I BOND CONSIGLIATI DA PATTI CHIARI? POCO LIQUIDI

21 Febbraio 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Non solo titoli di Stato italiani considerati più pericolosi dei bond ungheresi tra le sorprese di PattiChiari sulle obbligazioni a basso rischio-rendimento. Nell’ultima lista di titoli (risalente allo scorso 18 febbraio) si scopre che, mentre Btp decennali e trentennali sono esclusi, le banche la fanno da padrone. Anzi, gli unici bond non bancari che hanno ricevuto il prestigioso bollino d’affidabilità sono quelli di Enel (sei titoli), uno di Eni, e qualche finanziario con Ina, Cassa Depositi e Prestiti e Generali. E il resto? Una sfilza quasi infinita di obbligazioni (quasi 200) emesse dagli istituti di credito. E non solo da big come Banca Intesa, Unicredit o Sanpaolo Imi, ma anche dalle Casse di Risparmio e dalle Popolari.

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D’accordo, i filtri applicati dai tecnici di PattiChiari selezionano le emissioni prima di tutto in base al rating. E le banche italiane soddisfano questo requisito. Ma che dire della liquidità di queste obbligazioni? L’altro parametro di valutazione utilizzato da PattiChiari è quello relativo all’oscillazione giornaliera del prezzo di un titolo. Se è eccessiva, l’obbligazione viene automaticamente esclusa dalla lista delle consigliate: è il caso dei Btp decennali e trentennali. Tuttavia, questo meccanismo – sottolineano gli operatori – espone la selezione dei bond a una distorsione da non sottovalutare.

Quello di scegliere emissioni con prezzi inchiodati perché in mano a pochi sottoscrittori e difficili, dunque, da vendere sul mercato per il piccolo risparmiatore. Bond illiquidi, per dirla in gergo finanziario. Soltanto un rischio? Non proprio. Scorrendo le quotazioni di alcune obbligazioni bancarie si scopre che la selezione avversa di PattiChiari ha prodotto alcune scelte discutibili. L’emissione di CariBolzano con scadenza 3 febbraio 2012, dallo scorso novembre quota tra 100,04 e 100,08: nell’ultimo mese il prezzo è rimasto praticamente fermo.

Il motivo? Scambi quasi nulli, almeno guardando le movimentazioni sul listino. Stesso discorso per il titolo Banco Desio con rimborso il 9 luglio 2009, che negli ultimi tre mesi non si è mosso da 100,06 centesimi. Infine, nella lista PattiChiari, ci sono decine di obbligazioni esotiche (quasi tutte bancarie): dall’Australia all’Irlanda, passando per Corea e Canada. Difficile pensare che, per un piccolo risparmiatore, sia più semplice ed economico acquistare, tenere in portafoglio e vendere questi titoli piuttosto che un Btp.

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