I MERCATI AMERICANI
TENTANO IL RECUPERO

18 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Improvviso recupero degli indici Usa che, pur rimanendo in territorio negativo, limano le perdine in modo considerevole, con il Dow Jones che, dopo essere sceso sotto quota 8.100 per la prima volta in 6 settimane, riagguanta la soglia psicologica.

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Nel frattempo l’analisi tecnica fa i conti e suggerisce nuovi livelli di supporto e di resistenza per i mercati americani. I prossimi livelli vanno individuati a quota 7.500 per il Dow Jones e a 775 per l’S&P 500. Rotto il supporto a quota 1.240, per il Nasdaq i prossimi supporti saranno a quota 1.235 e successivamente e quota 1.225. Guardando al rialzo, un livello di resistenza importante sarebbe rappresentato dal livello a quota 1.250, seguito da 1.260.

Continuano a tenere banco, nonostante il recupero dei mercati, le notizie negative provenienti dal fronte societario, tra cui il ‘profit warning’ lanciato da JP Morgan (JPM – Nyse), la cautela espressa dal colosso del software Oracle (ORCL – Nasdaq), il ‘downgrade’ di Salomon Smith Barney sul settore IT e i dubbi sulla qualita’ degli utili 2003 del colosso industriale General Electric (GE – Nyse). ORCL e JPM cedono oltre il 10%, trascinando in forte ribasso i rispettivi settori. Sia al Nyse che al Nasdaq si registrano volumi piu’ alti rispetto alla giornata di martedi’.

Sul fronte internazionale, si riaccendono le preoccupazioni per un attacco Usa in Iraq. Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha infatti dichiarato di non credere alle aperture irachene in quanto sarebbero solo “sotterfugi per prendere tempo e produrre nuove armi”. Torna a salire il prezzo del petrolio. A sconfortare gli investitori anche la notizia di un attentato suicida in Israele, in cui due persone hanno perso la vita, mentre un’altra sarebbe rimasta ferita.

La giornata e’ invece positiva sul fronte macro , che ha visto protagonista il deficit della bilancia commerciale relativo al mese di luglio. L’indicatore suggerisce la possibilita’ di un aumento delle stime sul Pil del terzo trimestre.

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