IL DOW JONES ACCELERA AL RIBASSO AL GIRO DI BOA

23 Ottobre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Al giro di boa, i mercati imboccano con decisione la via dei ribassi. Preoccupati per le indagini sui conflitti d’interesse delle banche d’affari a Wall Street (vedi Citigroup), innervositi da risultati e indicazioni societarie miste e sconfortati dal pessimismo della banca d’affari Morgan Stanley sulla crescita dell’economia americana, gli investitori tornano a dubitare sulla ripresa dei profitti e optano per le vendite per la seconda seduta consecutiva. A rischio i ghiotti guadagni messi a segno nelle ultime 9 sedute.

Stephen Roach, capo economista della banca d’affari Morgan Stanley ha dichiarato che l’economia americana potrebbe avere serie difficolta’ ad espandersi per almeno altri due anni. Secondo Roach l’economia Usa potrebbe crescere ad un passo annuale inferiore all’1% nel quarto trimestre e cio’ potrebbe tra l’altro avere delle ripercussioni negative sulla crescita globale. Una nota positiva arriva comunque dal Presidente della Federal Reserve Alan Greenspan che, in un discorso tenutosi all’American Enterprise Institute, ha sottolineato di essere sorpreso della forte produttivita’ che continua a caratterizzare l’economia americana in un periodo congiunturale ancora difficile.

Gli investitori attendono inoltre alcune indicazioni sullo stato dell’economia alle 14:00 di New York quando la Federal Reserve diffondera’ il Beige Book.

Il commento di un operatore di mercato sembra riassumere le preoccupazioni degli investitori:

“Nel 2003, a meno che non si verifichi un grande rimbalzo dell’economia, le aziende sembrano destinate a deludere sugli utili come hanno fatto nel 2002” – ha dichiarato Michael Santelli, gestore di fondi per National City Bank, citato da Bloomberg.com.

A portare nervosismo sui mercati sono poi anche le ultime dichiarazioni della Casa Bianca relativamente all’Iraq. Il governo ha fatto sapere di non essere sicuro di raggiungere un accordo con l’Onu sulla questione degli ispettori. Si riavvicina dunque la possibilita’ di un conflitto con il paese di Saddam Hussein. Al proposito, Tony Crescenzi , responsabile dell’ufficio studi della boutique finanziaria Miller Tabak, ha dichiarato che l’azionario potrebbe ritornare nella fase ribassista intaccando l’economia come accaduto pochi mesi fa.

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Per quanto riguarda le indagini sulle banche d’affari, di nuovo sotto i riflettori Citigroup (C – Nyse). Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, l’ufficio del procuratore generale di NY sarebbe prossimo a interrogare Sanford Weill, presidente e amministratore del colosso finanziario. L’indagine sui conflitti di interesse tra attivita’ di ricerca e attivita’ di investment banking del gruppo potrebbe portare ad un’azione legale non solo contro Citigroup, ma anche contro lo stesso Weill.

Relativamente agli utili, delusione tra gli investitori per le previsioni al ribasso del gigante farmaceutico Eli Lilly (LLY – Nyse) e del colosso delle infrastrutture chip Kla-Tencor (KLAC – Nasdaq) che hanno frenato gli entusiasmi sui risultati e le indicazioni della societa’ di software Computer Associates (CA – Nyse), del gruppo chimico Dupont (DD – Nyse) e del gigante cartario International Paper (IP – Nyse). Sia DD che IP si lasciano contagiare dal calo dei mercati e cedono terreno. Rimane in forte rialzo CA.

Da segnalare tuttavia il leggero recupero dei semiconduttori (SOX) grazie ai guadagni di Intel (INTC – Nasdaq) sulla scia delle rassicurazioni sul gruppo sull’’industria delle comunicazioni e dell’informatica. La societa’ ha sottolineato che i problemi che hanno attanagliato questi settori sono destinati a diminuire.

Numerose, tuttavia, le notizie societarie che gravano sui listini. Da segnalare in particolare la nota negativa di Morgan Stanley sul settore della telefonia (XTC) – abbassato il rating su BellSouth (BLS – Nyse), SBC Communications (SBC – Nyse), e Verizon (VZ – Nyse) -, il ‘downgrade’ di CIBC sul colosso farmaceutico Johnson & Johnson (JNJ – Nyse) e l’aspettativa di una crescita lenta per il settore archiviazione dati (GHA), paventata dalla banca d’affari Soundview.

LENTE D’INGRANDIMENTO SUI SETTORI

► semiconduttori (SOX). Partito sottotono sulla scia di KLA-Tencor e della nota negativa di Thomas Wiesel sulle infrastrutture, il comparto ha recuperato terreno e si e’ portato in territorio positivo grazie alle rassicurazioni di Intel sull’’industria delle comunicazioni e dell’informatica.

► farmaceutici (DRG). In deciso ribasso il comparto sulla scia delle previsioni al ribasso sugli utili arrivate da Eli Lilly e del downgrade su Johnson & Johnson.

► software (GSO ). In leggero rialzo il comparto, sostenuto dalla trimestrale positiva di Computer Associates. CA guadagna oltre il 15%. In calo tuttavia Microsoft (MSFT – Nasdaq) e Oracle (ORCL – Nasdaq).

► networking (NWX ). La trimestrale al di sopra delle stime e i guadagni di Lucent ) (LU – Nyse) non riescono a risollevare il comparto, contagiato dalle brutte notizie sulla telefonia. Nemmeno i forti rialzi di Nortel (NT – Nyse) sulla scia dei commenti di UBS sulla liquidita’ del gruppo, riescono a dare respiro al comparto.

► finanziari e brokeraggio (DJ_FIN ), (DJ_SCR ). Giornata negativa per il comparto che sconta le preoccupazioni sui conflitti d’interesse delle banche d’affari. Citigroup cede oltre il 5,5%, JP Morgan (JPM – Nyse) il 3,5%.

► hardware e archiviazione dati (GHA ). La previsione di una crescita lenta per i gruppi di archiviazione dati, paventata da Soundview porta in leggero ribasso il comparto.

► telefonia e tlc (XTC ). Il pessimismo di Morgan Stanley sulle ‘Baby Bell’ affossa il settore. La blue chip SBC (SBC – Nyse), uno dei titoli bacchettati dal broker, cede oltre il 6%.

► oro (GOX). Dopo i guadagni di martedi’, il settore cede oggi terreno registrando un calo dell’1,3%.

► auto (DJ_ATO ). Il settore sconta le indicazioni giunte dal colosso Daimlerchrysler (DCX – Nyse) che nonostante abbia battuto le stime di mercato per gli utili del terzo trimestre si e’ mostrato cauto sulle prospettive di crescita. DCX cede oltre il 4%. Male anche Ford (F – Nyse) e la blue chip General Motors (GM – Nyse).

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