I BABY ECONOMISTI DICONO COME USCIRE DALLA CRISI

31 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

Giulio Tremonti arriva tardi: l’idea di affidare ad Harry Potter la soluzione della crisi economica è già stata brevettata. Da un’adolescente spagnola. Lo certifica la Fundación Adecco, agenzia specializzata nella gestione delle risorse umane, che ha da poco concluso il suo annuale sondaggio d’opinione nel mondo dell’infanzia spagnola, sotto l’originale titolo: “Che cosa vuoi fare da grande?”. Con l’occasione, e tanto per non lasciare nulla di intentato, ai duemila bambini intervistati sono stati chiesti anche suggerimenti su come affrontare la potente recessione che sta facendo impazzire da un anno politici, analisti finanziari, imprenditori, banchieri, accademici di tutto il mondo. Ci voleva qualche idea fresca e non si è badato al quoziente intellettivo o al profitto scolastico del campione statistico, la cui età va dai 4 ai 16 anni. Il genio può materializzarsi ovunque.

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LE PROPOSTE – Proposte semplici, come “abbassare i prezzi”, sostenuta dal 19,6% dei baby economisti, o “risparmiare” (11,4%), o “creare posti di lavoro” (9,8%), non hanno escluso altri, lodevoli, sforzi di immaginazione. Così, per governare la crisi, qualche piccolo esterofilo tratterebbe con gli Stati Uniti un cambio alla pari: Zapatero contro Obama for president. Una dodicenne mette invece generosamente a disposizione sua madre per il gravoso incarico di capo di governo; e una quindicenne offre alla ministra dell’economia la consulenza di suo nonno. Qualche Robin Hood in erba propone di “togliere ai ricchi per dare ai poveri” o di “versare i soldi a chi ne ha bisogno, anziché alle banche”, mentre altri – più rivendicativi – pensano che basterebbe ridurre lo stipendio ai deputati o evitare che “il re e i politici sperperino in stupidaggini come yacht o manifesti elettorali”.

TASSE E COLLETTE – Il più giovane disfattista di Spagna suggerisce di abbandonare la nave che affonda e andarsene tutti a Dubai, spalleggiato da un coetaneo più pio, ma non meno pessimista, secondo cui non resta che “risparmiare e pregare”. Risolleva il morale il Pollicino che consiglia di ritrovare l’uscita allineando tutti un euro a testa. Altre tasse? No, una colletta. Ma c’è una ragazzina che, forse prima di Tremonti, si è convinta che gli economisti siano apprendisti stregoni e vota per il migliore fra tutti: Harry Potter, governatore del mondo. O almeno del Banco di Spagna. Allora sì che ci sarebbe denaro sufficiente per pagarsi i generi indispensabili: “cicche e vestiti”, per un’andalusa di 4 anni, “fumetti” per un basco di 9, “massaggi” per una catalana di 8.

LE SPERANZE – Comunque sia, le nuove generazioni guardano al futuro con fiducia e determinazione: il 93% non intende seguire le orme professionali dei genitori. Al primo posto, nei sogni dei maschi, c’è un campo di calcio. Mentre le femmine optano per il mestiere di maestra o un ambulatorio veterinario. Sempre che lo show business non le reclami.

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