IL DISAVANZO NON E’ UN PROBLEMA PER ECONOMIA USA

20 Settembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il deficit della bilancia commerciale degli Stati Uniti ha raggiunto in luglio la quota record di $31,9 miliardi, con esportazioni a quota $89,7 miliardi (-1,5%) e importazioni a quota $121,6 mliardi (+0,6%). Ha raggiunto valri record anche l’interscambio con Canada, Cina, Giappone ed Europa Occidentale.

Il rimbalzo del prezzo del greggio, che a luglio ha raggiunto quota $27,76 al barile rispetto ai $26,65 di giugno, e le importazioni di petrolio a quota $151 milioni a luglio rispetto ai $16,11 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, hanno favorito l’impennata.

La flessione nelle esportazioni, registrata soprattutto nel settore automobilistico (-$0,4 miliardi) e beni di investimento (-$0,4 miliardi), sottolinea il generale calo del comparto manufatturiero ma non rappresenta un problema dal punto di vista finanziario, grazie al massicio flusso di capitali provenienti dall’estero.

Le operazioni di fusione e acquisizione hanno infatti portato nel Paese $300 miliardi nell’ultimo anno: gli investimenti stranieri in titoli americani $130 miliardi e quelli in titoli di stato altri $260 miliardi.

Un articolo del Financial Times sottolinea come le entrate di queste operazioni costituiscano un fattore decisivo per la potenziale crescita delle esportazioni nel quarto trimestre: sono previsti $51 miliardi in entrata negli stati Uniti e $58 miliardi in uscita dall’Europa.

Il deficit della bilancia comerciale iniziera’ a rappresentare un problema non appena la crescita del gap tra Stati Uniti e il resto del mondo diminuira’ costringendo il governo interventi simili a quelli intrapresi negli anni ’80 dall’amministrazione Reagan (meno tasse e piu’ controllo).

* Tony Crescenzi e’ capo analista della sezione Capital Markets alla boutique finanziaria Miller Tabak & Co.