Hewlett-Packard: migliaia di licenziamenti, polemica sul buyback

25 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Continua la dieta rigida di Hewlett Packard. In occasione della pubblicazione dei dati del primo trimestre, il gruppo tecnologico americano ha comunicato di aver tagliato finora 44.000 posti di lavoro, nell’ambito del piano che a partire dal 2012 prevedeva tagli complessivi di 55.000 unità.

Scoppiano le polemiche riguardo alla politica massiccia di buyback portata avanti del gruppo. Che nel quarto trimestre 2014 ha raggiunto la cifra record di 1,6 miliardi, in rialzo del 178% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e il 66% in più rispetto agli investimenti.

Sul fronte dei conti, Hewlett-Packard ha riportato ieri sera vendite deludenti nel suo primo trimestre fiscale, concluso a fine dicembre mentre ha previsto nuove difficoltà nel 2015.

Nel dettaglio, la società ha battuto le previsioni sugli utili nell’ultimo trimestre, con un attivo per azione pari a 92 centesimi rispetto ai 91 attesi. Gli utili netti sono diminuiti a 1,37 miliardi da 1,43 miliardi e il fatturato è scivolato di quasi il 5% a $26,84 miliardi, sotto attese di $27,3 miliardi, a causa della flessione dell’1% nelle vendite alle aziende.

HP ha anche messo in conto utili tra gli 84 e gli 88 centesimi per azione nel suo secondo trimestre fiscale, tra gennaio e marzo, meno dei 96 centesimi attesi dagli analisti. E utili annuali tra i 3,53 e 3,73 dollari contro i 3,95 indicati in media dal mercato. L’amministratore delegato Meg Whitman ha affermato che l’impatto delle tensioni sulle valute dovrebbe essere “significativamente superiore a quanto stimato a novembre nell’anno fiscale 2015”.

Va ricordato infine che HP quest’anno dovrebbe anche separare le attività in due società quotate, HP Inc. dedita a computer e stampanti e Hewlett-Packard Enterprise, per clienti aziendali e servizi. (mt)