I leghisti di Bossi sempre piu’ affamati di potere, adesso gli fanno gola le banche

30 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Lega vuole mettere le mani sulle banche. Dopo l’annuncio del leader Umberto Bossi di qualche mese fa («la gente ci dice prendetevele e noi lo faremo»), e le tuonanti dichiarazioni dei giorni scorsi del sindaco di Verona, Flavio Tosi, contro i libici, da poco diventati azionisti di peso di Unicredit, ieri è stato il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, a ribadire che il Carroccio vuole comandare negli istituti di credito.

«Le parole non sono bastate e quindi dobbiamo puntare alla governance», ha detto il governatore riferendosi alle fondazioni bancarie e in particolare della Fondazione Cassamarca di Treviso, azionista di Unicredit con poco meno dell’1%. Ma fra le fondazioni dove gli enti locali veneti nominano gli amministratori, c’è soprattutto la fondazione Cariverona, uno dei principali azionisti di Unicredit con il 5%.

«Quando ci saranno le elezioni metteremo persone più vicine al popolo – ha affermato ancora Zaia a Cortina D’Ampezzo -. Se non mettiamo nella governance i nostri amici lì ci vanno quelli degli altri e questo è pericoloso. Non sono dichiarazioni di guerra, ma uno scambio di prigionieri sì».

Secondo Zaia, inoltre, «le Fondazioni andrebbero chiamate al tavolo delle istituzioni»: «In un Veneto in cui si sono persi 75mila posti di lavoro – ha osservato – dovrebbero essere della partita e fare qualche mostra in meno».