IL DAX E IL SUO CONTRARIO: E’ L’ORA DEL REFLEX SHORT?

16 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Ancora un record storico martedi’ 15 maggio per il Dow Jones, e in Europa, anche se non sono stati ancora raggiunti i livelli di una settimana fa, il ritorno sui massimi abbandonati nel 2001 sembra ormai a portata di mano. In questo contesto appare superfluo e strategicamente improduttivo cercare un investimento che possa far guadagnare in caso di ribasso; eppure non si può dimenticare che gli storni, rapidi e violenti, normalmente colgono i trader e gli investitori come un fulmine a ciel sereno.

In particolare non può essere ignorato il rischio che la forza accumulata dall’indice tedesco nei confronti delle altre piazze mondiali (americane in particolare) potrebbe essere restituita in un solo colpo, come già accaduto a cavallo tra fine febbraio e gli inizi di marzo (-5,72% in una sola seduta per il contratto future).

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Naturalmente non è detto che ciò accada e se anche dovesse succedere, non è dato sapere il quando ( anche se il detto Sell in may…. ha una sua valenza statistica); per attrezzarsi quantomeno per una difesa se non proprio per tentare di guadagnare da un eventuale storno, escludendo i certificati del segmento leverage, perchè dotati di un meccanismo di stop loss e soprattutto di leve che amplificano notevolmente i movimenti già ampi dell’indice, si può considerare un certificato di tipo investment, quotato al SeDeX e proposto da Banca Imi.

Il certificato è una sorta di ETF al contrario, in sostanza un benchmark che replica in termini assoluti l’andamento dell’indice sottostante ma nella direzione contraria; pertanto lo strumento si apprezza se l’indice Dax scende e perde valore quando il Dax sale. Grazie ad una leva prossima a 1, si adatta perfettamente a una strategia di copertura di portafogli azionari, meglio se dell’area euro. Il movimento a specchio dei prezzi dei due strumenti non riserva sgradite sorprese all’investitore: osservando i prezzi dell’indice e del Reflex Short dal 9 gennaio, si può constatare come a fronte di un Dax cresciuto del 12,17%, il Reflex Short si è deprezzato del 12,24%. A favorire la linearità del derivato va inoltre considerato che il DAX è un indice di performance e quindi non sussiste nella determinazione del prezzo del Reflex, la componente dividendi.

Attualmente il prezzo in lettera del Reflex Short è di 54,15 euro , pari alla differenza tra lo strike del certificato ( 13.000 punti) e il valore dell’indice (7.448) tenuto conto del multiplo e del differenziale dato dal free risk che si guadagnerà fino a scadenza. Sul book di negoziazione lo spread denaro-lettera è normalmente pari a 5 punti indice. Per la cronaca, sono quotati al SeDeX altri 11 Reflex Short per puntare sul ribasso degli indici S&P/MIB,Dj Eurostoxx50 ( con 4 settoriali), S&P500, Nasdaq100, Nikkei225, il “cinese Hang Seng China Enterprises e infine lo S&P CNX Nifty, indice indiano.

Codici ISIN: IT0004157522 Reflex Short Dax
IT0004157514 Reflex Short S&P/MIB

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