IL DOW JONES SUPERA QUOTA 12000, POI ARRETRA

18 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa di Wall Street si e’ chiusa con i listini contrastati. Bene il Dow Jones, che e’ riuscito ad avanzare oltre la soglia dei 12.000 punti per la prima volta in assoluto, ma poi e’ arretrato, con un rialzo in chiusura dello 0.35% a 11992, nuovo record. L’S&P500 ha chiuso in progresso dello 0.14% a 1365, giu’ il Nasdaq, in perdita dello 0.33% a 2337, indebolito dalla povera performance del comparto dei semiconduttori e da un crollo di -22% di Apollo Group [[(APOL)]].

Durante le contrattazioni, il Dow Jones ha rotto la resistenza psicologica dei 12000 punti, spingendosi ad un massimo intraday di 12049. L’indice aveva superato per la prima volta quota 10000 il 29 marzo del 1999; il 3 maggio dello stesso anno si era portato oltre il livello degli 11000 punti (vedi grafico a fondo pagina).

Solo la meta’ dei 30 componenti del Dow hanno terminato in guadagno. [[(IBM)]] e Johnson & Johnson [[(JNJ)]] sono stati i maggiori rialzi, ciascuno con oltre +3%. Ma a sostenere l’indice industriale sono state soprattutto le buone prove di Intel ([[INTC]]) e proprio [[IBM]] dopo la diffusione delle trimestrali. Entrambe le societa’ hanno riportato risultati migliori delle attese. In particolare, il colosso dei chip ha riportato un calo dei profitti del 35% rispetto allo scorso anno, ma in progresso del 47% se paragonati al trimestre precedente. IBM ha invece riportato un utile di $1.45 per azione, 10 centesimi meglio del consensus.

Ad inficiare la performance dell’indice tecnologico e’ stata invece la serie di trimestrali negative emerse dal comparto dei chip, riuscite ad offuscare i buoni aggiornamenti di Intel. L’indice settoriale, il [[(SOX)]], ha chiuso in forte ribasso trainato dal deludente outlook sulle vendite dell’olandese [[ASML]] e dal warning emesso da Novellus Systems ([[NVLS]]).

Tra le altre societa’, in forte calo anche il colosso della telefonia mobile Motorola ([[MOT]]), dopo aver ammonito sulle prospettive di vendita dei prossimi trimestri. La societa’ media online, Yahoo! ([[YHOO]]), ha visto evaporare i guadagni iniziali (vedi articolo in Prima Pagina), spingendosi in territorio negativo, segnando una perdita del 4,8% a causa della deludente trimestrale.

Dopo la chiusura, le principali societa’ che hanno diffuso i risultati trimestrali saranno Apple Computer ([[AAPL]]), il colosso delle aste online eBay ([[EBAY]]) e la tenace rivale di Intel, Advanced Micro Devices ([[AMD]]).

Sul fronte macroeconomico, dopo il deludente dato sui prezzi alla produzione, che aveva evidenziato un’accelerazione delle pressioni inflazionistiche, a rasserenare gli operatori e’ intervenuto l’aggiornamento sui prezzi al consumo, scesi in misura maggiore delle previsioni. Nel mese di settembre l’indicatore ha registrato un calo dello 0.5%, contro un consensus di –0.3%; in rialzo dello 0.2% la versione “core”, in linea con le attese degli analisti.

Contrastato l’altro dato in calendario, relativo al settore immobiliare. Lo scorso mese i nuovi cantieri edili sono risultati in crescita del 6%, sorprendendo gli analisti che avevano previsto un calo. In ribasso, invece, le licenze di costruzione, indice di attivita’ futura.

Tornando alla borsa, “sta succedendo che la reazione del mercato ai risultati trimestrali e’ piu’ importante della stessa notizia”, dice Barry Hyman, equity market strategist di EKN Financial. “Per adesso, sembra una reazione tipica da sceanrio sell-on-the-news. Potremmo avere ulteriori consolidamenti nei prossimi giorni, mentre gli utili continuano a fluire”.

Il volume e’ migliorato rispetti ai giorni scorsi. Circa 2.52 miliardi di azioni sono passate di mano al New York Stock Exchange, con i titoli in rialzo che hanno sorpassato quelli in ribasso per un margine di 9-a-7. Il volume sul Nasdaq e’ stato di circa 2.17 miliardi di azioni scambiate, sostanzialmente in parita’ tra titoli in ribass e in rialzo.

Vedi decine di small e medium cap in forte crescita segnalate da
WSI nella rubrica Titoli Caldi, una delle 8 sezioni in tempo reale
riservate agli abbonati a INSIDER. Se non sei gia’ abbonato, clicca sul
link INSIDER

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, il greggio ha chiuso in ribasso di $1.28 a $57.65 al barile, peggior livello di una settimana. Il calo segue il terzo incremento consecutivo delle scorte di greggio.

Sul valutario, in lieve calo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di $1.2530. In leggerissima flessione anche l’oro. I futures con scadenza dicembre sono scesi di 90 centesimi a $592.60 all’oncia. In rialzo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.7640% dal 4.7780% di martedi’.