IL DOLLARO E’ CONDANNATO A SCENDERE ANCORA

11 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il dollaro e’ condannato a perdere ancora terreno, questo perche’ il deficit degli Stati Uniti e’ enorme e continua ancora a crescere, ma non solo. Preoccupa anche la propensione del Paese a stampare nuova carta per poter rispettare un numero di obblighi sempre maggiore e andare in soccorso di societa’ come AIG e Bank of America.

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Tra cinque mesi la massa di denaro stampato non sara’ altro che aumentata ancora. Nientedimeno che Warren Buffett, proprietario del noto fondo di investimento Berkshire Hathaway, ha scavato la tomba del dollaro nell’editoriale del New York Times della scorsa settimana.

L’investitore multimilionario ha scritto che “fiscalmente, ci troviamo in un territorio inesplorato” e che “le emissioni di nuovi dollari provocheranno certamente il dileguamento del potere d’acquisto della valuta”, concludendo che “il destino del dollaro e’ legato alle azioni del Congresso”. Quest’ultima affermazione vuol dire solo una cosa: che il biglietto verde e’ condannato.

Cio’ dovrebbe sicuramente mettere in allarme chi possiede la valuta americana, chi viene stipendiato in dollari, chi ha un conto bancario in dollari o chi investe in azioni e titoli di Stato Usa prezzati in dollari. Ma la buona notizia e’ che l’indebolimento della valuta americana non avverra’ a vuoto, senza che si verifichino altre conseguenze di cui l’investitore attento dovrebbe servirsi proprio come cuscinetto dal tracollo annunciato del biglietto verde.

Affinche’ il dollaro cali, altre valute devono ovviamente rafforzarsi. Questo significa che per proteggersi e persino intascare qualche guadagno, e’ sufficiente comprare azioni di quelle societa’ che sono attive in business misurati in altre valute, come ad esempio Coca-Cola (KO), Wal-Mart (WMT), oltre ovviamente a quelle valute che si ritiene vengano favorite dall’indebolimento del dollaro.

Tra queste, stando al team di ricerca Motley Fool Global Gains, le monete abbastanza stabili da offrire un’alternativa credibile agli Stati Uniti, in quei Paesi che stanno cercando di tenere sotto controllo i surplus commerciali e che hanno un numero notevole di asset che diventeranno sempre piu’ richiesti con il passare del tempo.

Tra i candidati papabili figurano l’euro (nonostante il fatto che l”Europa abbia tuttora problemi economici strutturali), il real brasiliano, la rupia indonesiana, lo yuan cinese (dovesse diventare liberamente convertibile), il peso cileno e il sol peruviano.

Siccome non e’ possibile prevedere quali opzioni garantiranno i ritorni maggiori, il consiglio e’ quello di riempire il portafoglio con un basket di asset che permetteranno di esporsi a tutte le valute sopra citate. Cosi’ vi sarete garantiti una diversificazione notevole, che vi mettera’ al riparo anche nel caso, tanto per fare un esempio, di instabilita’ politica in Peru’ o Indonesia.