Hong Kong, migliaia in strada per rivoluzione degli ombrelli: “Non ci arrenderemo”

30 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

HONG KONG (WSI) – Hong Kong è ancora paralizzata. Nel quinto giorno di proteste, il capo dell’esecutivo della città Stato ha invitato oggi il movimento per la democrazia ‘Occupy Central’ a mettere fine “immediatamente” alle manifestazioni che da tre giorni bloccano di fatto le normali attività del centro finanziario della città cinese.

La rivoluzione si è trasformata nella maggiore minaccia per la Cina dai tempi delle proteste di Piazza Tienamen nel 1989. E il primo ottobre le strade di Hong Kong rischiano di essere teatro di nuovi scontri.

“I fondatori di ‘Occupy Central’ hanno detto più volte che se il movimento fosse diventato incontrollabile, avrebbero invocato una battuta d’arresto. Chiedo loro ora di rispettare l’impegno e di porre immediatamente fine alla loro campagna”, ha detto Leung Chun-ying dopo gli scontri tra manifestanti e polizia di domenica sera.

Ma i manifestanti della “rivoluzione degli ombrelli” non hanno alcuna intenzione di arrendersi.

Il primo ottobre le proteste si rinnoveranno in occasione del 65esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, festa nazionale anche a Hong Kong. Il rischio è di nuovi scontri e violenze. L’esercito di Pechino ha preparato l’esercito.

I manifestanti protestano principalmente contro un nuovo modo di scrutinio volto a designare il dirigente del territorio.

Annunciata a fine agosto, la misura prevede per il 2017 l’elezione a suffragio universale del nuovo capo dell’esecutivo di Hong Kong. La scelta ricadrà tra due o tre candidati tirati a sorte da un comitato di 1.200 grandi elettori.

La procedura attuale non prevede il suffragio universale ma è meno restrittiva nella scelta dei candidati. Si può di conseguenza giudicare più aperta e democratica dal punto di vista della popolazione di Hong Kong.

A primavera dell’anno prossimo i deputati si esprimeranno sulla riforma. Per l’approvazione servono i due terzi dei voti del Consiglio legislativo e il voto si preannuncio molto equilibrato.