IL DEPUTATO, IL CESTO, LA PALLINA: MONTECITORIO OLD STYLE

18 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 18 mag – Nel suo blog, Gianni Cuperlo, deputato dell’Ulivo, si sofferma su “forme, procedure e riti della politica che sono retaggio di altri contesti o epoche”. E racconta. “La mia è la XIV commissione permanente della Camera. Eravamo convocati per votare la nomina di una persona al vertice di una istituzione pubblica. Ora, immaginatevi il seguente sistema di voto. Sul tavolino davanti alla presidente sono sistemati due “antichi” contenitori di legno. Fate conto un solido rettangolare, alto 30 centimetri con un’apertura a cerchio sul lato frontale. Di fianco al tavolino c’è un funzionario della Camera che gestisce un cestino (tipo quello del pane) diviso in due comparti. In uno ci sono delle palline bianche, nell’altro palline nere. Ogni deputato chiamato da un altro funzionario si avvicina al tavolino e riceve in mano una pallina bianca e una pallina nera. Poniamo (come è accaduto stamane) che la presidente abbia avanzato parere favorevole alla nomina in oggetto, il deputato che è d’accordo mette la pallina bianca nel contenitore di sinistra e quella nera nel contenitore di destra. Se invece il deputato non è d’accordo con la proposta di nomina mette la pallina nera nel cosetto delle palline bianche e la pallina bianca nella scatola delle nere. Il tutto davanti allo sguardo della presidente, di tre funzionari e di un deputato segretario che chiama i colleghi al voto. Tutto l’ambardan risale al regolamento franco-belga del 1948. Deduci che anche lo scatolame utilizzato, il cesto portapane e le palline siano oramai pezzi d’antiquariato. Ecco, voi andate lì, fate tutto questo (sentendovi non poco imbecilli), poi uscite e tornate al computer a smistare le vostre mail. Dico, è davvero necessario mantenere in vita una procedura del genere o non si potrebbe pensare a qualcosa di più moderno, tipo – che so – alzare la mano? Mi direte “ecchisenefrega”. D’accordo, ma ho l’impressione che nella sua pochezza l’episodio rivela tutto lo scarto tra ciò che il mondo è e come lo si vive qui dentro”.