I governi come le banche nel 2008: spese folli e operazioni a debito

30 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il collasso del sistema finanziario nel 2008? Si sta per ripetere ma questa volta i protagonisti non sono le banche ma gli stati. Esattamente come gli istituti due anni fa, i vari governi hanno speso troppo e realizzato troppe operazioni a debito.

A fare il paragone e’ Meredit Whitney, a capo dell’omonimo ufficio studi. “Le somiglianze tra stati e banche sono enormi e vanno da spese folli a operazioni di leverage eccessive”. Un esempio? “Le obbligazioni emesse dalle amministrazioni municipali Usa sono roddoppiate dal 2000 e le uscite sono cresciute molto piu’ velocemente delle entrate”.

L’analista, in un’intervista all’emittente tv CNBC, lo ha scritto nero su bianco in un rapporto concluso dopo due anni di ricerche durante i quali sono state trovate difficolta’ in termini di trasparenza da parte dei vari governi. “Mi ha ricordato il settore bancario pre-crisi. Non abbiamo trovato nulla che ci fornisse una chiara fotografia della situazione attuale, nessuna informazione richiesta e’ stata trasparente”, ha aggiunto Whitney.

Sul fronte americano emerge che Texas, Virginia e Nebraska figurano tra gli stati che hanno svolto un buon lavoro nel tentativo di tenere sotto controllo le proprie finanze nel corso degli anni. Al contrario, casi come quelli di California e Michigan rischiano di constringere l’amministrazione federale a correre in loro soccorso. “La crisi degli stati potrebbe trasformarsi in un salvataggio da almeno mille miliardi di dollari. Questo avrebbe delle conseguenze sul dollaro, che ha sua volta condiziona ogni cosa a partire dalla ripresa dell’economia Usa”.

Le indicazioni dell’esperta, famosa per avere anticipato la crisi che colpi’ le banche nel mezzo della crisi, non tralascia le banche stesse, per cui i guai non sembrano essere finiti. I ricavi da trading sono visti in calo e una nuova recessione nel settore immobiliare si fara’ sentire sul lato degli utili nel quarto trimestre.

Secondo Whitney, circa 80000 posti di lavoro nelle societa’ attive nel settore della finanza verranno tagliati quest’anno, proprio a causa di un 25% di calo nei valori di borsa dei titoli e ritorni a singola cifra.

Quanto all’immobiliare, la situazione sta peggiorando, ha detto l’analista. La lettura dell’indice S&P/Case Shiller sara’ sempre piu’ negativa. “Il trimestre si sta per rilevare unico per le banche. Il motivo: e’ l’ultimo in cui possono stare tranquille. Gli ultimi tre mesi dell’anno saranno decisamente difficili”, ha concluso.