I TRE FATTORI DI RISCHIO CHE PESANO SUI TRADER

20 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –I mercati ieri hanno preso una boccata d’ossigeno, in quanto i trader hanno deviato l’attenzione da Goldman Sachs (almeno per qualche tempo), colti di sorpresa da qualche dato inaspettato: gli utili di Citigroup, i migliori da due anni a questa parte, sono bastati per togliere la pressione dal mercato.

Il mondo valutario ovviamente è rimasto leggermente più cauto ma rispetto alle discese libere della settimana scorsa, qualche miglioramento c’è stato (vedi ad esempio UsdJpy e GbpJpy). Poi i Leading Indicators USA sono usciti robusti a +1,4% contro l’1% atteso. I corsi azionari, la velocità delle consegne e l’allungamento della settimana lavorativa media sono stati i principali contribuenti a questo dato. Le aspettative dei consumatori invece rimangono deboli.

Per il resto della settimana, ci sono ancora almeno 3 aree di potenziale rischi: innanzitutto la questione di Goldman, che rimane latente in quanto la votazione di 3-2 a favore di ispezioni più approfondite terrà i banchieri d’affari sulle spine.

In questa ottica, Goldman verrà presumibilmente scrutinata da ogni organo di regolamentazione eleggibile qui in Europa…del resto chi non vorrebbe passare un po’ di tempo all’interno degli uffici della migliore banca d’affari del mondo, che si circonda di questo velo di segretezza ineluttabile? Ovviamente molte banche d’affari saranno liete dell’analisi di Goldman, ma temono di essere scrutinate esse stesse dopo il colosso americano.

Il secondo fattore di rischio è la situazione della Grecia: la decisione finale di mandare gli aiuti finanziari sembra essere continuamente rinviata a data da stabilirsi.

Infine, le autorità cinesi hanno instaurato una misura ulteriore per ridurre il ritmo accelerato dei prestiti per il settore immobiliare. Si vuole praticamente evitare la speculazione nel mercato immobiliare cinese e per usare una metafora è come tirare una chiave inglese in un grande motore ad ingranaggi: qualche rallentamento (o blocco) si avrà di sicuro.

Oltre a questi tre fattori di rischio “comuni”, dobbiamo spendere qualche parola sull’incertezza politica che regna in Inghilterra. Il GbpUsd è rimasto sotto tono ieri riflettendo le incertezze politiche: gli ultimi risultati di YouGov hanno mostrato che i Liberali Democratici hanno sovrastato la controparte Conservativa; dunque la probabilità di avere un parlamento sospeso aumenta e l’incertezza pesa sulla Sterlina. Tempus fugit: solo poche settimane rimangono affinchè una delle due parti trovi una maggioranza assoluta.

Come market mover di oggi, citiamo in primis la decisione sui tassi della Bank of Canada: i tassi rimarranno probabilmente fermi, ma il mercato vuole sapere se ci saranno rialzi a giugno come le attese vorrebbero. Alle 10 AM abbiamo il bilancio di conto corrente Europeo, alle 10.30 il CPI UK e l’indice dei prezzi al dettaglio UK, alle 11 lo ZEW e alle 15.00 la decisione della BoC.

Passiamo, come di consueto, a ricercare qualche livello interessante per la giornata appena cominciata.

Iniziando dall’eurodollaro notiamo come la correzione ribassista originata dal mancato doppio massimo a 1.3670, mercoledì scorso, abbia incontrato un primo livello di supporto prossimo a 1.34 figura. Non è semplice intuire verso quale direzione si muoverà il cambio per i prossimi giorni: ciò che possiamo suggerire è di approfittare di una fuoriuscita dei prezzi dal supporto sopra indicato e dal livello di resistenza compreso fra 1.3515 e 1.3530.

Interessante la tenuta ieri del supporto di UsdJpy, nei pressi di 91.70, da cui poi i prezzi hanno subito una buona ripresa. Come dicevamo ieri la tendenza rimane comunque di ripresa, per il biglietto verde, sino a che non sarà definitivamente compromessa la trendline discendente di lungo periodo, in transito per le prossime giornate intorno a 91 figura. Ad una figura circa dai prezzi attuali, 93.70 si trova, la prima resistenza del cambio.

Il nervosismo sulla sterlina non ha permesso comunque il superamento di quel supporto da considerare per le prossime evoluzioni ribassiste: 1.5130, nonostante ora si trovi più distante, rimane il livello da tenere a mente mentre i prezzi stanno stazionando esattamente sulla prima resistenza di 1.5320, che se rotta, lascerebbe spazio al cambio sino a 1.54 circa.

È stata intensa la ripresa del cambio GbpJpy, successivamente al test del minimo a 139.40, ieri. Al di sopra di 142.10 potremmo assistere ad un’ulteriore accelerazione in grado di riportare i prezzi al punto di partenza, ovvero il doppio massimo in area 145 figura.

Terminiamo con il UsdCad, dove la correzione ribassista del greggio, di nuovo in area 83$ al barile, ha portato ad una salita dei cambio. Per valutare un’effettiva e definitiva ripresa dei prezzi continuiamo a consigliare di valutare il livello di resistenza statica a 1.03 figura: fino a che non ci sarà superamento definitivo la tendenza rimane favorevole al loonie.

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