Il falso in bilancio torna ad essere un reato anche in Italia

29 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il Senato ha recepito la Convenzione europea contro la corruzione, un atto che nonostante “il ritardo di 11 anni” consentirà di “ripristinare il reato di falso in bilancio che ha vergognosamente depenalizzato il Governo Berlusconi, e dunque di ristabilire quella legalità diffusa in ogni condotta sociale su cui poggiano le strutture basilari dello Stato di diritto”: a spiegarlo è il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo Idv in commissione Giustizia, commentando il voto di oggi in aula a Palazzo Madama.

“La corruzione – prosegue Li Gotti – è intesa dall`Unione Europea come una minaccia per la democrazia, e pertanto dev`essere sanzionabile in tutte le sue articolazioni. La Convenzione del 1999, all`art. 10, ai fini della prevenzione di atti di corruzione impone la chiarezza e la fedeltà dei bilanci rispetto alla situazione finanziaria delle società. Sarà quindi eliminata la non punibilità delle false comunicazioni sociali inferiori al 5% del risultato economico di esercizio che ha voluto il Presidente Berlusconi. È sconcertante confrontare la leggerezza con cui il centrodestra ha cancellato il grave reato di false comunicazioni sociali e invece l`importanza che al fenomeno criminoso dà l`Unione Europea”.

“Grazie alla strenua difesa degli istituti di legge che caratterizza la linea politica dell`Italia dei Valori – conclude il senatore – il centrodestra è stato costretto a fare marcia indietro e a smetterla di prendere in giro gli italiani sulla lotta alla corruzione. La ratifica è una conquista dell`Idv che consente di ricondurre l`ordinamento giuridico di uno Stato come il nostro, che è membro del Consiglio d`Europa, al rispetto costituzionale e alla conformità con il diritto internazionale”.