Il centrosinistra vince in tutti i capoluoghi

11 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il centrosinistra fa en plein: trionfa a Roma, che strappa al centrodestra dopo 5 anni, così come Brescia, governata dal Pdl negli ultimi 5 anni. Dopo 18 anni di indiscusso dominio del centrodestra, si riprende anche Viterbo, e dopo 20 anni strappa Treviso alla Lega e Imperia (feudo dell’ex ministro Claudio Scajola) al Pdl. Tutti gli 11 capoluoghi al ballottaggio sono infatti andati a sindaci del centrosinistra, e, se si sommano ai 5 già vinti al primo turno (Sondrio, Pisa, Massa, Isernia e Vicenza) portano la vittoria del centrosinistra sul centrodestra a 16 a 0.

Nei capoluoghi brucia alla Lega la sconfitta di Gentilini, il ‘sindaco sceriffo’ che, direttamente o indirettamente, ha guidato la politica di TREVISO’ dal lontano ’94. ”E’ finita l’era Gentilini, è finita l’era della Lega e del Pdl”, ha commentato lui stesso parlando con l’ANSA. A SIENA, storica roccaforte del centrosinistra sconvolta dal caso Monte dei Paschi, Bruno Valentini (Pd, Sel e lista civica) riesce, con il 52% dei voti, a prevalere di misura su Eugenio Neri, che si ferma al 48%.

Altro dato eclatante è quello di BRESCIA, dove, dopo 5 anni, la città torna ad essere guidata dal centro sinistra. Emilio Del Bono, sostenuto da Pd e civiche, ha ottenuto il 56,52% dei voti. Il candidato del centro destra, il sindaco uscente Adriano Paroli, si è fermato al 43,47%. Un altro feudo strappato al centrodestra è IMPERIA: dopo 20 anni di governo di centrodestra, il feudo dell’ex ministro Claudio Scajola ha deciso di cambiare. Il nuovo sindaco è l’imprenditore Carlo Capacci, sostenuto da Pd e tre liste civiche, tra cui una che fa capo all’ex sindaco Paolo Strescino (ex Pdl) e che raccoglie dissidenti del Pdl.

Ha vinto il ballottaggio con oltre il 76%; al candidato Pdl, Erminio Annoni, il 23,8%. Il centrosinistra torna anche alla guida di Viterbo, dopo 18 anni: Leonardo Michelini, con il 62,9% dei consensi, ha strappato la città al sindaco uscente Giulio Marini, che si è fermato al 37,1%. A IGLESIAS, commissariata e prima in mano al centrodestra, vince, anche se di misura, Emilio Gariazzo (Pd, Sel, Comunisti italiani, liste civiche) con il 51,7%.

Il centrosinistra riesce a riconfermare la poltrona del sindaco a LODI – dove vince Simone Uggetti (Pd, Sel e liste civiche) – a BARLETTA, dove si impone, con il 62,9%, Pasquale Cascella, giornalista ed ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ad AVELLINO, dove vince Paolo Foti, con il 60,6% dei consensi e ad ANCONA.

Qui Valeria Mancinelli, candidata del centro sinistra, ha battuto con il 62,6% lo sfidante del centro destra Italo D’Angelo (37,4%) ed è il primo sindaco donna della città. Negli altri 56 comuni al voto – 54 superiori ai 15 mila abitanti, 2 inferiori a questa cifra – 34 sono andati al centrosinistra, 2 se li è aggiudicati il Movimento Cinque Stelle: sono Pomezia (Latina) e Assemini (Cagliari).

Il candidato del centrosinistra Ignazio Marino, quando è stato completato lo spoglio delle schede, ha vinto le elezioni comunali a Roma con il 63,9% dei consensi, battendo il sindaco uscente, Gianni Alemanno che si è fermato al 36,1%.

MARINO, EMOZIONATO PER RESPONSABILITA’ – “Grazie di essere qui. Io sono emozionato per la responsabilità e ringrazio chi ha creduto”. Lo ha detto Ignazio Marino parlando al Tempo di Adriano dopo la vittoria alle elezioni comunali di Roma. “I partiti sono fatti di persone, quelle persone mi hanno aiutato per far rinascere Roma: spero Roma fra qualche anno possa essere orgogliosa di me”.

Ignazio Marino è arrivato al Tempio di Adriano facendo il segno della vittoria, accolto da applausi. “Credo in una città che non si dimentica chi è rimasto un passo indietro, che non dimentica la solidarietà: un valore del centrosinistra che ora ha vinto. Ognuno di noi è cittadino di Roma, io ci credo veramente”, ha aggiunto Marino. “Da oggi dobbiamo lavorare non sulla base delle ideologie ma sulla base della idealità”. “Roma è la capitale: da qui dobbiamo rilanciare un ruolo di guida morale per il paese”. “Dobbiamo tornare a coinvolgere chi non ha votato e convincerli che politica non è poltrone ma servizio”, ha aggiunto.

”Questa citta’ la dobbiamo cambiare tutti insieme non e’ lavoro per una persona sola. La politica e’ un servizio per una comunita”.”Sento l’orgoglio di riprenderci la nostra Roma. Faremo il possibile per essere all’altezza di questo ruolo”.

Applausi e tanti ‘Daje’: così al Tempio di Adriano i supporter di Ignazio Marino hanno salutato le parole di Gianni Alemanno in tv che ammetteva la sua sconfitta. All’annuncio in diretta del sindaco uscente Gianni Alemanno, che ha ammesso di aver perso, sono scattati abbracci tra sorrisi e applausi. All’esterno, in piazza di Pietra, arrivano intanto urla di ‘daje’.

“Fuori i fascisti dal Campidoglio”, e ‘Chi non salta Alemanno e'”. Questi alcuni cori intonati in piazza del Campidoglio dove decine di cittadini e militanti si sono riuniti per festeggiare la vittoria di Ignazio Marino. Qualcuno ha anche stappato una bottiglia di spumante.

“Ma davvero abbiamo vinto dappertutto anche a Roma?”. Così, con una battuta, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, si è rivolto al neosindaco di Roma, abbracciandolo sul palco all’interno del Tempio di Adriano. “E’ una giornata davvero importante, c’é ritrovato orgoglio tra gli elettori, quasi fosse una rivincita per il voto alle politiche anche se restano due voti distinti”, ha detto Epifani analizzando il successo del Pd alle amministrative.

LETTA, RISULTATO URNE RAFFORZA SCHEMA GRANDI INTESE – Il risultato complessivo “va valutato nel complesso, nel primo, nel secondo turno e quello sicliano” ma è un risultato che “rafforza lo schema delle larghe intese e mi spinge e ci spinge a lavorare di più”. Lo ha detto il premier Enrico Letta commentando le amministrative. “E’ una segnale d’allarme. Credo che bisogna fare tutti una riflessione”, ha aggiunto Letta rispondendo ad una domanda sul dato dell’astensione alle amministrative.

ALEMANNO, HO TELEFONATO A MARINO, SARO’ LEALE – “Ho telefonato a Marino. Avrò massima lealtà istituzionale, il risultato è netto ma c’é stata una bassa affluenza”. Lo ha detto Gianni Alemanno nel corso di una conferenza stampa. “Ci impegneremo a rigenerare le ragioni della nostra appartenenza, faremo un’opposizione seria e non distruttiva. Accettiamo la sconfitta. Roma ha bisogno di noi”.

“Bisogna ripartire ora da chi è andato a votare per noi, da chi ha scelto la tradizione dei partiti e da chi ha scelto la lista civica”, ha aggiunto Alemanno. “E’ ovvio però che la riflessione politica sarà forte e chiara”, ha spiegato. “Faremo un ordinato passaggio di consegne in Campidoglio, da noi massima collaborazione”. “Faremo un’opposizione seria e non distruttiva come quella che ho subito io nel mio mandato”.

“Lo faremo – ha aggiunto – avendo davanti a noi un unico interesse e cioé quello della città di Roma colpita dalla crisi economica“. “Ringrazio tutti gli elettori che nonostante la campagna elettorale molto difficile sono andati a votare”, ha spiegato Alemanno che ha ringraziato anche tutto il suo staff.

“Mi prendo io tutte le colpe, guai allo scaricabarile. Dobbiamo però ora ripartire da una roccia solida. Bisogna capire che non siamo riusciti ad aggregare attorno a ciò che stavamo costruendo”, ha spiegato Alemanno. “Ringrazio il Pdl: non ho recriminazioni nei confronti di Silvio Berlusconi che c’é stato con i suoi mezzi come le videointerviste. Ringrazio anche Francesco Storace e Fdi”.

“Ci hanno votato in 376 mila: è uno zoccolo duro che nonostante le difficoltà si schiera con i nostri valori e il centrodestra. Il punto è quello di capire l’astensionismo: il 44% non si era mai visto. Anche nel primo turno nonostante la varietà dei candidati c’é stata una grande astensione: questa gente va ritrovata”. “Il nuovo sindaco non si sentirà dire ‘sindaco non ci sono i soldi’, abbiamo lavorato sulle fondamenta, sulle cose che non si vedono. Consegniamo a Marino un comune risanato con molti progetti”.

DEFINITIVO, AFFLUENZA AL 48,5%, -11 PUNTI: – Il dato definitivo sull’affluenza ai ballottaggi per le elezioni comunali è pari al 48,5%, rispetto al 59,7% del primo turno, evidenziando quindi una flessione di oltre 11 punti. L’affluenza definitiva a Roma per l’elezione del sindaco si è attestata al 44,93%, in flessione rispetto al 52,81% del primo turno (meno otto punti circa). Lo rende noto il Viminale.

VELTRONI, PER MARINO MESTIERE PIU’ BELLO – “Marino è il nuovo sindaco di Roma: una buonissima notizia per la città. Il voto dei romani chiude finalmente un quinquennio di incuria e di errori che Alemanno e la sua giunta hanno prodotto per incapacità, per scarso amore e per perseguire interessi personali”. Lo afferma Walter Veltroni. “Ora Marino e l’amministrazione che guiderà sapranno far riprendere alla Capitale un cammino di cambiamento, di sviluppo, di attenzione all’ambiente e di modernizzazione: quel lavoro che dalla metà degli anni Novanta ha trasformato Roma. Faccio al nuovo sindaco i miei più vivi complimenti e, prima di tutto da cittadino romano, sosterrò il suo impegno nell’interesse della capitale. Ignazio farà il mestiere più bello del mondo: restituisca quel senso di comunità che la città rischia di smarrire”, conclude.

SALVINI, ABBIAMO PRESO BATOSTA MA PUO’ FAR BENE – “Ogni tanto una batosta può far bene, a Brescia e Treviso abbiamo sbattuto la faccia contro il muro” ma “sono ottimista per il futuro”: questo il primo commento sui ballottaggi del vicesegretario della Lega Nord, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti in via Bellerio. “Chi litiga allontana la gente. Il messaggio è stato ricevuto forte e chiaro”, ha detto il vicesegretario della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, che sul risultato dei ballottaggi ha parlato di “bagno di umilità” chiedendo adesso al partito “di essere più furbi e cattivi”. “Dobbiamo tapparci la bocca – ha aggiunto – e chi vuole bene alla Lega adesso non inizi a dire che è colpa di Tizio o Caio…”.

COMUNALI IN SICILIA, HA VOTATO IL 66,07% – In Sicilia l’affluenza alle comunali è del 66,07%. Il dato definitivo è arrivato a distanza di tre ore e mezzo dalla chiusura dei seggi.