I FUND MANAGER: DIFENDERSI E CONSOLIDARE

16 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Difendersi e consolidare. E’ questa la parola d’ordine dei fund manager nell’attuale situazione dei mercati.

Wall Street Italia ha partecipato a un meeting tenuto presso gli uffici della banca d’affari Merrill Lynch, nel cuore di Manhattan, nel corso del quale sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto su 292 fund manager che gestiscono un capitale di $706 miliardi.

Obiettivo della ricerca era capire come e’ cambiato, alla luce dei nuovi dati e dell’attuale situazione dei mercati, l’approccio all’investimento da parte di questi professionisti. Come affrontano i fund manager il compito di gestire i soldi dei risparmiatori in questo momento difficile?

I risultati della ricerca mostrano che i fund manager hanno perso la fiducia in un’imminente e vigorosa ripresa. La percentuale degli intervistati che ritengono che l’economia a livello globale sara’ molto piu’ forte nei prossimi 12 mesi e’ passata infatti dal 12% al 5% e quella di coloro che pensano che sara’ solo lievemente piu’ forte e’ scesa dal 73% al 59%.

La parola d’ordine, quindi, e’ difendersi e consolidare. La percentuale dei fund manager che, credendo nella ripresa, avevano deciso di sovrappesare i titoli ciclici nella prima settimana di luglio e’ passata dal 69% ad appena il 16% in agosto.

Ma vediamo nel dettaglio i punti principali dello studio:

Le aspettative sui profitti aziendali
Nel ricercare aziende che mostrino una possibilita’ di crescita dei profitti di lungo termine, i fund manager oggi guardano piu’ che mai con favore (68% ad agosto contro il 48% di luglio) al taglio dei costi piuttosto che ad un aumento del fatturato. Il 50% degli intervistati ritengono che le aziende dovrebbero utilizzare il proprio cash flow per ripagare il debito.

Il 62% degli intervistati (contro il precedente 65%) e’ convinto che gli utili aziendali miglioreranno anche se solo leggermente nei prossimi 12 mesi. La crescita media dell’utile per azione che ha riscosso i maggiori consensi e’ quella del 7%, contro il 10% di luglio e l’11% di giugno. Le aspettative quindi si sono ridotte entrando nella seconda parte dell’anno.

Il settore azionario preferito continua ad essere quello dei titoli ciclici anche se perde molto terreno (52% contro il 76% del mese di luglio). In netta ripresa le preferenze sui titoli difensivi visti con favore dal 36% degli intervistati (contro il 17% di luglio).

La valutazione del comparto azionario
I fund manager che agli attuali livelli ritengono sostanzialmente ben valutato o addirittura sottovalutato il mercato azionario sono ancora la maggioranza, tuttavia, a giudicare dalla sforbiciata data alle quotazioni, i dati dovrebbero essere ancora migliori. I manager che considerano il mercato sopravvalutato sono passati dal 16% al 14%, mentre quelli che lo ritengono correttamente valutato sono passati dal 37% di luglio al 35% di agosto. Infine i fan del “a questi livelli il mercato e’ sottovalutato” sono passati dal 45% al 47%.

Sorprendentemente gli intervistati non sembrano credere che il mercato possa trovare una giusta valutazione del comparto azionario, e sugli scenari evolutivi dichiarano che nei prossimi 12 mesi il mercato diventera’ piu’ sopravvalutato che sottovalutato. La percantuale di fund manager che condivide questa opinione e’ quasi raddoppiata, passando dal 25% al 47%.

L’asset allocation di portafoglio
Del campione intervistato, circa il 60% si occupa di asset allocation. Come era naturale attendersi, a scendere e’ stata la percentuale di fund manager che considera appropiato sovrappesare il comparto azionario, che e’ scesa da giugno ad agosto dal 58% al 40%. Meglio si comporta l’obbligazionario, che nello stesso periodo e’ salito nei consensi dall’11% al 23%. Tuttavia quello che risulta piu’ sorprendente da questo punto di vista e’ la liquidita’ tenuta nei portafogli, che e’ scesa da una media del 4,8% al 4,7%, segno che non esiste una massa di denaro libera pronta ad entrare sul mercato.

Dal punto di vista geografico sono scese le preoccupazioni per la Corporate America, che viene vista come una zona da sottopesare solo dal 31% degli intervistati, contro il 34% del mese precedente. Stabile la zona euro e in lieve miglioramento il Regno Unito. Le prospettive di miglioramento piu’ attraenti per i profitti aziendali spettano ai mercati emergenti, dove il 35% degli intervistati si aspetta di vedere risultati migliori nei prossimi 12 mesi.

La politica monetaria
Lo scenario prospettato dagli intervistati e’ quello di una economia globale che non corre rischi sul fronte dell’inflazione (41% degli intervistati). Per quanto riguarda la politica monetaria il 76% ritiene corretto quanto fatto durante l’anno e solo il 46%, rispetto al 72% del mese precedente, ritiene possibile un rialzo dei tassi a breve termine nel prossimo futuro.

Conclusioni
Lo scenario che si evince dalla ricerca di Merrill Lynch e’ quello di una popolazione di fund manager attendista, avversa al rischio e pronta a seguire, piuttosto che a guidare, il corso degli eventi sul mercato finanziario. Le performance medie dei fondi di investimento guidati da questi professionisti e il brusco risveglio da un periodo di ritorni a doppia cifra in borsa ancora non si riescono a dimenticare.

Capire che quello che abbiamo davanti e’ uno scenario molto diverso, e per molti aspetti piu’ realistico, e’ la cosa piu’ difficile da accettare per tutti, professionisti e non.

*Francesco Leone e’ responsabile dell’Ufficio Studi di Wall Street Italia