I FUTURE USA NON GRADISCONO I DATI MACRO

12 Settembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

A meno di un’ora dall’inizio delle contrattazioni, i future sugli indici americani rimangono deboli ed incrementano le perdite rispetto alla rilevazione precedente.

Sul fronte macroeconomico il dato sulle vendite al dettaglio ha deluso il mercato, mentre quello sui prezzi alla produzione ha allontanato il pericolo deflazione senza per questo annunciare quello di una ripresa dell’inflazione.

L’effetto totale, anche se non molto marcato, e’ stato quello di vendite sul comparto equity e di acquisti sul fronte dei bond.

A mercati aperti arriveranno i dati sulla fiducia preliminare dell’Universita’ del Michigan. Tutti e tre i report sono sufficientemente importanti da cambiare la direzione del mercato.

Sul fronte societario soprattutto il comparto high-tech sara’ influenzato dai risultati del primo trimestre fiscale comunicati da Oracle. La societa’ guidata da Larry Ellison ha centrato le stime degli analisti sul fronte dell’utile per azione ma ha deluso per quanto riguarda i ricavi derivanti dalla vendita di licenze software.

Un ultima notazione: da oggi sono quotati i future con scadenza dicembre.

Alle 14:43 (le 8:43 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P 500 perde 4.10 punti (-0,40%), a 1011,10 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in ribasso di 13,00 punti (-0,96%) a 1.342,50 punti.

Il contratto sull’indice Dow Jones e’ in discesa di325 punti (-0,37%) a 9.390 punti.

Sul mercato obbligazionario, l’ultima emissione del titolo del Tesoro USA a 10 anni fa registrare rendimenti al 4,22%.

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