Il DRM deve evolversi per soddisfare le esigenze sia dei proprietari dei contenuti sia degli ut

27 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il nuovo rapporto pubblicato da Arthur D. Little, “Untying the Gordian Knot”, (Come sciogliere il nodo gordiano) esamina lo stato attuale del Digital Rights Management (DRM) concludendo che la gestione dei diritti digitali necessita di un’evoluzione dei sistemi allo scopo di fornire sia una protezione dei contenuti accettabile per i proprietari, sia la massima interoperatività per gli utenti, se si vuole evitare che venga completamente abbandonato. Sebbene l’uso del DRM risalga agli albori della distribuzione di contenuti digitali, esso è stato a lungo una fonte di controversia; sistemi complessi per gestire la proprietà dei contenuti hanno creato grossi problemi di integrazione per i produttori e i distributori, e hanno impedito una condivisione legittima dei contenuti su apparecchi e piattaforme diverse da parte degli utenti finali. Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l’unico giuridicamente valido.

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