I ratti telepatici

1 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – I cervelli di due ratti sono stati messi in comunicazione fra loro grazie all’applicazione di microelettodi. L’esperimento riuscito in un laboratorio americano ha sconvolto il mondo degli scienziati, aprendo un dibattito sulle potenzialita’ ancora non sfruttate della telepatia.

Quando all’accendersi di un segnale luminoso nella loro gabbia, un roditore esercitava pressione su una leva, spiega Katie Zhuang, del laboratorio del neurobiologo Miguel Nicolelis presso la Duke University, l’altro sapeva che doveva fare anche lui lo stesso.

“Il cervello e’ molto piu’ plastico di quanto pensassimo prima”, ha dichiarato Nicolelis a Christian Science Monitor.

“Negli esperimenti da noi condotti abbiamo scoperto che il cervello era in grado di adattarsi facilmente alle situazioni, in modo da riuscire ad accettare per esempio gli input che riceveva dai dispositivi esterni al corpo, riuscendo persino a impararare a esaminare una luce a infrarossi invisibile generata da un sensore artificale”.

“Percio’, la domanda che ci siamo fatti e’ stata: se il cervello e’ in grado di assimilare segnali provenienti da sensori artificiali, allora forse riuscirebbe anche ad assimilare informazioni che arrivano da un corpo esterno”.

Agli animali che nei laboratori di Duke hanno dimostrato di essere in grado di eseguire correttamente il compito assegnato, veniva consegnato un premio. La connessione telepatica tra i due cervelli e’ rimasta molto forte anche quando i due ratti si trovavano a 2 mila miglia di distanza l’uno dall’altro.

Nicolelis e’ passato agli onori delle cronache scientifiche per aver progettato una tecnologia che renda possibile nel mondo reale la fabbricazione di armi-protesi controllate con la mente, che fino ad ora e’ possibile ammirare solo nei film fantascientifici, come ad esempio avviene per le spade laser luminose dei cavalieri Jedi di Star Wars.