I PUNTI CHIAVE DEL DISCORSO DI GREENSPAN

18 Luglio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Ecco gli elementi chiave del discorso di Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, davanti alla commissione servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti del Congresso USA in occasione della relazione semestrale sullo stato dell’economia USA:

“Allentando aggressivamente la politica monetaria, la Federal Reserve si e’ mossa per dare supporto alla domanda e , crediamo, per aiutare a mettere le basi perche’ l’economia raggiunga la massima crescita sostenibile”.

Questo commento e’ all’inizio del discorso e ha un tono riflessivo, suggerendo che la Fed vuole ora soppesare l’impatto delle azioni passate.

“Un allentamento rapido e sostanziale e’ stato reso possibile da ragionevoli aspettative sull’inflazione”.

Questo commento suggerisce che Greensapn vuole far sapere che riconosce l’importanza delle aspettative del mercato sull’inflazione e che quindi rispettera’ il messaggio contenuto nel recente aumento dei tassi d’interesse a lungo termine.

“In aggiunta a una posizione piu’ accomodante della politica monetaria, la domanda dovrebbe essere assitita da questo punto in poi dagli effetti dei tagli fiscali, dal calo dei costi energetici, dall’aumento produttivo una volta che le aziende smaltiscano le scorte a livelli piu’ managgevoli, e , soprattutto, dalla tendenza a riprendere la crescita della spesa in conto capitale”.

Questo commento sottolinea le varie forme di stimolo che Greenspan spera facciano crescere l’economia nei prossimi mesi.

“Ma le incertezze che circondano la situazione economica corrente sono notevoli”.

Certamente, se le condizioni peggiorassero, potremmo aver bisogno di allentare ulteriormente, ma non dobbiamo perdere di vista i prerequisiti di una stabilita’ dei prezzi per realizzare nel tempo la potenziale crescita dell’economia.

Greenspan vuole che i mercati sappiano che la Fed non si arrendera’ fino a che l’economia si riprendera’. In altre parole, e’ troppo presto per dare il via libera.

“Per quanto possiamo giudicare, alcuni progressi sembrano essere stati fatti sulle scorte di magazzino nel settore semiconduttori e computer, ma assistiamo a un leggero aumento nel comparto infrastrutture per le telecomunicazioni. Le scorte dei prodotti high-tech in generale sono probabilmente state leggermente ridotte, ma un periodo di sostanziale liquidazione delle scorte sembra che sia ancora all’orizzonte per questi prodotti. La domanda per beni in conto capitale, particolarmente nel breve termine, potrebbe continuare a essere un problema”.

Greenspan e’ al corrente dei dilemmi che si presentano al settore tecnologico e dei fattori che i settori comportano nella formulazione della politica monetaria.

“Molto della stretta sui margini di profitto delle operazioni interne risulta dall’aumento dei costi di lavoro”.

Greenspan implica che l’allentamento del mercato del lavoro potrebbe aiutare a ridurre la pressione sui margini di profitto.

“L’aumento dei costi energetici ha anche schiacciato i margini di profitto, specialmente nel quarto e nel primo trimestre. Infatti, una sostanziale porzione dell’aumento dei costi totali delle societa’ americane non finanziarie tra il secondo trimestre dell’anno scorso e il primo trimestre di quest’anno riflette l’aumento dei costi energetici. Il declino dei prezzi energetici a partire dalla primavera, dovrebbe comunque contribuire positivamente ai margini nel terzo trimestre”.

Combinato con la sua visione sui costi del lavoro, Greenspan vede il calo nei costi energetici come un elemento positivo per i profitti aziendali.

“Eventualmente, la correzione high-tech diminuira’ e il settore si riaffermera’ come parte di solida, sebbene meno frenetica, crescita della nostra economia. Quando lo faranno, la crescita in quel settore presumibilmente non ritornera’ al tasso di crescita annua del 50% dell’anno scorso, ma piuttosto a un passo piu’ sostenibile”.

A ripetizione dei commenti passati, Greenspan continua a credere nella tecnologia.

“Ma c’e’ anche un rischio negativo per la spesa al consumo nei prossimi trimestri. Da sottolineare, la stessa pressione sui profitti e l’aumentato senso di rischio che hanno trattenuto gli investimenti hanno anche abbassato i prezzi azionari e ridotto la ricchezza delle famiglie nonostante l’aumento del valore delle proprieta’. Ci aspettiamo che il declino della ricchezza derivante dal mercato azionario che e’ occorso durante l’ultimo anno rallenti la crescita della spesa delle famiglie relativa al reddito, cosi’ come il precedente aumento aveva dato un ulteriore spinta alla domanda delle famiglie. Inoltre, mentre la maggior parte delle misure dei sondaggi suggeriscono che il sentiment dei consumatori si e’ recentemente stabilizzato, un mercato del lavoro ammorbidito potrebbe indurre a un ulteriore deterioramento della fiducia e delle intenzioni di spesa. Mentre questa litania di rischi non dovrebbe essere sottovalutata, e’ da notare come l’economia americana abbia ben sostenuto le molte forze negative che l’opprimevano. L’attivita’ economica si e’ mantenuta in modo rimarchevole alla faccia dei difficili aggiustamenti verso un modello piu’ sostenevole di espansione”.

Questa sezione sembra un po’ obbligatoria ed e’ un’ulteriore evidenza che Greensapn e’ cautamente ottimista sulle prospettive economiche.

“La maggior parte dei tassi d’interesse a lungo termine, comunque, si sono a malapena mossi nonostante l’apprezzabile riduzione dei tassi a breve termine a partire dall’inizio dell’anno.
E’ difficile giudicare se i tassi a lungo termine si sono mantenuti a causa del rafforzamento delle aspettative sull’inflazione o della credenza che la crescita economica dovrebbe rafforzarsi”.

Continuando un recente tema, Greenspan vuole mostrare che rispetta il messaggio contenuto nell’aumento dei tassi d’interesse a lungo termine.

“La mancanza di potere dei prezzi riportata in modo massiccio dagli uomini d’affari sottolinea la quiescenza delle pressioni inflazionistiche. Le previsioni sull’inflazione, comunque, come tutte le previsioni economiche, non hanno un record invidiabile. Dovendo affrontare queste incertezze, la vigilanza di una banca centrale contro l’inflazione e’ piu’ di una politica monetaria scontata; e’ naturalmente, il modo in cui eseguiamo il nostro ultimo mandato per promuovere la massima crescita sostenibile”.

Greenspan e’ personalmente ottimista sull’inflazione, ma vuole indicare che la Fed deve prendere in considerazione il potenziale aumento dell’infalzione. Il commento implica che la Fed vuole rallentare il passo dopo i forti tagli ai tassi che sono stati fatti.

“Nel ridurre il tasso dei fondi federali cosi’ sostanzialmente quest’anno, abbiamo risposto al nostro giudizio che una buona parte del recente indebolimento della domanda sarebbe durato per un po'”.

Questo commento indica che la Fed crede che abbia gia’ risposto alla continua debolezza mostrata nei dati economici.

“Piu’ recentemente, i dati sull’attivita’ economica sono mutati da persistentemente negativi a misti”.

Greensapn crede che le condizioni economiche abbiano gia’ iniziato a migliorare.

“Per gli anni al di la’ di questo orizzonte, c’e’ ancora, a mio giudizio, ampia evidenza che stiamo solo sperimentando una pausa nell’investimento in un ampio set di innovazioni che ahnno elevato la crescita della produttivita’ a un tasso significativamente al di sopra di quello delle due decadi precedenti il 1995. Con tutta evidenza, non stiamo ancora affrontando tecnologie mature che, dopo aver brillato per una mezza decade, stanno ora per spegnersi. Al contrario, una volta che le forze che stanno al momento contenendo le iniziative d’investimento si dissiperanno, nuove applicazioni di tecnologie innovative dovrebbero rafforzare ancora la domanda per infrastrutture capitali e riportare una solida crescita economica che nel tempo sia di beneficio a tutti noi”.

Il paragrafo conclusivo di Greenspan e’ una ripetizione del suo discorso del 24 maggio scorso all’Economic Club di New York. Mostra l’alto impatto di Greenspan sulle previsioni economiche a lungo raggio e sul settore tecnologico in particolare.

Nel complesso, Greenspan ha fatto molto di cio’ che aspettavamo: ci ha detto che la Fed e’ pronta ad agire, ma che la Fed ha cambiato marcia da una misura proattiva a una reattiva.

*Anthony Crescenzi e’ capo analista della sezione Capital Markets alla boutique finanziaria Miller Tabak & Co.

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