I finanziari trascinano al ribasso Milano

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

FTSE/MIB

L’indice Ftse/Mib archivia le contrattazioni in calo di circa l’1,6%, peggiorando nel pomeriggio dopo alcuni dati Usa. Deboli i finanziari con Mediolanum che cede oltre il 3%, male Intesa, Mps e Banco Popolare tra le banche. Cedono terreno anche Buzzi e Atlantia sull’ipotesi di uscita di Abertis dal capitale. Storna Stm dopo i rialzi di ieri in scia ai conti di Intel. In netta controtendenza Lottomatica che balza del 4%, recupera terreno anche Azimut.

EUROSTOXX50

L’indice EuroStoxx50 termina le negoziazioni in flessione di oltre l’1% (in controtendenza la borsa di Atene), in linea con la generale debolezza degli indici europei e con Wall Street che al momento risente di alcuni deludenti dati macro che stanno penalizzando soprattutto i titoli finanziari ed energy. Anche a livello europeo sono i settori finanziari e delle risorse di base che pesano maggiormente. Tra i singoli titoli, male Bnp e Agricole, Aegon, Ing e Axa tra gli assicurativi e ArcelorMittal. Bene Nokia.

Macroeconomia

Negli Stati Uniti la produzione industriale è cresciuta a giugno di appena lo +0,1%, che si confronta con il +1,3% segnato a maggio ma comunque migliore delle attese pari a -0,1%. L’output del secondo trimestre 2010 si è espanso del 6,6% su anno, in rallentamento dal +7,0% registrato nel 1Q. La capacità produttiva si è invece mantenuta stabile al 74,1%.

Negli Stati Uniti l’indice dei prezzi alla produzione ha subito a giugno una variazione mensile negativa dello 0,5% a fronte di un consunsus per un calo limitato allo 0,1% e dopo il -0,3% di maggio. Negli Stati Uniti le nuove richieste setttimanali di sussidi alla disoccupazione sono scese a 429 mila unità dalle precedenti 454.000. Il dato è migliore delle attese degli analisti che indicavano un dato di 450 mila.

Negli Stati Uniti l’indice Empire State sulla situazione dell’attività manifatturiera dello stato di New York ha segnato a luglio una contranzione ben più forte delle attese, fermandosi a 5,08 pts rispetto al consensus di 18,50. Si tratta del valore più basso da dicembre 2009. A giugno l’indice era pari a 19,57.

Cambi e commodities

In chiusura dei mercati europei l’euro si mostra forte rispetto al dollaro sopra 1,29, dollaro che cede terreno anche nei confronti di yen e franco svizzero dopo alcuni dati che hanno deluso le attese. Sul fronte energy, il Wti Usa scambia in calo di oltre USD1 sotto USD76 al barile.

Azioni Italia

Fiat (EUR9,265): Barclays ha alzato il target price da EUR11 a EUR12. Pirelli RE (EUR0,369): Marco Tronchetti Provera non intende vendere azioni Pirelli Re ai prezzi attuali.

Prysmian (EUR12,59): ha acquisito una nuova importante commessa da circa EUR250 mln per la realizzazione di una rete di trasmissione “chiavi in mano” a 400 kV da parte di Abu Dhabi Transmission and Dispatch Company.

Recordati (EUR5,875): si è conclusa positivamente la procedura decentrata per l’approvazione di Pitavastatina in Europa come comunicato dal Reference Member State; Pitavastatina è indicata per la riduzione dei livelli elevati di colesterolo.

Azioni Estero

Amazon.com (USD120,04): risente del downgrade da buy a neutral deciso da Bank of America che ha inoltre ridotto il target price da USD150 a USD140.

Apple (USD248): ha convocato per domani una conferenza stampa per parlare dell’iPhone 4. Si rafforza l’ipotesi di un maxi ritiro del telefononio a causa dei problemi di ricezione dovuti ad un difetto dell’antenna; il costo dell’operazione è stimato attorno a USD1,5 mln.

Boeing (USD64,36): Citigroup ha elevato la raccomandazione da hold a buy.

Credit Suisse (CHF44,21): la procura di Dusseldorf ha reso noto che gli uffici e le succursali di CS sono stati oggetto in Germania di una perquisizione; l’operazione è avvenuta nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale.

Jp Morgan (USD39,70): ha chiuso il secondo trimestre 2010 con un utile per azione di USD1,09 superando le attese medie degli analisti che indicavano un Eps di USD0,71, a fronte di ricavi pari a USD25,6 mld (USD6,3 mld quelli dell’investment banking). Gli accantonamenti su perdite crediti ammontano nel periodo a USD3,4 mld, il common Tier 1 è pari al 9,6%, il Tier 1 al 12,1%.

Lowe’s (USD20,54): Barclays ha tagliato il target price da USD30 a USD28, il rating è overweight.

NBTY (USD53,92): ha raggiunto un accordo per essere acquistata dal private equity Carlyle per USD55 per azione in contanti, valutando l’operazione USD3,8 mld.

Novartis (CHF53,15): ha riportato nel secondo trimestre dell’anno un aumento del fatturato dell’11% a USD11,72 mld, mentre l’utile netto è salito del 19% a USD2,44 mld. Per il resto dell’anno, il gruppo elvetico ha rivisto al rialzo la guidance sulle vendite, stimandole in crescita del 5-9%. Piraeus Bank: lancia un’offerta per il controllo delle banche di Stato ATEbank ed Hellenic Postbank per un totale di EUR701 mln. I titoli degli istituti coinvolti sono stati sospesi alla borsa di Atene.

Portugal Telecom (EUR8,40): secondo rumors di mercato avrebbe raggiunto un accordo per vendere la partecipazione nell’operatore di telefonia mobile brasiliano, Vivo, alla spagnola Telefonica. Portugal Telecom non ha voluto commentare mentre un portavoce di Telefonica sostiene di non essere a conoscenza di alcun accordo.

Volkswagen (EUR71,71): costruirà un nuovo stabilimento in Cina, nella provincia del Jiangsu; il progetto rientra nel piano teso a raddoppiare la capacità di produzione del gruppo a 3 milioni di veicoli nel più grande mercato dell’auto entro il 2013/2014.

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