I sussidi tengono sotto scacco Wall Street

25 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Proseguono le vendite sulla borsa americana, dopo i pessimi dati giunti dal mercato del lavoro, con le richieste di sudssidio alla disoccupazione saliti nella settimana al 20 febbraio oltre le attese, di 22 mila unità a 496 mila. Le previsioni del mercato erano per 465 mila richieste. Scarsa rilevanza è stata data, invece, ai sorprendenti ordinativi di beni durevoli, cresciuti a gennaio del 3% contro attese per un +1,4%. A pesare si aggiungono i timori per la ripresa economica globale, con alcune agenzie internazionali che potrebbero tagliare ancora il rating sul debito della Grecia. Sotto i riflettori il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che in apertura del summit bipartisan sulla riforma sanitaria ha detto di vedere dei punti di sovrapposizione tra le idee dei democratici e dei repubblicani. Obama si è augurato che le parti si focalizzino sugli argomenti comuni e non su quelli discordanti, sottolineando che la risoluzione di questa questione “è urgente”. In forte calo il prezzo del greggio, con il Wti a 77,65 dollari al barile mentre il dollaro retrocede contro lo yen posizionandosi a 89 yen, con gli investitori che si rifugiano nella moneta giapponese. Il Dow Jones mostra un ribasso dell’1,53%, l’S&P500 un decremento dell’1,35% ed il Nasdaq una minusvalenza dell’1,32%. Riflettori puntati su Coca-Cola Company e Coca-Cola Enterprises (CCE), che hanno annunciato oggi con una nota di aver raggiunto un accordo con il quale Coca-Cola acquisirà il business in Nord America della controllata CCE. Coca-Cola Enterprises a sua volta acquisirà il business dell’imbottigliamento della controllante in Norvegia e Svezia per 822 milioni di dollari, con un’opzione esercitabile fra 18 e 36 mesi dalla chiusura dell’operazione per comprare l’83% nella società che si occupa d’imbottigliamento in Germania. Con questa mossa Coca-Cola potrà risparmiare circa 350 milioni di dollari nell’arco di quattro anni. Palm precipita su un allarme ricavi. La statunitense ha lanciato un warning sui ricavi del terzo trimestre e dell’intero anno a causa della debolezza della domanda. La società ha detto che i ricavi del terzo trimestre fiscale saranno compresi fra 285 e 310 milioni di dollari (424,7 milioni usd il consensus) mentre quelli dell’intero anno fiscale saranno “molto inferiori” al target indicato in precedenza in 1,6-1,8 miliardi di dollari (1,6 mld usd il consensus). In focus Blackstone. Il colosso del private equity ha chiuso il quarto trimestre dell’anno con un Economic Net Income (Eni) di 329 mln di dolalri, 29 cent ad azione, contro il dato negativo di 764 mln dello scorso anno ed i 20 cent stimati dagli analisti. I ricavi si sono attestati a 738 mln dai 566 mld del consensus. Secondo il CEO Stephen Schwarzman “il peggio è ormai alle nostre spalle”.