I MERCATI SI INTERROGANO SULLA DURATA DELLA GUERRA

20 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Contrariamente a quanto avvenne durante la prima seduta dell’operazione Desert Storm, quando i mercati reagirono alle operazioni militari americani con il segno piu’, Wall Street rivela un andamento al ribasso nel giorno dell’attacco Usa all’Iraq.

Il Dow Jones arriva a cedere quasi 100 punti, mentre il Nasdaq si allontana dalla soglia psicologica dei 1.400 punti.

A trascinare al ribasso i mercati e’ lo scenario di maggior incertezza. Il primo tentativo di eliminare Saddam Hussein e’ fallito e il Presidente Bush ha avvertito che la guerra potrebbe essere “molto piu’ lunga di cio’ che alcuni si aspettano”. Un conflitto che tra l’altro continua a non beneficiare dell’approvazione di molti stati. Lo stesso ispettore Onu Blix ha accusato l’America di essere andata in Guerra troppo presto. E Putin ha ribadito che l’attacco non e’ giustificato.

Gli investitori si concentrano piu’ sulle notizie provenienti dal fronte internazionale che su quelle relative allo scenario economico. Nessun effetto hanno infatti avuto sui mercati gli indicatori in linea con le stime relativi ai sussidi di disoccupazione e al Superindice . Da segnalare tuttavia che il Superindice ha registrato il primo calo dallo scorso settembre.

Sul fronte delle operazioni militari, e’ stata immediata la reazione dell’Iraq, che ha risposto prontamente al primo attacco Usa lanciando missili sul Kuwait . Esattamente sono stati lanciati cinque scud .

L’incognita che innervosisce gli investitori e’ la stessa che ha impedito ai mercati nei giorni scorsi di proseguire nel rally pre-guerra dei giorni scorsi. La guerra sara’ lampo oppure si trascinera’ nel tempo?

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