ICT NELLE PA LOCALI: IL 50% E’ IN HOUSE

18 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 18 apr – Sono stati presentati oggi al Cnel i risultati del 2° Rapporto Assinform sull’Information & Communication Technology nella Pubblica Amministrazione Locale. Con 1.380 milioni di euro raggiunti nel 2006, la spesa in informatica delle amministrazioni locali è risultata complessivamente in crescita rispetto all’anno precedente. Il trend di spesa It della Pal sale complessivamente nel 2006 del 2,9%, ma è un trend in rallentamento rispetto all’anno precedente quando la crescita è stata del 3,4%. In dettaglio si vede che , in realtà, cala la spesa di Comuni (-3,2%) , Province (-2,1%), Comunità montane (-2,3%), mentre l’unica a crescere è la spesa delle Regioni con un trend annuo del 6,5%, quasi doppio rispetto al 2005. L’indagine mette in evidenza che finora la domanda di servizi innovativi al cittadino e alle imprese è stata troppo concentrata su stessa. Da una parte, infatti, le amministrazioni hanno teso a privilegiare interventi sulle funzioni interne: gestione del personale, contabilità, tributi, mentre è stato trascurato l’ammodernamento tecnologico delle funzioni che hanno impatto diretto sui cittadini e sullo sviluppo locale, quali ad esempio la sanità e i centri di prenotazione dei servizi sanitari per le Regioni, la gestione dei catasti e le relazioni con il pubblico per i Comuni. Dall’altra sono sempre più evidenti le condizioni di scarsa concorrenza entro cui si cerca soddisfare la domanda pubblica. Dall’indagine infatti è emerso come gli affidamenti ad aziende pubbliche IT superino il 50% del totale. E il 43% degli acquisti di servizi informatici avviene attraverso affidamenti, senza gara, a società controllate. Da pratica eccezionale, come vorrebbe la politica europea, si è arrivati in Italia a fare dell’in house una prassi troppo generalizzata.