Il divieto tedesco affonda le borse: sell off anche sui futures a New York

19 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Dopo due sedute consecutive in recupero, i mercati azionari di tutto il mondo tornano preda delle vendite.

La performance negativa, visibile anche nell’andamento dei futures Usa – i contratti sul Dow Jones, sul Nasdaq e sullo S&P 500 sono infatti tutti in calo dello 0,9% circa -ha più di una ragione.

La debolezza di Wall Street , che ha chiuso con gli indici in calo di oltre l’1%, la rinnovata debolezza dell’euro, scivolato ai minimi degli ultimi quattro anni e la decisione delle autorita’ tedesche di
vietare le vendite allo scoperto
sono infatti tutti fattori che alimentano l’ondata ribassista.

In particolare, la decisione della Germania sembra essere la conferma del pessimo stato di salute del settore finanziario europeo.

Sembra così di stare sull’ottovolante: giornate di forti rialzi si susseguono a sedute di ampi ribassi, con i finanziari sempre al centro delle operazioni principali.

Lo scenario dei mercati in Europa resta inoltre disastroso nella tarda mattinata.

Le borse di Eurolandia, infatti, hanno accelerato al ribasso dopo una partenza non proprio confortante, in scia anche alle ultime dichiarazioni del cancelliere tedesco, Angela Merkel, relative all’euro.

La Merkel, parlando al Parlamento tedesco, ha sottolineato che “l’euro è in pericolo” e che un fallimento potrebbe avere effetti pesanti su tutta l’Europa.

Queste dichiarazioni hanno ulteriormente allarmato le borse, che non avevano digerito neanche la notizia del blocco delle vendite allo scoperto sui titoli di stato e sui CDS, deciso ieri dal Governo tedesco.

Impatti evidenti si sono visti anche sull’euro, che è crollato su un nuovo minimo di 1,214 USD, prima di risalire attorno ai livelli di chiusura di ieri a 1,218 dollari.

Fra le piazze europee la peggiore è Madrid, che scivola del 2,9%, a dispetto della conferma dell’uscita dalla Spagna dalla recessione. Il PIL è stato infatti confermato in lieve recupero nel primo trimestre, anche se resta al di sotto della media europea.

Giù anche Parigi, Francoforte ed Amsterdam, con perdite di due punti e mezzo, mentre Londra e Lisbona cedono poco più del 2%. Contengono i ribassi Bruxelles e Zurigo, con cali inferiori ai due punti, mentre Milano si conferma senza dubbio la peggiore con uno scivolone di circa il 3%.