I PENDOLARI
DELLA LEGGE

26 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Duecento pendolari che non vogliono pagare il biglietto bastano per fermare il traffico ferroviario tra il nord e il sud, rendere irraggiungibile l’aeroporto di Fiumicino, procurare disagi gravi a decine di migliaia di passeggeri che invece il biglietto lo avevano regolarmente pagato.

Che si trattasse di pendolari veri o fasulli (quando era stata chiesta la dichiarazione del datore di lavoro per concedere lo sconto non avevano voluto o potuto fornirla), che abbiano o no qualche motivazione per la loro protesta a questo punto conta poco. La sproporzione tra la forma di lotta illegale e dannosa per tanta gente comune e gli interessi di poche persone, legittimi o no che siano, è tale da configurare una lesione intollerabile all’ordine pubblico, e prima ancora allo spirito pubblico.

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Si trattava di “pendolari” provenienti dalla Campania, regione nella quale lo stato non è in grado di far raccogliere la spazzatura e di far rispettare le sue decisioni, e naturalmente si è subito trovato un assessore della giunta di Antonio Bassolino che si sbracciava per “mediare”. Non c’è niente da mediare.

Bisogna che ci si metta in testa che se non si rispetta la legge se ne subiscono le conseguenze. I cento facinorosi che sono stati identificati devono essere denunciati e, magistratura “democratica” permettendo, giudicati, e la giunta della Campania, invece di mediare, dev’essere sciolta per palese incapacità a tutelare i beni essenziali della sanità e dell’ordine pubblico.

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