IL DOLLARO SALE, L’EURO SCENDE, L’EUROPA FRENA

27 Ottobre 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – In area Euro è attesa la pubblicazione di M3 e dell’indice Ifo tedesco di ottobre che considerato il calo dello Zew potrebbe continuare ad evidenziare un peggioramento sia della componente corrente che prospettica. Nel pomeriggio invece è atteso il discorso di Trichet. In Usa l’evento più atteso è la riunione della Fed che potrebbe procedere con un taglio del tasso di riferimento di 50 pb.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi sulla scia delle pesanti perdite dei listini azionari. Il calo ha interessato tutta la curva ed in particolare il tratto a breve termine, portando il differenziale in rialzo a 108 pb.

Le perdite sul mercato azionario ed i dati macro, che continuano a segnalare un rallentamento dell’economia, aumentano le attese di un taglio corposo da parte della Bce nella riunione di novembre, se non prima in un’aziona coordinata con le altre banche centrali. Sul fronte macro i Pmi servizi e manifatturiero preliminari di ottobre hanno continuato a registrare valori sotto la soglia dei 50 punti.

Il rallentamento dell’economia viene evidenziato anche da alcuni membri della Bce. Tumpel-Gugerell, analogamente a quanto dichiarato in precedenza da Gonzalez-Paramo, ha affermato che a dicembre saranno ridotte le stime di crescita ed inflazione. Sul mercato monetario il tasso Euribor tre mesi continua a scendere sebbene a ritmi sempre più contenuti.

Continuano le tensioni sui paesi emergenti. L’Embi+ spread ha raggiunto gli 865 pb, massimi da novembre 1992. In Ucraina S&P ha ridotto il rating a B da B+, con outlook che rimane negativo, mentre il Fmi ha annunciato un finanziamento di 16,5 Mld$ al fine di ridare fiducia al sistema bancario del paese. Allo stesso modo il Fmi ha garantito all’Islanda un prestito di 2 Mld$.

In Usa i tassi di mercato hanno registrato un forte calo che ha interessato soprattutto la parte a breve della curva, mentre il tasso decennale ha registrato un lieve rialzo. I listini azionari hanno registrato un ulteriore calo con l’S&P 500 che si sta avvicinando ai minimi dello scorso 10 ottobre, con il ribasso dei principali settori ed in particolare dei finanziari ed industriali.

Intanto il Tesoro sta considerando la possibilità di acquistare azioni di società assicurative ed allo stesso tempo sta preparando una nuova iniezione di capitale nelle banche regionali ed altre società finanziarie. Secondo una fonte anonima il piano sarà reso noto nei prossimi giorni. In mattinata la Banca di Korea ha tagliato il tasso di riferimento di 75 pb a 4,25%, dichiarando di voler acquistare 7 Mld$ di bonds bancari al fine di fornire liquidità al sistema bancario e sostenere l’economia. Sul decennale i supporti continuano a collocarsi a 3,50% e 3,40%.

Valute: Il Dollaro continua ad apprezzarsi verso Euro riflettendo le tensioni sui mercati e l’attesa di un forte rallentamento dell’area Euro. Il cross si è spinto sotto 1,24 con il primo supporto che si colloca a 1,23 ed il secondo a 1,22. Il calo delle borse asiatiche ha sostenuto lo Yen verso Dollaro malgrado il G7 abbia evidenziato i rischi di un’elevata volatilità della valuta, alimentando così le attese di un intervento per contenere il forte rialzo dello Yen. Lo Yen si è infatti portato in prossimità dei 92 verso Dollaro e non è escluso il raggiungimento di soglia 90.

Materie Prime: in ribasso quasi tutti i prezzi delle commodity sulla scia del continuo apprezzamento del Dollaro e della discesa del prezzo del greggio Wti che, nonostante il taglio della produzione di 1.5 Mln/bl da parte dell’Opec nella riunione di venerdì a Vienna, è sceso sotto i 62 $/bl. In forte calo il rame (-6,79%) che scende ai minimi da oltre tre anni sui timori degli investitori circa il futuro della domanda e il peggioramento della crisi finanziaria. Le uniche commodity in rialzo dell’indice GSCI sono state il Nickel (+7,09%) dopo che la Vale do Rio Doce, seconda produttrice al mondo, ha annunciato un taglio della produzione, e l’oro (+2,22%), che dopo il tracollo della scorsa settimana, torna sopra i 700 $/oncia.

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