Human Genome Sciences e GlaxoSmithKline annunciano la presentazione completa dei risultati posi

20 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Human Genome Sciences, Inc. (Nasdaq: HGSI) e GlaxoSmithKline PLC (GSK) hanno annunciato in data odierna la presentazione completa dei risultati dello studio BLISS-52, la prima di due cruciali sperimentazioni di fase 3 di BENLYSTA™ (belimumab) nei pazienti con positività sierologica affetti da lupus eritematoso sistemico (LES). I dati, che saranno presentati oggi a Filadelfia alla 73o assemblea scientifica annuale dell’American College of Rheumatology (ACR), dimostrano che nel BLISS-52 il belimumab associato al trattamento standard ha generato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo dei tassi di risposta dei pazienti, misurati in base all’indice SLE Responder alla 52° settimana rispetto al gruppo in trattamento con placebo in associazione alla terapia standard. I risultati dello studio mostrano altresì che in generale belimumab è stato ben tollerato, con tassi di reazioni avverse comparabili nei gruppi in trattamento con placebo e con belimumab. “I risultati dello studio di fase 3 BLISS-52 presentati all’ACR dimostrano la maggiore efficacia del trattamento con BENLYSTA in associazione ai trattamenti standard rispetto al placebo in associazione alle terapie standard”, ha commentato il Dr. David C. Stump, Vicepresidente esecutivo per la ricerca e lo sviluppo di HGS. “Questi sono dati statisticamente significativi, con solido supporto in diverse misurazioni dell’efficacia clinica e in diversi intervalli temporali. Va sottolineato in particolare che una percentuale maggiore di pazienti in terapia con BENLYSTA ha potuto ridurre l’uso di steroidi”. Il Dr. Carlo Russo, vicepresidente senior per lo sviluppo biofarmaceutico di GSK, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti della continuità dimostrata dai benefici offerti da belimumab nello studio BLISS-52 e speriamo che questi dati potranno essere confermati nella seconda fase della sperimentazione di fase 3, i cui risultati saranno annunciati a breve. Speriamo sinceramente di poter offrire una nuova opzione terapeutica per questa malattia debilitante”. Belimumab è un farmaco in studio, il primo di una nuova classe di medicinali detti inibitori BLyS-specifici. Negli ultimi 50 anni le autorità di regolamentazione non hanno approvato alcun nuovo farmaco per il lupus. Belimumab è sviluppato da HGS e GSK nell’ambito di un accordo di sviluppo e commercializzazione congiunti siglato nell’agosto 2006. I risultati di BLISS-76, la seconda sperimentazione di fase 3 di belimumab, saranno annunciati il 2 novembre 2009. Se i risultati di BLISS-76 saranno positivi, HGS e GSK intendono presentare richiesta per l’immissione in commercio negli Stati Uniti, in Europa e in altre zone nel primo semestre del 2010. I principali risultati dello studio di fase 3 BLISS-52 annunciati all’ACR La Prof.ssa e Dr.ssa Sandra V. Navarra, sperimentatore principale e direttrice di reumatologia presso l’università di Santo Tomas, Manila, Filippine, ha presentato i risultati relativi all’efficacia e alla sicurezza raccolti dallo studio di fase 3 BLISS-52. “Questi dati portano a pensare che il belimumab potrebbe svolgere un ruolo importante in futuro nel trattamento dei pazienti affetti da LES”, ha commentato la Dr.ssa Navarra. “I pazienti con LES possono manifestare una vasta gamma di sintomi potenzialmente debilitanti, alcuni dei quali possono coinvolgere organi fondamentali e dare luogo a episodi acuti non prevedibili varie volte nel corso di un anno. Per i pazienti con sintomatologia grave il LES può essere letale. Si tratta di una patologia per la quale sussiste una fondamentale esigenza medica non soddisfatta. I dati dello studio BLISS-52 sono molto incoraggianti e attendiamo con impazienza i risultati della sperimentazione BLISS-76, che speriamo confermeranno il potenziale terapeutico del belimumab”. In 865 pazienti randomizzati e sottoposti a trattamento il belimumab ha raggiunto l’endpoint primario di efficacia generando un tasso di risposta nei pazienti affetti da LES alla 52° settimana superiore rispetto al placebo. Si è registrato un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo del tasso di risposta dei pazienti in trattamento con belimumab e terapia standard rispetto al gruppo in trattamento con placebo e regime standard: 57,6% per 10 mg/kg di belimumab, 51,4% per 1 mg/kg belimumab e 43,6% per il placebo (rispettivamente p=0,0006 e p=0,013 per 10 mg/kg e 1 mg/kg belimumab). Il tasso di risposta dei pazienti nello studio BLISS-52 si basava sull’SLE Responder Index (SRI), che definisce la risposta del paziente come un miglioramento del punteggio SELENA SLEDAI di almeno 4 punti, senza alcun peggioramento clinicamente significativo in termini di BILAG, né alcun peggioramento clinicamente significativo della valutazione medica generale (PGA). Il numero di pazienti con risposta era maggiore nel gruppo in trattamento con belimumab in dosaggio 10 mg/kg rispetto al braccio placebo tra la 4° e l’8° settimana dello studio. Tale differenza era statisticamente significativa nella 16 settimana (p<0,05 per 10 mg/kg di belimumab rispetto al placebo). Il miglioramento era statisticamente significativo e perdurava per i pazienti in trattamento con 10 mg/kg e 1 mg/kg di belimumab a partire rispettivamente dalla 24° e dalla 28° settimana fino alla 52° (p<0,05 per entrambi i gruppi in trattamento con belimumab). In generale il miglioramento del tasso di risposta era stabile nei diversi sottogruppi. Si è osservato un trend della risposta alla dose, con una percentuale maggiore di pazienti con risposta nel gruppo in trattamento con 10 mg/kg di belimumab. I risultati per ciascun singolo componente dell'SRI supportano fortemente il miglioramento generale rilevato per l'endpoint primario. Tra i principali risultati dello studio BLISS-52 rientrano i seguenti elementi: ESACERBAZIONI Belimumab ritardava in misura significativa l'insorgenza della prima esacerbazione del LES rispetto al placebo (indice di esacerbazione LES/SFI): valore mediano = 119 giorni per 10 mg/kg di belimumab, 126 giorni per 1 mg/kg di belimumab e 84 giorni per il placebo (p=0,0036 e p=0,0026 rispettivamente per 10 mg/kg e 1 mg/kg di belimumab rispetto al placebo). Il rischio di esacerbazioni gravi del LES si riduceva nelle 52 settimane del 43% nel gruppo in trattamento con 10 mg/kg di belimumab e del 24% nel gruppo in trattamento con 1 mg/kg di belimumab rispetto al placebo (p=0,0055 e p=0,1342 rispettivamente per 10 mg/kg e 1 mg/kg di belimumab). Il rischio di un punteggio organo-specifico BILAG A (esacerbazione grave) pari a 1 o BILAG B (esacerbazione moderata) pari a 1 o superiore si riduceva del 42% nel gruppo in trattamento con 10 mg/kg di belimumab e del 13% nel gruppo in trattamento con 1 mg/kg rispetto al placebo (p=0,0016 e p=0,3722 rispettivamente per 10 mg/kg e 1 mg/kg di belimumab). ATTIVITÀ PATOLOGICA Una percentuale significativamente maggiore di pazienti in trattamento con belimumab ha beneficiato di una riduzione del punteggio SELENA SLEDAI di almeno 4 punti nell'arco delle 52 settimane (p=0,0024 e p=0,019 rispettivamente per 10 mg/kg e 1 mg/kg di belimumab rispetto al placebo), con miglioramenti osservati per il gruppo dei 10 mg/kg di belimumab nel giro di 4-8 settimane e un dato statisticamente significativo alla 16° settimana e nelle settimane dalla 24° alla 52° (p<0,05 rispetto al placebo). Si è osservato un miglioramento significativamente più marcato nella valutazione generale del medico (Physician’s Global Assessment - PGA) alla 52° settimana nei gruppi in trattamento con belimumab, con una variazione percentuale media rispetto al dato basale rispettivamente del 45,7% per i 10 mg/kg di belimumab, del 39,3% per 1 mg/kg di belimumab e del 27,8% per il placebo (p<0,0001 e p=0,004 rispettivamente per 10 mg/kg e 1 mg/kg di belimumab rispetto al placebo). Il miglioramento in termini di PGA è stato osservato tra la 4° e l'8° settimana e perdurava per le 52 settimane (p<0,05 per entrambi i gruppi in trattamento con belimumab). USO DI STEROIDI Tra i pazienti che alla visita iniziale ricevevano più di 7,5 mg al giorno di prednisone una percentuale significativamente maggiore nel gruppo in trattamento con 1 mg/kg di belimumab ha beneficiato di una riduzione della dose media di prednisone di almeno il 25% rispetto al dosaggio iniziale, fino a 7,5 mg al giorno o meno nelle ultime 12 settimane dello studio rispetto al placebo (p=0,025). Una percentuale più elevata di pazienti nel gruppo in trattamento con 10 mg/kg di belimumab ha inoltre beneficiato di una riduzione della dose media di prednisone di almeno il 25% rispetto al dosaggio iniziale fino a 7,5 mg al giorno o meno durante le ultime 12 settimane dello studio rispetto al placebo; tuttavia la differenza non era statisticamente significativa (p=0,053). Nei pazienti che ricevevano una dose giornaliera di prednisone pari o inferiore a 7,5 mg alla visita iniziale, un numero significativamente inferiore nel gruppo in trattamento con 10 mg/kg di belimumab rispetto al placebo ha visto incrementare la dose di prednisone sopra i 7,5 mg al giorno durante le ultime 20 settimane dello studio (p<0,05). Anche il numero di pazienti per i quali è stata incrementata la dose di prednisone nel gruppo in trattamento con 1 mg/kg di belimumab era inferiore al gruppo placebo nelle ultime 20 settimane dello studio, ma la differenza non era statisticamente significativa. SPOSSAMENTO E QUALITÀ DI VITA Si è osservato un miglioramento dei punteggi relativi all'affaticamento nel gruppo in trattamento con 10 mg/kg di belimumab rispetto al gruppo placebo tra la 4° e l'8° settimana ed entrambi i bracci belimumab hanno registrato un miglioramento statisticamente significativo dello spossamento nel corso delle 52 settimane (punteggio FACIT; p<0,05 per entrambi i gruppi belimumab rispetto al placebo). Il miglioramento della qualità della vita legata alla salute (HRQOL) misurato in base al punteggio SF-36 Physical Component Summary (PCS) alla 24° settimana, importante endpoint secondario prefissato, non era significativamente diverso nei gruppi in trattamento. Il miglioramento del parametro HRQOL misurato in base alla scala SF-36 PCS alla 52° settimana era significativamente maggiore in entrambi in gruppi in trattamento con belimumab rispetto al braccio placebo (p=0,025 per 10 mg/kg e p=0,027 per 1 mg/kg di belimumab). SICUREZZA Nello studio BLISS-52 il belimumab era generalmente ben tollerato, con tassi di eventi avversi complessivi e gravi, di infezioni e di decessi comparabili nei gruppi in trattamento con placebo e belimumab. Sono state segnalate infezioni gravi nel 5,9% dei pazienti nel gruppo placebo e nel 6,1% dei pazienti in trattamento con belimumab. Gli eventi avversi più comuni (altresì comparabili nei gruppi in trattamento con belimumab e placebo) erano cefalea, artralgia, infezioni delle vie respiratorie superiori, infezioni delle vie urinarie e influenza. Non sono state segnalate lesioni maligne. Per consultare la presentazione completa dei risultati dello studio di fase 3 BLISS-52 di BENLYSTA all'ACR (Navarra S et al), fare clic qui. Per consultare la presentazione all'ACR dello studio di fase 2 di lungo periodo di BENLYSTA su 4 anni (Petri MA et al), fare clic qui. Informazioni sul programma di sviluppo di fase 3 di BENLYSTA (belimumab) Il programma di sviluppo di fase 3 per il belimumab comprende due sperimentazioni di superiorità in doppio cieco controllate con placebo multicentriche di fase 3, BLISS-52 e BLISS-76, volte a valutare l'efficacia e la sicurezza di belimumab in associazione alla terapia standard rispetto al placebo in associazione al regime terapeutico standard, nei pazienti affetti da LES con positività sierologica (HEp-2 ANA = 1:80 e/o anti-dsDNA = 30 IU/mL). Si tratta del più vasto programma di sperimentazioni cliniche mai condotto tra i pazienti affetti da lupus. In BLISS-52 sono stati assegnati casualmente e trattati 865 pazienti in 90 siti clinici ubicati in 13 paesi, principalmente in Asia, America meridionale ed Europa orientale. BLISS-76 ha reclutato e assegnato casualmente 826 pazienti in 133 siti clinici in 19 paesi, principalmente in America settentrionale ed Europa. I due studi hanno un disegno simile, ma con diversa durata della terapia: 52 settimane per BLISS-52 e 76 per BLISS-76. I dati di BLISS-76 saranno analizzati dopo 52 settimane a supporto di possibili richieste di autorizzazione all'immissione in commercio negli Stati Uniti, in Europa e altre regioni. HGS ha progettato il programma di fase 3 per belimumab in collaborazione con GSK e i principali esperti internazionali sul LES. Il programma è condotto nell'ambito di un accordo speciale di valutazione di protocollo stipulato con l'FDA. L'endpoint primario per l'efficacia in BLISS-52 e BLISS-76 è il tasso di risposta dei pazienti alla 52° settimana in base all'SLE Responder Index, definito come segue: (1) una riduzione rispetto al valore basale di almeno 4 punti del punteggio di attività della patologia SELENA SLEDAI (indicante una riduzione rilevante dal punto di vista clinico dell'attività patologica del LES); (2) il non peggioramento della malattia misurata in base alla valutazione medica generale (Physician’s Global Assessment), laddove il peggioramento è definito come un incremento di 0,30 punti o più rispetto al valore basale); (3) l'assenza di nuovi punteggi organo-specifici BILAG A (indicante un'esacerbazione grave dell'attività del lupus) e al massimo un punteggio nuovo BILAG B (indicante un'esacerbazione moderata del lupus). L'analisi dell'endpoint primario si basa sull'intenzione di trattare (ITT) ed è corretta in base ai fattori di stratificazione alla visita basale, ovvero punteggio SELENA SLEDAI, proteinuria e razza. In ciascuna di queste due sperimentazioni di fase 3 i pazienti sono stati assegnati casualmente a uno dei tre gruppi di trattamento: 10 mg/kg di belimumab (BLISS-52, n=290), 1 mg/kg di belimumab (BLISS-52, n=288), o placebo (BLISS-52, n=287). Il trattamento è somministrato per via endovenosa il giorno 0, 14 e 28, e quindi ogni 28 giorni per tutta la durata dello studio. Tutti i pazienti ricevono la terapia standard oltre al trattamento in studio. La sicurezza è monitorata per l'intera durata di entrambi gli studi da un Comitato di monitoraggio dei dati indipendente. Informazioni su BENLYSTA (belimumab) Belimumab è un farmaco umano in fase di sperimentazione: si tratta di un anticorpo monoclonale che riconosce in modo specifico e inibisce l'attività biologica dello stimolatore dei linfociti B o BLyS®. Il BLyS è una proteina presente naturalmente scoperta da HGS, necessaria affinché i linfociti B maturino e diventino plasmociti. I plasmociti producono anticorpi, la prima linea di difesa dell'organismo contro le infezioni. Si ritiene che nel lupus e in talune altre malattie autoimmunitarie alte concentrazioni di BLyS contribuiscano alla produzione di autoanticorpi che aggrediscono e distruggono i tessuti sani dell'organismo stesso. La presenza di autoanticorpi sembra essere correlata alla gravità della malattia. Studi preclinici e clinici suggeriscono che belimumab possa ridurre le concentrazioni di autoanticorpi nel LES. I risultati di BLISS 52 portano a pensare che belimumab possa ridurre l'attività patologica del LES. I risultati di una seconda sperimentazione di fase 3, BLISS-76, sono attesi il 2 novembre 2009. La collaborazione con GSK Nell'agosto 2006 HGS e GSK hanno stipulato un accordo definitivo di commercializzazione e sviluppo congiunto ai sensi del quale HGS si fa carico della conduzione degli studi di fase 3 del belimumab, con l'assistenza di GSK. Le due aziende sosterranno in pari misura i costi di sviluppo di fase 3/4, nonché le spese di vendita e commercializzazione, dividendo in equa misura gli utili generati da eventuali prodotti commercializzati nell'ambito di tale accordo. Il lupus eritematoso sistemico Il lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia autoimmunitaria cronica che dura tutta la vita e può portare alla morte. Circa cinque milioni di persone nel mondo, di cui 1,5 milioni circa negli Stati Uniti, soffrono di varie forme di lupus, compreso il LES. Il lupus può insorgere a qualsiasi età, ma si manifesta principalmente nei giovani di età compresa tra i 15 e i 45 anni. Circa il 90% dei casi di lupus diagnosticati sono donne. Le donne afro-americane hanno una probabilità circa tripla di sviluppare il lupus, che è altresì più comune tra le donne ispaniche, asiatiche e americane. La sintomatologia comprende estremo affaticamento, articolazioni gonfie e doloranti, febbre idiopatica, eruzioni cutanee e problemi renali. Il lupus può portare all'artrite, all'insufficienza renale, all'infiammazione cardiaca e polmonare, ad anomalie del sistema nervoso centrale, all'infiammazione vascolare e a disturbi ematici. Per maggiori informazioni sul lupus visitare il sito della Lupus Foundation of America www.lupus.org, del Lupus Research Institute www.lupusresearchinstitute.org, del National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases www.niams.nih.gov, o Lupus Europe www.elef.rheumanet.org. Informazioni su GlaxoSmithKline GSK Biopharm R&D si avvale di strategie innovative per sfruttare il potenziale terapeutico delle sostanze biofarmaceutiche a beneficio di pazienti affetti da gravi malattie autoimmunitarie. Questa ricerca innovativa è una delle modalità con cui GSK, una delle più importanti case farmaceutiche e sanitarie attive nella ricerca al mondo, è in grado di rispettare l'impegno preso e migliorare la qualità di vita delle persone dando loro maggiore libertà, maggiore benessere e una vita più lunga. Per maggiori informazioni visitare il sito web di GlaxoSmithKline, www.gsk.com. Informazioni su Human Genome Sciences La mission di HGS è l'applicazione dell'eccellenza in fatto di scienza e medicina al fine di portare farmaci innovativi ai pazienti le cui esigenze mediche non sono ancora state soddisfate. L'attività di sviluppo clinico di HGS comprende nuovi farmaci per il trattamento dell'epatite C, del lupus, dell'inalazione di antrace e del cancro. L'attenzione dell'azienda si concentra principalmente sul rapido progresso verso la commercializzazione dei suoi due principali farmaci, BENLYSTA™ (belimumab) per il lupus e ZALBIN™ (albinterferone alfa-2b, già Albuferon®) per l'epatite C. BENLYSTA è riuscito a raggiungere il suo endpoint primario nel primo di due studi di fase 3 sul lupus eritematoso sistemico e i risultati della seconda sperimentazione di fase 3 di BENLYSTA sono attesi nel novembre 2009. ZALBIN ha ormai completato lo sviluppo di fase 3 e si prevede che le richieste di autorizzazione all'immissione al commercio nel mondo saranno presentate nel tardo autunno 2009. Nel maggio 2009 HGS ha presentato una richiesta di autorizzazione all'immissione in commercio alla FDA per raxibacumab per il trattamento dell'inalazione di antrace. Inoltre HGS vanta sostanziali diritti finanziari in taluni prodotti GSK in fase di sviluppo clinico, tra cui darapladib, attualmente in fase 3 nei pazienti con coronaropatia, e Syncria® (albiglutide), attualmente in fase 3 per i pazienti diabetici di tipo 2. Per maggiori informazioni su HGS, visitare il sito web aziendale, www.hgsi.com. Gli operatori sanitari e i pazienti interessati alle sperimentazioni cliniche dei prodotti HGS possono richiedere informazioni scrivendo all'indirizzo e-mail medinfo@hgsi.com o telefonando ad HGS al numero (877) 822-8472. Dichiarazione Safe Harbor di HGS Il presente annuncio contiene dichiarazioni di carattere previsionale ai sensi della Sezione 27A del Securities Act del 1933, e successive modifiche, e della Sezione 21E del Securities Exchange Act del 1934, e successive modifiche. Le dichiarazioni riguardanti il futuro si basano sulle intenzioni, le opinioni e le attese attuali di Human Genome Sciences. Non intendono garantire i risultati futuri e sono soggette a taluni rischi e incertezze difficilmente prevedibili. I risultati effettivi possono essere sostanzialmente diversi da quanto indicato in tali dichiarazioni riguardanti il futuro per via del modello di business non testato di Human Genome Sciences, della dipendenza dell'azienda da nuove tecnologia, delle incertezze e tempistiche delle sperimentazioni cliniche, della capacità di Human Genome Sciences di sviluppare e commercializzare prodotti, della dipendenza dai collaboratori per l'erogazione di servizi e la produzione di reddito, del sostanziale indebitamento e delle obbligazioni finanziarie dell'azienda, delle sue esigenze in continuo cambiamento e dei costi associati alle strutture, della forte concorrenza, dell'incertezza di brevetto e di tutela della proprietà intellettuale, della dipendenza di Human Genome Science da figure gestionali e fornitori imprescindibili, dell'incertezza legata alla regolamentazione dei prodotti, dell'impatto di future alleanze o transazioni e altri rischi descritti nei documenti presentati dalla Società alla SEC. Gli investitori esistenti e potenziali sono avvertiti di non fare indebito affidamento su tali dichiarazioni riguardanti il futuro, le quali sono valide unicamente alla data odierna. Human Genome Sciences non assume alcun obbligo di aggiornare o rivedere le informazioni contenute nel presente annuncio a seguito di nuove informazioni, eventi o circostanze futuri o altro. Dichiarazioni riguardanti il futuro di GlaxoSmithKline Ai sensi delle disposizioni Safe Harbor dello US Private Securities Litigation Reform Act del 1995, GSK avverte gli investitori che qualsiasi dichiarazione o proiezione riguardante il futuro rilasciata da GSK in questo annuncio è soggetta a rischi e incertezze che possono comportare risultati effettivi sostanzialmente diversi rispetto alle proiezioni. I fattori che possono influire sulle attività di GSK sono descritti alla voce "Fattori di rischio" della "Analisi dell'attività" nella relazione annuale del Form 20-F del 2008. 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