I bond spazzatura fanno gola, prezzi come in fase pre-crisi

21 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Le obbligazioni spazzatura, quelle considerate meno sicure, sono state richieste cosi’ tanto dal mercato da averne spinto i prezzi ai massimi da giugno 2007, quando le societa’ potevano facilmente andare a caccia di fondi ricorrerndo al mercato nel pieno del boom del credito.

Il debito emesso da societa’ il cui rating e’ lungi da essere investment grade non sembra preoccupare gli investitori, certi che eventuali insolvenze siano da escludere. Lo dimostra l’andamento dell’indice di Bank of America Merrill Lynch usato proprio per tracciare il mercato dei junk bond, salito la settimana scorsa oltre quota 100 per la prima volta da quando e’ iniziato il credit crunch.

Il trend riguarda anche l’arrivo sul mercato di un ammontare crescente di nuovi titoli spazzatura, che hanno portato il totale delle emissioni 2010 ben oltre il record registrato l’anno scorso. Stando ai dati Dealogic, da inizio anno i junk bond venduti a investitori Usa hanno toccato un valore complessivo di $168 miliardi contro quota $164 miliardi messa a segno l’anno scorso.

“Il denaro sta tornando sul settore, in parte perche’ gli operatori non sembrano intravedere grosse oppoertunita’ nell’azionario”, ha dichiarato al Financial Times Martin Fridson, strategist globale per BNP Paribas Asset Management. “Gli investitori non si aspettano un’economia in forte espansione ma in moderata crescita”, ha aggiunto.

Nei prossimi tre mesi gli esperti non prevedono un rallentamento del trend in corso nonostante un declino dei rendimenti e un conseguente rialzo dei prezzi per questo tipo di obbligazioni. Tra i motivi che spiegano l’interesse degli investitori c’e’ la differenza ancora a livelli storicamenti alti tra questi bond e quelli governativi a basso rendimento.

Fridson ha ricordato che in media lo spread e’ stato di 625 punti base sui Treasury, ancora al di sopra dei livelli di giugno 2007, quando il differenziale era di 250 punti base.