I FONDI INDICIZZATI PERDONO INVESTITORI

30 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

I fondi indicizzati sono stati per anni considerati una scelta d’investimento semplice e remunerativa – del resto, l’indice S&P 500 e’ cresciuto mediamente del 28,6% annuo dal 1995 al 1999. Il Wall Street Journal riporta pero’ che la situazione e’ mutata.

I titoli dei fondi indicizzati americani sono legati direttamente alla performamce degli indici di borsa.

“Il clima degli ultimi cinque anni e’ stato perfetto per i fondi indicizzati, ma non penso che possa funzionare in questo tipo di mercato”, ha commentato il consulente finanziario Robert Levitt.

Gli investitori, infatti, a gennaio e febbraio hanno disinvestito al netto $800 milioni dai fondi che seguono l’ S&P 500 – la prima volta, secondo la societa’ di ricerca Lipper, che questo tipo di fondi abbia avuto un flusso negativo negli ultimi sette anni.

Il disinvestimento rimane ridotto rispetto ai $300 miliardi gestiti dai fondi indicizzati, ma preoccupa gli operatori del settore perche’ potrebbe costringere i fondi a ridurre le proprie posizioni.

Tra i fondi che hanno sofferto il flusso negativo, T.Rowe Price Equity Index 500 Fund, Dreyfus Basic S&P 500 Stock Index Fund e Deutsche Equity 500 Index Fund.

Il Vanguard 500 Index Fund, invece – uno dei maggiori del settore – ha continuato ad aggiungere nuovi investimenti, sebbene il flusso di denaro si sia ridotto del 79% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Gli esperti, pero’, sconsigliano di abbandonare i fondi indicizzati e, se l’obbiettivo d’investimento e’ a lungo termine, suggeriscono anzi di approfittare del calo di oltre il 20% dell’indice S&P 500 per aumentare le proprie posizioni a prezzi scontati.

Il gestore Daniel Wiener ha confermato che l’indicizzazione e’ ancora una solida strategia per titoli a larga capitalizzazione, ma che negli ultimi tempi abbia preferito utilizzazre fondi ‘a gestione attiva’.

Alcuni analisti, quali Richard Whitney di T. Rowe Price sostengono infatti che i fondi guidati da gestori attivi – a differenza di quelli indicizzati che sono sempre investiti totalmente in titoli azionari – poiche’ possono mantenere liquidita’ per far fronte al declino del mercato, dovrebbero essere in grado di superare i fondi indicizzati in un mercato orso.

Secondo ricerche di Vanguard, i fondi azionari attivamente gestiti hanno avuto risultati migliori dell’indice Wilshire 5000 durante il crollo del mercato del 1987 e durante il declino del 18,7% dello stesso indice dal dicembre 1980 al luglio del 1982. Lo studio, pero’, ha rivelato che il Wilshire 5000 ha superato il fondo azionario medio durante il crollo del mercato nel 1973-74 , 1990 e 1998.

“Gli investitori che si allontanano dai fondi indicizzati sono quelli che cercano le soluzioni migliori per i prossimi sei mesi”, ha commentato il consulente finanziario Harold Evensky.

Anche Robert Levitt ha confermato che soprattutto i clienti piu’ affluenti e maturi preferiscono evitare di mantenere il loro patrimonio nei fondi azionari indicizzati. Questi strumenti, invece si rivelano adatti per il lungo termine per gli investitori piu’ giovani.

“Quando il mercato scende, gli investitori pero’ hanno la tendenza a perdere l’obbiettivo a lungo termine”, ha concluso Gus Sauter, capo dei fondi indicizzati di Vanguard.