Il Dow punta a quota 12.000

24 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street chiude la prima seduta della settimana in territorio positivo tanto che il Dow arriva a sfiorare quota 12.000 per la prima volta da meta’ 2008. E’ dal giugno di quell’anno che l’indice non tocca o supera tale soglia psicologica.

Il Dow ha terminato gli scambi a 11.981 punti, in rialzo dello 0,92% (+109 punti). Su dell’1,04% a 2.718 il Nasdaq (+28 punti). Incremento dello 0,58% a 1.291 (+7 punti) per l’S&P 500.

Il merito va al rialzo del settore delle risorse di base e di quello tecnologico, quest’ultimo sostenuto da Intel. Il gruppo californiano ha aumentato dividendo e piano di riaquisto di azioni proprie.

In una giornata priva di dati macro gli operatori hanno prestato attenzione alle storie societarie: McDonald’s ha deluso sul fronte dei ricavi nonostante utili in crescita. Alcoa ha corso grazie alle indicazioni del numero uno del gruppo, secondo cui la domanda di alluminio continuera’ a crescere nel 2011. Nuovi massimi per Ibm. Balzo a doppia cifra per il produttore di chip Nvidia, grazie a un articolo pubblicato nel fine settimana da Barron’s. Secondo l’autorevole rivista Usa, il titolo raddoppiera’ il suo valore quest’anno.

“Anche se l’azionario ha guadagnato oltre il 20% dalla scorsa estate, crediamo che il trend al rialzo possa continuare”, ha dichiarato a Reuters Mike Ryan, capo investimenti a New York di Ubs.

Il Vix, l’indice della paura, sembra oggi dargli ragione: il calo e’ stato del 3,84% a 17,76 punti. Ma trader e analisti restano divisi. Alcuni si aspettano un trend di acquisti per almeno la prima meta’ dell’anno, ma altri prevedono una fase di correzione legata a motivi puramente tecnici per due-tre settimane circa.

Intanto l’effetto Wall Street si e’ visto in Europa, dove i listini sono riusciti a ignorare le preoccupazione lagate a conti e prospettive deludenti del gruppo olandese Philips Electronics (-5,5% ad Amsterdam). Solo Madrid chiude in leggero calo ma ben lontano dalle flessioni viste nel corso della giornata. A Piazza Affari il Ftse/Mib ha registrato un +0,29% a 22.156 punti. Fiat e Fiat Industrial hanno ceduto rispettivamente il 2,8% e il 4,4% dopo il rally delle ultime settimane legato a rumors di M&A. Bene le banche: +0,5% per Banca Monte dei Paschi di Siena, +2,6% per Banca Popolare di Milano, +2,2% per Unicredit e +0,5% per Intesa Sanpaolo.

Da domani la settimana entra nel vivo: negli Stati Uniti gli investitori aspettano indicazioni dal secondo discorso dello Stato dell’Unione che domani sera il presidente Obama rilascera’. Il focus sara’ sulle parole riguardanti occupazione e crescita economica. Sempre domani inizia la due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed chiamato a prendere decisioni sui tassi. Per quanto con questo primo meeting dell’anno ci sia una rotazione dei membri che ne fanno parte, non sono attese novita’ di politica monetaria. Venerdi’ si avra’ la prima lettura del Pil del quarto trimestre, visto intorno a un +3,6% dopo il +2,6% del terzo trimestre.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico i (b>futures del petrolio con scadenza marzo hanno perso $1,24 a $87,87 dollari al barile. I contratti sull’oro con consegna febbraio sono saliti di $3,50 a quota $1.344,50 l’oncia. Sul fronte valutario, l’euro ha segnato un +0,18% $1,3645 ma c’e’ chi non esclude la possibilita’ di un ritorno anche oltre quota 1,40. Quanto ai Treasury, il rendimento si trova a quota 3,4080% dal 3,416% di venerdi’.