Società

HEWLETT-PACKARD: UNA SPY-STORY
AL VERTICE

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Più che una storia finanziaria, una vera e propria spy-story con colpi di scena e con un finale tutto da scrivere. La temperatura ai vertici di Hewlett-Packard torna a salire pericolosamente, a distanza di un anno e mezzo dal licenziamento Carly Fiorina, sponsor del ‘matrimonio’ tra Hp e Compaq, ma accusata di essere troppo ‘arrogante’.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

La presidente Patricia Dunn, infatti, avvia un’indagine interna per individuare la talpa nel cda che puntualmente fornisce informazioni riservate all’esterno, a cominciare dalla stampa. A tal proposito si affida agli esperti di sicurezza del gruppo che passano al setaccio non i movimenti presso la Hp dei sospettati, ma le chiamate fatte dai telefoni privati e le mail spedite dagli account personali di 10 consiglieri.

Le indagini portano i risultati attesi: George Keyworth, uno dei componenti del board, non sarà rieletto perché individuato come la ‘gola profonda’. In più di un’occasione, Keyworth avrebbe rivelato all’esterno le conversazioni avute nel corso delle riunioni consiliari. Come nel caso di un incontro tenuto in gran segreto ai tempi della Fiorina, i cui contenuti finirono puntualmente sulle pagine del Wall Street Journal.

Anche questa volta, nel rispetto della tradizione i nuovi sviluppi sono finiti sulle pagine del Wsj, inclusa l’ammissione degli addebiti da parte di Keyworth che resiste all’ipotesi di dimissioni forzate rivendicando la fiducia espressa nei suoi confronti dagli azionisti. A questo si aggiunge il disappunto di Tom Perkins, co-fondatore di Compaq e amico del reo confesso, che per protesta verso i metodi usati ha lasciato il board. Il quotidiano incassa la dura reazione di Patricia Dunn, nel board di Hp dal 1998 (e presidente da febbraio 2005), che in una lettera definisce ‘deplorevole’ la condotta della testata sulla vicenda.

Ma poco importa, perché in un file inviato alla Sec, la Consob americana, Hewlett-Packard spiega di essere finita nel mirino della Procura californiana, sia pure in modo informale, per lo ‘spionaggio’ interno, fatto con metodi illegali e in violazione della privacy secondo le leggi dello Stato.

La notizia innesca le vendite sul titolo Hp in Borsa, dove cede l’1,67%, a 35,85 dollari. Di certo c’é che nuove regole sono state fissate già negli ultimi mesi, con il comitato interno sulla governance a fare da supervisore sulla correttezza dei comportamenti, e lo stesso Mark Hurd, l’ad chiamato a sostituire la Fiorina a marzo 2005, non ha avuto esitazioni di fronte alla domanda sui provvedimenti più idonei nei confronti di un dipendente infedele: “Non avrei altra scelta se quella di licenziarlo”.