I FUTURE PROVANO UN TIMIDO RECUPERO

9 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Pubblichiamo le indicazioni relative alla fase di pre-apertura dei mercati azionari statunitensi.
































Indici e future 09 Settembre 2002
Indici Closing cash Settlement price Fair Value premium
S&P500 893,92 894,50 -0,60
DJIA 8.427,20 8.433,00 -7,10
Nasdaq100 922,22 920,50 +2,20
Fonte dati: Ufficio Studi
WallStreetItalia

Alle 09.15 E.T. i future sugli indici USA quotano al di sotto del Fair Value. Il Dow segna -58 punti, l’S&P500 -5,70 e il Nasdaq100 -7,50.

Gli altri indicatori

  • Il Treasury a 10 anni ritorna per il momento sopra ad un rendimento del 4%. Prezzi in ribasso e tasso al 4,04%.
  • Il cambio euro dollaro segna $0,9797, con il dollaro che ritorna ad essere privilegiato in quanto moneta favorita nei momenti di tensione internazionale.
  • L’oro viene scambiato a Londra a $324,00 l’oncia, in forte rialzo rispetto a venerdi’ (+$2,50).
  • Il benchmark sul crude oil segna $29,65 (+$0,04).

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUGLI INDICI












































Indici 09 Settembre
2002
Seduta di Borsa Dow Jones Nasdaq Comp. S&P 500
Venerdi’ 30 agosto 8.663,50 (-0,09%) 1.314,85 (-1,57%) 916,06 (-0,19%)
Martedi’ 03 settembre 8.308,05 (-4,10%) 1.263,84 (-3,88%) 878,02 (-4,15%)
Mercoledi’ 04 settembre 8.425,12 (+1,41%) 1.292,31 (+2,25%) 893,40 (+1,75%)
Giovedi’ 05 settembre 8.283,70 (-1,68%) 1.251,00 (-3,20%) 879,15 (-1,60%)
Venerdi’ 09 settembre 8.427,20 (+1,73%) 1.295,30 (+3,54%) 893,92 (+1,68%)
Fonte dati: Ufficio Studi
WallStreetItalia

La seduta di venerdi’ ha portato un rialzo al di la’ delle previsioni sui listini americani. Dal punto di vista dei volumi va comunque notato che gli incrementi delle contrattazioni sono state generati su azioni in ribasso.

Considerato il clima di tensione internazionale e i prezzi dell’oro e del petrolio che danno un termometro dell’instabilita’ attuale, e’ del tutto improbabile un proseguimento del rialzo di venerdi’.

Piu’ realisticamente assisteremo ad un ritracciamento verso quota 8.280 per il Dow e 1.260 per il Nasdaq. Uno sfondamento al ribasso potrebbe compromettere il clima attendista e far protendere per un deciso pessimismo.

I TEMI DELLA GIORNATA

Sul fronte macroeconomico alle 10.00 E.T. il Dipartimento del Commercio comunichera’ i dati relativi alle scorte di magazzino all’ingrosso per il mese di luglio. Le attese sono per un incremento dello 0,2% dopo il +0,3% del mese precedente.

Il dato riporta le scorte di magazzino e le vendite di semilavorati. Vista la distanza nel processo di commercializzazione dei semilavorati dal consumatore finale, questo rapporto e’ scarsamente utile per identificare qualsiasi tipo di trend nei consumi personali. Per questo motivo il mercato tributa scarsa importanza a questo annuncio.

Alle 15.00 E.T. la Federal Reserve rendera’ noti i dati sul credito al consumo per il mese di luglio. Le attese sono per una cifra che si attesti intorno ai $9,2 miliardi contro gli $8,4 del mese di giugno. Il rapporto e’ diviso in tre categorie. La prima e’ relativa al settore auto, la seconda ai crediti rinnovabili (tipo carte di credito) e la terza raggruppa tutto il resto.

Anche in questo caso il dato e’ relativamente poco importante e in genere non ha una grande influenza sul mercato che a questo punto, per il periodo di riferimento (luglio in questo caso), ha gia’ ricevuto ogni tipo di rapporto sulla spesa dei consumatori.

Sul fronte internazionale insieme al prezzo del petrolio continua a salire la tensione USA-Iraq. E’ oramai evidente che l’amministarazione Bush ha identificato il periodo intercorrente tra l’anniversario dell’11 settembre di mercoledi’ prossimo e le elezioni del 5 novembre come il piu’ adatto per un intervento. E’ altrettanto ovvio che in questo clima i mercati non sono in grado di scontare pressoche’ nessuna prospetiva di ripresa economica.

Fondamentali saranno i prossimi passi della macchina militare americana per capire se si trattera’ di un intervento a breve, medio o lungo termine. Secondo gli analisti la terza ipotesi potrebbe essere per le borse la piu’ dolorosa. In ogni caso i prossimi giorni a guidare i mercati saranno piu’ le emozioni per gli attacchi terroristici dello scorso anno e il patriottismo americano che gli appuntamenti macroeconomici, attenzione quindi a navigare a vista.

Tra i titoli e settori da tenere d’occhio oggi

  • Citigroup (C – Nyse): sull’onda degli scandali scatenati dalla banca d’affari Salomon Smith Barney di proprieta’ del gigante finanziario cominciano a saltare le prime teste. Oggi e’ la volta di Michael Carpenter (continuera’ comunque a gestire circa $100 miliardi per conto della banca) a capo dell’investment and corporate unit della banca.
  • Exxon-Mobil (XOM – Nyse): a controbilanciare i vantaggi eventuali di un rialzo del prezzo del petrolio, sul titolo oggi pesa la decisione araba di limitare l’accesso allo sfruttamento delle riserve di gas naturale, frutto di un preventivo accordo.

Altri titoli del settore petrolifero potrebbero soffrire questa mossa.

  • Royal Dutch (RD – Nyse):
  • Chevron-Texaco (CVX – Nyse):

Da tenere d’occhio anche:

  • Dell Computer (DELL – Nasdaq): la societa’ pur prevedendo un mercato con bassi tassi di cfescita vede un miglioramento dei risultati aziendali.
  • Nextel Comm. (NXTL – Nasdaq): la societa’ ha confermato le stime su abbonati e cash flow per il terzo trimestre dell’anno.
  • Genentech (DNA – Nyse): la societa’ controllata dal colosso farmaceutico svizzero Roche, ha vinto una causa su un brevetto che avrebbe potuto costare una multa molto cospicua.
  • Yahoo! (YHOO – Nasdaq): Derek Brown, analista di WR Hambrect, ha abbassaro le stime sulla societa’ internet a causa di preoccupazioni riguardo ai tre business fondamentali della societa’: accesso a internet, HotJobs e pubblicita’.
  • Nokia (NOK – Nyse): la banca d’affari Morgan Stanley ha alzato il rating sul colosso telecom da “equal-weight” a overweight”.
  • Oracle (ORCL – Nasdaq): la societa’ di software ha ricevuto un unpgrade da “hold” a “buy” dalla banca d’affari Wachovia Securities. Il price target e’ $12. Alla base della decisione, la capacita’ dell’azienda di adottare una disciplina finanziaria di contenimento dei costi.
  • American Express (AXP – Nyse): Deutsche Bank ha abbassato il rating sulla societa’ di carte di credito da “buy” a “hold”. La banca d’affari cita il calo di vendite dovuto alla debolezza di viaggi, spese delle aziende e alla volatilita’ del mercato finanziario.
  • AOL Time Warner (AOL – Nyse): il colosso media rivede al ribasso le prospettive per l’unita’ AOL, a causa della debolezza degli intriti pubblicitari.

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