I QUATTRO MOTORI CHE SPINGONO
LE BORSE

20 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Secondo alcuni sofisticati esperti di finanza le Borse stanno per attraversare, fra maggio e giugno, un´invisibile, ma delicatissima linea di confine: quella fra la realtà e il mondo immaginario. Di che cosa si tratta? La spiegazione è piuttosto semplice. Fino a ora (e nonostante i quattro anni di rally) i mercati finanziari hanno venduto «materiale» vero, nel senso che i prezzi dei titoli grosso modo hanno continuato a corrispondere alla crescita delle società e dei loro utili (in generale, ovviamente).

Al di là della linea di confine che si sta per attraversare, invece, questo non è più vero. E quindi si andrà a comprare (per chi ci andrà) sulla base non più di «compro per 100 euro quello che vale effettivamente 100 euro», ma sulla base della speranza di future performance (migliori) o sulla base della speranza che ci sia qualche guerra azionaria che consenta di ricavare di più del giusto prezzo.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

In sostanza, finora i mercati hanno viaggiato (anche se hanno corso molto) su un terreno solido, al di là della linea di confine che abbiamo indicato (e che sta poco più avanti) si camminerà invece su un terreno fatto più di sogni e di profezie. Nonostante questo molti esperti titolati e certamente saggi (come la signora Abby Cohen, capo strategist di Goldman Sachs) sostengono che i mercati da qui a fine anno andranno ancora avanti, e nella misura del 6-7 per cento, grosso modo.

Come si spiega questo fatto? Perché pur essendo ormai alle spalle quasi tutto il terreno solido disponibile è previsione comune che le Borse (a meno di grosse incidenti internazionali) andranno ancora avanti?

Per rispondere a questa domanda, bisogna ricorrere alla teoria dei quattro motori. Essa sostiene che in questo momento ci sono quattro motori che spingono in avanti le Borse, e sono motori che funzionano abbastanza indipendentemente da quello che poi accade nell´economia reale (dove c´è, ad esempio, il grosso e sensibile rallentamento della congiuntura americana).
Quali sono questi quattro motori?

1 – Il primo è costituito dall´enorme liquidità in circolazione. Non si tratta di una novità, ma la liquidità c´è e è abbondante. E tutti questi soldi da qualche devono pur andare. L´insieme di tutta la liquidità in circolazione rappresenta un propellente molto forte. E spinge i risparmiatori-investitori a non andare troppo per il sottile. In un certo senso è come quando in una folla quelli dietro spingono quelli che stanno davanti, anche se non vedono bene dove si sta andando. E anche se, soprattutto, non vedono gli ostacoli e gli impedimenti.

2 – Il secondo motore è rappresentato dagli hedge fund. Gli hedge devono «smuovere» continuamente i mercati e, grazie al loro funzionamento e all´uso di strumenti finanziari come i derivati, di fatto agiscono come moltiplicatori della liquidità. Accade così che i mercati si ritrovano a avere una sorta di turbo che ne amplifica le performance verso l´alto.

3 – Il terzo motore è rappresentato dai fondi di Private equity. Dai fondi, cioè, che raccolgono soldi da investitori “forti” (non certo dai piccoli risparmiatori) e che poi li mettono in aziende con il proposito di ricavarne nel giro di qualche anno grossi guadagni rivendendo il tutto a qualche altro soggetto. Si tratta di fondi che non fanno niente di male, ma che hanno a disposizione somme immense (uno di essi ha appena dichiarato che è alla ricerca di un´operazione da 50-60 miliardi di dollari) e che setacciano continuamente tutti i mercati mondiali alla ricerca di buone occasioni. La loro abilità sta nel trovare affari anche là dove sembra che non ce ne siano (qui da noi sono in gara per avere l´Alitalia, che certo non si presenta a prima vista come un buon investimento). Di fatto, questi fondi funzionano come una specie di eccitante per i mercati.

4 – Il quarto motore è rappresentato dall´M&A, cioè dalle fusioni e acquisizioni. Di solito l´interesse in queste acquisizioni è di tipo strategico: per eliminare un concorrente o per diventare più forti di altri concorrenti. E quindi il prezzo che si è disposti a pagare non tanto in relazione con il valore vero e le performance dell´azienda oggetto del desiderio quanto del suo valore, appunto, strategico. E quindi si paga anche il 40-50-60 per cento in più rispetto al prezzo di Borsa.

Attraverso i meccanismi dell´Opa (per cui lo stesso prezzo va pagato anche agli azionisti minori) i fenomeni di M&A contribuiscono a far esplodere le quotazioni di certi titoli, magari trascurati da tutti fino al giorno prima.
Ecco spiegato perché gli esperti, che sanno meglio di noi che stiamo lasciando quello che abbiamo chiamato «il terreno solido» dei mercati, continuano a dire che le Borse andranno comunque su, qualunque cosa accada.

E, paradossalmente, possono anche avere ragione. Il mondo sta cambiando. Le aziende lottano fra di loro per il predominio dei mercati e in questa guerra (come in tutte le guerre) costi, ricavi e giusti prezzi passano in seconda linea.

Copyright © La Repubblica per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved