.

AUTORE

Non ce li dà?

GIUSEPPE CIARRAPICO-EDITORE

No. Non ci penso nemmeno.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma andiamo avanti sulle maglie larghe della legge: Italia Oggi quotidiano di Class Editori, quotati in borsa, hanno fatto una cooperativa per prendersi il bel contributo di 5 milioni di euro. Con la stessa formula incassa anche L’Avvenire che invece ci ha aperto la porta.

PAOLO NUSINER-DIRETTORE GENERALE “AVVENIRE”

Avvenire fa capo ad un azionista di riferimento, una fondazione, la Fondazione Santi Francesco e Caterina che fa riferimento poi alla Conferenza Episcopale Italiana.

AUTORE

Alla CEI? Cioè quando si dice è il giornale della Cei è vero?

PAOLO NUSINER-DIRETTORE GENERALE “AVVENIRE”

Sì.

AUTORE

Quanto prendete di contributo?

PAOLO NUSINER-DIRETTORE GENERALE “AVVENIRE”

Nel 2004 noi abbiamo avuto contributi dallo stato per sei milioni di euro.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Con due Santi come sponsor non si può discutere… E dalla chiesa al sindacato, non manca nessuno, “Conquiste del Lavoro” è il giornale della CISL, per prendere il contributo di tre milioni e 300 mila euro, anche loro hanno fatto una cooperativa che detiene il 51% rispetto ad una società controllata dal segretario generale. Il giornale non si vende in edicola, va in abbonamento agli iscritti.

AUTORE

E’ un bollettino interno?

FRANCESCO GUZZARDI-DIRETTORE”CONQUISTE DEL LAVORO”

E’ un po’ più di un bollettino.

AUTORE

Cioè se va agli iscritti ve la cantate e ve la suonate come movimento sindacale si potrebbe dire?

FRANCESCO GUZZARDI-DIRETTORE”CONQUISTE DEL LAVORO”

Informiamo gli iscritti.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma lo spirito della legge si perde totalmente quando leggiamo che il quotidiano Cavalli e Corse Sportsman prende un contributo statale come cooperativa di 2 milioni e 500 mila euro. Volendo la si potrebbe chiamare istigazione al gioca d’azzardo!

GIUSEPPE TATARELLA-DIRETTORE “SPORTSMAN”

Se fossi dall’altra parte della barricata probabilmente penserei allo stesso modo e quindi noi con le nostre micragnose venti mila copie medie tirate ogni giorno e circa 11 mila vendute non riusciremmo mai a far quadrare i nostri conti senza il contributo dello stato, lei tenga conto che sono venti pagine con pochissima pubblicità e del settore, diamo i favoriti.

AUTORE

Date i favoriti per cui sapete pure chi vince?

GIUSEPPE TATARELLA-DIRETTORE “SPORTSMAN”

No, saperlo sarebbe una grossa fortuna! Purtroppo non lo sappiamo, studiamo.

AUTORE

Però chi legge il vostro giornale può vincere più o meno, chi legge attentamente il giornale?

GIUSEPPE TATARELLA-DIRETTORE “SPORTSMAN”

Per essere più precisi, chi legge attentamente il giornale può perdere con cognizione di causa.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

La lista dei giornali cooperative è lunga. Dimenticavamo l’ennesimo giornale socialista : quattro pagine con un contributo di due milioni e 500 mila euro all’anno. Nel comitato di redazione leggiamo: Renato Brunetta, Fabrizio Cicchitto, Margherita Boniver, Baget Bozzo, Guzzanti, Jannuzzi, Pamparana. E ora gli stipendi dei direttori.

GIANLUCA PARAGONE-DIRETTORE “LA PADANIA”

5 mila euro

AUTORE

5 mila euro, netti?

GIANLUCA PARAGONE-DIRETTORE “LA PADANIA”

Sì.

STEFANO MENICHINI-DIRETTORE “EUROPA”

4-5 mila euro al mese netti.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il direttore dell’ Unità guadagna 9 mila euro netti.

ANTONIO PADELLARO-DIRETTORE “L’UNITA’”

Le posso assicurare che la mia retribuzione con quello che prendevo all’Espresso e al Corriere Della sera.

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

“Massimo, quanto guadagno io al Foglio, quanti euro sono? Otto mila al mese? Sì. Va bene grazie”. Otto mila al mese.

AUTORE

Otto mila al mese.

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

Sì, non è una cosa eccezionale no?

AUTORE

Un po’ come Padellaro, lui prende nove mila euro al mese.

GIULIANO FERRARA-DIRETTORE “IL FOGLIO”

Padellaro però vale meno di me no? Ma mi sembra ovvio questo, lui è un signor nessuno, io sono Giuliano Ferrara non so se ti rendi conto, no solo per dire.

ARTURO DIACONALE-DIRETTORE “L’OPINIONE”

No io ne prendo di meno, molto di meno!

ANTONIO POLITO- DIRETTORE “IL RIFORMISTA”

No ma io glielo dico perché purtroppo è così basso che non ci faccio una belle figura!

AUTORE

360 mila euro all’anno?

ANTONIO POLITO- DIRETTORE “IL RIFORMISTA”

Penso che sia 360 a costo azienda, te lo dico, credo che siano 9200 euro mensili.

VITTORIO FELTRI-DIRETTORE “LIBERO”

Il direttore di libero prende uno stipendio di 15 mila euro al mese.

AUTORE

Lei come direttore de Il Giornale quanto guadagna al mese?

MAURIZIO BELPIETRO-DIRETTORE “IL GIORNALE”

Io guadagno circa nove mila euro al mese più ho un bonus in base ad una serie di obiettivi che sono le vendite.

GABRIELE POLO-DIRETTORE “IL MANIFESTO”

Il direttore guadagna quanto tutti gli altri, qua c’è la mia busta paga adesso la leggo perché ogni volta è consolante leggere la cifra, sono 1470 euro al mese.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Si passa dall’ingordigia delle cooperative quotate in borsa che attingono a man bassa al livellamento sovietico. Gabriele Polo, se posso permettermi, un direttore non è uguale all’ultimo arrivato! E fin qui abbiamo parlato dei contributi diretti all’editoria, ma la fetta più grossa viene distribuita a tutti i giornali attraverso i rimborsi delle tariffe elettriche, telefoniche e postali, e dal 2002 al 2005 c’è stato anche un rimborso sulla carta utilizzata. La legge si chiama “provvidenza all’editoria” e provvede ad elargire milioni di euro anche ai grandi gruppi, quelli che è difficile dire che ne avrebbero bisogno. Vediamo le cifre.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Sommando le voci tra periodici e quotidiani nel 2004 La Repubblica-Espresso riceve 12 milioni di euro, RCS e Corriere della Sera 25 milioni di euro. Il sole 24 Ore della Confindustria, 18 milioni di euro. La Mondatori 30 milioni di euro. Sono contributi indiretti, ad esempio, Il Sole 24 Ore è il quotidiano che ha più abbonati in assoluto, ogni volta che il giornale viene spedito invece di 26 centesimi ne spende 11. La differenza ce la mette lo stato. Nel 2004 ci ha messo 11 milioni e 569 mila euro.

AUTORE

Un giornale che fa utili, perchè Il Sole 24 Ore fa utili, attraverso la pubblicità, è giusto che prenda anche queste sovvenzioni?

FERRUCCIO DE BORTOLI-DIRETTORE “IL SOLE 24 ORE”

Guardi da liberista le dico che sono contrario ad incentivi pubblici, in linea di principio le dico che se ci fossero condizioni di competizione più aperta e anche competizioni con distribuzioni più capillari credo che naturalmente si potrebbe discutere in termini di mercato anche in condizioni totalmente diverse, certo se mi è consentita una battuta “i giornali non hanno avuto il decoder per promuovere la lettura”

ARTURO DIACONALE-DIRETTORE “L’OPINIONE”

Poi naturalmente il qualunquismo imperante di questi stessi giornali porta le solite campagne di stampa contro i giornali dei partiti che prendono i contributi

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Infatti Il Resto del Carlino ha aperto una campagna contro lo spreco dei finanziamenti diretti ai quotidiani omettendo, però, che il suo editore tra Nazione e il Resto del Carlino, prende più di due milioni e 800 mila euro di finanziamenti indiretti.

AUTORE

Lei sa che tutti i quotidiani sono finanziati dallo stato?

UOMO 13

No non lo sapevo.

AUTORE

Cosa ne pensa?

UOMO 13

Che è una brutta cosa

UOMO 14

Mi è nuova!

AUTORE

Cosa ne pensa?

UOMO 14

Penso che non sia il massimo per la libertà di stampa!

UOMO 15

Pensavo fossero da privati, da gruppi di privati anche dallo stato? Non sapevo.

AUTORE

Lei compra Il manifesto?

UOMO 16

AUTORE

Sa che è finanziato dallo stato?

UOMO 16

No.

AUTORE

Cosa ne pensa?

UOMO 16

Che se è finanziato dallo stato allora è limitato nella sua espressione.

DONNA 5

Non è giusto.

AUTORE

Perché?

DONNA 5

Perché devono essere privati, scusi che c’è mio figlio!

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

La legge sulle provvidenze per l’editoria dice che un partito può scegliere di ottenere il contributo per un giornale, oppure per una radio. Il Partito Radicale da sempre ha scelto di farsi finanziare la radio. Prende 4 milioni di euro l’anno. Ma non erano contrari al finanziamento pubblico?

MASSIMO BORDIN-DIRETTORE “RADIO RADICALE”

No non c’è una contraddizione, la contraddizione è in chi ce lo rinfaccia perché in realtà più che chiedere l’abolizione di questa legge ci si spieghi che altro si debba fare, abbiamo per fino distribuito il finanziamento pubblico ai cittadini.

Comunque sì prendiamo il finanziamento pubblico dell’editoria per gli organi di partito, questo è vero.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma poi prende altri soldi dallo stato per la trasmissione delle sedute parlamentari.

MASSIMO BORDIN-DIRETTORE “RADIO RADICALE”

Questo non è un finanziamento, è una convenzione è una prestazione che viene pagata, altri fanno pubblicità, noi trasmettiamo sedute parlamentari, abbiamo trovato questo modo per campare la radio. E’ una buona cifra quella che prendiamo.

AUTORE

Quanto?

MASSIMO BORDIN-DIRETTORE “RADIO RADICALE”

Intorno ai dieci mila

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

La Lega Nord prende 4 milioni di euro per il suo quotidiano, quindi non li può prendere anche per Radio Padania?

STEFANO STEFANI-RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

La nostra no di sicuro, non ha finanziamento pubblico.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Nell’ultima finanziaria spulciando tra i commi c’è uno stanziamento che riguarda il settore della radiofonia a firma di due senatori della Lega Nord, si parla di un milione di euro annuo, a cui possono accedere i soggetti di cui il comma 190 art. 4…chi saranno questi soggetti?

NATALE RIPAMONTI-GRUPPO VERDI

Riguardando esattamente la norma si scopre che queste radio sono Radio Padania e Radio Maria. Qua c’è un milione di euro ha carattere permanente cioè tutti gli anni, e devono essere spartiti tra queste due radio.

AUTORE

Però c’è stato io leggo qui nella finanziaria del 2005 un contributo alle radio comunitarie, voi lo prendete il finanziamento pubblico?

STEFANO STEFANI-RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Sì adesso non melo ricordavo.

AUTORE

C’è stato un blitz della finanziaria per prendere i soldi?

STEFANO STEFANI-RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Ma non lo so, lo sai che non me ne intendo di blitz.

AUTORE

Adesso con questo emendamento dal 2005 arrivano anche questi soldi pubblici.

STEFANO STEFANI-RESPONSABILE EDITORIALE LEGA NORD

Arrivano un po’ di soldi.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

E un po’ di soldi sono arrivati anche a Radio Maria che in piena campagna elettorale ha ringraziato in questo modo, dicendo che il 95% dei parlamentari del Centro Destra è promosso, l’80% del Centro Sinistra bocciato. L’ultima fetta della torta dei contributi all’editoria stanziati dalla Presidenza del Consiglio, riguarda indistintamente radio e televisioni locali.

Poi ci sono 100 milioni di euro dal Ministero delle Telecomunicazioni, vengono distribuiti con una graduatoria stilata dai Comitati Regionali per le Comunicazioni, in base al fatturato e al numero dei dipendenti.

AUTORE

Il personale fa punteggio per avere il finanziamento pubblico?

GIOVANNI MAZZONI-DIRETTORE E’ TV BOLOGNA

Il personale fa punteggio, i giornalisti valgono il doppio del normale impiegato, per dare un’idea valgono 60 punti contro i 30 punti per ogni singolo impiegato.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

In Campania ci sono un centinaio di televisioni locali e secondo la legge l’uso dei praticanti giornalisti farebbe accumulare punteggio.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ma quanto si prende di contributo per un giornalista assunto?

GIOVANNI MAZZONI-DIRETTORE E’ TV BOLOGNA

Un giornalista può valere anche 60 mila euro di contributi.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Canale 9-Teleoggi è la televisione che quest’anno è risultata prima nella graduatoria dei contributi stanziati dal Ministero delle Telecomunicazioni. Nel 2004 in occasione delle elezioni europee, risulta che ha dato un contributo ad Alleanza Nazionale.

CAROLINA VISONE-AMMINISTRATORE UNICO TELEOGGI-CANALE9 NAPOLI

Sì.

AUTORE

Come mai questo?

CAROLINA VISONE-AMMINISTRATORE UNICO TELEOGGI-CANALE9 NAPOLI

In quel momento Gasparri era il nostro ministro ed è stato un ministro che ha lavorato veramente tanto per noi finanche con questa legge dei contributi .

AUTORE

Cioè l’avete sostenuto perché era il Ministro delle Telecomunicazioni?

CAROLINA VISONE-AMMINISTRATORE UNICO TELEOGGI-CANALE9 NAPOLI

Ma io ho trovato doveroso farlo.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

In effetti il contributo per Radio e Televisioni dal 2001 ha avuto un incremento notevole, in Campania è aumentato di 15 volte.

CAROLINA VISONE-AMMINISTRATORE UNICO TELEOGGI-CANALE9 NAPOLI AUTORE

E noi in quel momento lo abbiamo sostenuto dando un contributo alla luce del sole, fatturandolo.

AUTORE

Ma questo era per la campagna elettorale?

CAROLINA VISONE-AMMINISTRATORE UNICO TELEOGGI-CANALE9 NAPOLI AUTORE

Questo era per la campagna elettorale. Avrei potuto non far comparire questo contributo perché generalmente non compare.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

E’ vero, c’è una legge che non prevede la rendicontazione per i candidati alle elezioni europee, infatti il contributo risulta al partito… e poi fuori onda apprendiamo…

CAROLINA VISONE-AMMINISTRATORE UNICO TELEOGGI-CANALE9 NAPOLI AUTORE

Ma come mai sono risultata la sola? Questo poi non me lo spiego! Perché non mi risulta che sono la sola!

AUTORE

Come dire che è in uso per chi prende soldi pubblici girarne un po’ al partito che ti ha dato una mano, ne girano un po’ meno nelle tasche di chi il giornale lo fa. Sono centinaia le segnalazioni arrivate da tutta Italia, questo giornalista per esempio lavorava a Roma con uno stipendio in nero di 400 mila lire.

GIORNALISTA

Io sono arrivato ad un punto che ho detto “o mi mettete in regola oppure io non posso continuare a restare in questa situazione” .

AUTORE

La risposta?

GIORNALISTA

La risposta fu quella che io ero alla porta e non ero più persona gradita.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Il problema riguarda principalmente i collaboratori.

FREELANCE-GIORNALISTA FANTASMA 1

Io sono ancora uno di quelli fortunati che per una breve prende cinque euro e 50, poi per i pezzi un po’ più corposi arriva a prendere 11 euro, il mio massimo è quello.

AUTORE

Ma ti pagano i contributi?

FREELANCE-GIORNALISTA FANTASMA 1

No assolutamente! Tutto a carico mio.

SIMONA FOSSATI-RAPPRESENTANTE FREE LANCE FNSI

Perché il gioco delle due torri è chiaro, buttare fuori quanto più possibile i contrattualizzati, usare il massimo della flessibilità e i lavoratori autonomi a compensi da fame. Se osi semplicemente dire “ma scusa quando mi pagate sono passati tre mesi”, il giorno dopo non lavori più.

AUTORE (VOCE FUORI CAMPO)

Ed è per questo che non so espongono a viso aperto.

GIORNALISTA FANTASMA 2

Io lavoro ma non so neanche quanto verrò pagata perché non mi viene detto prima quale sarà il mio compenso, né so quando sarò pagata.

GIORNALISTA FANTASMA 3

Io posso dire che ti chiedono un lavoro in cui ti richiedono quattro o cinque interviste per cui due o tre giorni di lavoro alla fine ti pagano sulle righe pubblicate, pubblicità permettendo, per cui tu calcoli una cifra e ti trovi 50 euro in tasca.

GIORNALISTA FANTASMA 4

Guadagno un quinto di quello che guadagnavo cinque anni fa, la mia professionalità è la stessa e la mole di lavoro è identica.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Se per dire che si prende poco bisogna mettersi un lenzuolo in testa, siamo veramente messi male! E lavorano tutti in giornali che attingono al denaro pubblico. Uno dice “leggeremo moltissimo”. Allora in Italia sono sei milioni di persone che ogni giorno comprano il giornale, lo stesso numero che c’era nel dopoguerra. Comunque con la nuova finanziaria chi è dentro è dentro, per chi è fuori sarà un po’ più complicato entrare, e il contributo sulla carta è stato abolito…la Francia, che è l’unico paese europeo a dare finanziamenti pubblici sborsa 250 milioni ma solo per i giornali di partito e con poca pubblicità. Noi ne tireremo fuori 600. Ma forse c’è una ragione per cui lo stato paga tutti questi soldi, forse per lasciare libere le tv di intascare il 55% della raccolta pubblicitaria, mentre alla stampa va il 33%. Nel resto d’Europa è il contrario.

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