I titoli di stato in Europa rendono zero, dove è il rendimento fuori dalla Ue?

18 Novembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

I titoli di stato in Europa rendono zero, dove va cercato il rendimento fuori dalla Ue?

di Stefano Valente, membro dell’Investment Commitee Abalone Group

Nei giorni successivi alle elezioni Usa abbiamo assistito ad un rimbalzo delle quotazioni azionarie soprattutto sui settori più interessati dai dazi che scontavano un rischio legato all’acuirsi della guerra commerciale nel caso in cui Trump avesse mantenuto la presidenza.

In questa clima di risk on c’è stato un fisiologico indebolimento del settore obbligazionario governativo europeo. Tuttavia non reputiamo che ci siano le condizioni per tentare di approfittarne: i tassi rimangono troppo compressi, spesso addirittura negativi, e a meno che non si guardino scadenze estremamente lunghe (trentennali o cinquantennali) il margine di rimbalzo è troppo basso a fronte di rischi sistemici e strutturali che sul settore obbligazionario restano elevati.

Mercati emergenti

I mercati emergenti offrono opportunità interessanti. Senza dubbio è necessario saper gestire i rischi curando molto la diversificazione del portafoglio perché molti emittenti che garantiscono un rendimento superiore al 2% o al 3% riescono a mantenere in ordine i bilanci soltanto grazie alla compressione dei tassi che gli permette di rifinanziarsi e rimborsare i debiti in scadenza.

Il settore petrolifero offre opportunità interessanti (Petrobras e Pemex sono compagnie molto indebitate ma godono di una certa tutela visto che sono in larga parte partecipate dai rispettivi stati di appartenenza).

Titoli di Stato migliori

Anche tra i titoli di Stato ci sono opportunità da valutare: Romania, Bulgaria e Russia sono emittenti con bassi rating ma che nella sostanza presentano una solidità di bilancio più elevata dell’Italia stessa. Su questi paesi si possono spuntare tassi di rendimento anche superiori al 3% annuo.

Altri stati che emettono bond a rendimenti interessanti sono Qatar, Arabia Saudita, Egitto, Turchia e Tunisia. Quando si investe sui mercati emergenti è importante considerare il rischio di cambio a cui ci si espone, fare previsioni sulle valute è molto complicato ed i paesi emergenti spesso usano la leva della svalutazione valutaria per favorire le proprie esportazioni.

In questo ambito talvolta la svalutazione può facilmente compromettere il rendimento dell’investimento nel suo insieme.