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Tutti i termini del rating da Buy a Sell

Rating, la guida 4° Lezione

17 Novembre 2015, di Laura Naka Antonelli

Le raccomandazioni possono essere diverse a seconda di chi le emette, ma solitamente il giudizio si divide in un consiglio di comprare il titolo azionario (buy/outperform), vendere (sell/underperform) o mantenere in portafoglio (neutral/hold/market perform). Il rating può essere rivisto al rialzo, al ribasso o confermato. Se si tratta della prima volta in cui il giudizio viene emesso si parla di avvio della copertura o della raccomandazione.

Vista la terminologia diversa utilizzata dai broker, i rating possibili sono in realtà molteplici. Buy indica una possibile crescita di prezzo di oltre il 15% in sei mesi. Viceversa Sell prospetta un calo di più del 15%. Hold esprime un valore invariato o comunque mai superiore al 15%. Market overperform indica una performance prevista superiore al mercato o al settore, undeperform e perform segnalano la previsione di un andamento sotto o agli stessi livelli del mercato o del settore di riferimento.

Definizioni variano da banca a banca

Le definizioni esatte utilizzate variano da banca a banca. Ne esistono prevalemente tre (quelle sopra citate) a cui tuttavia se ne vanno ad aggiungere altre, tra cui add/accumulate e reduce. Accumulate indica un possibile incremento del valore del 5-15%. Al contrario reduce indica un calo previsto di anche il 15%.

I titoli di cui gli analisti hanno una copertura ricevono un aggiornamento della raccomandazione con una frequenza non superiore ai 6 mesi.

Tra gli altri giudizi possibili figurano anche strong buy, che fa riferimento a quelle azioni con una potenzialità molto alta al rialzo, e strong sell, che parallelamente indica invece la prospettiva di un calo pesante. Market neutral o average segnala un gruppo destinato ad allinearsi all’andamento generale di mercato. Stagnant indica invece un titolo che non  mostra un andamento in una direzione particolare e che mantiene un prezzo di Borsa stabile.

Hold/cautious, come suggerisce la parola, è un consiglio di detenere il titolo ma con cautela. Hold/sell si riferisce a un titolo da tenere in portafoglio ma da vendere alla prima occasione utile.

Le banche tendono ad avere un elenco dei titoli consigliati. Se un gruppo viene ritenuto top pick, significa che è una prima scelta. Se è giudicato selected list, è tra i titoli conigliati.

Tra i rating meno usati ma in cui ci si può imbattere quando si leggono i report delle case di brokeraggio figurano anche: positive, ovvero il giudizio sul titolo è positivo; undervalued, il titolo è sottovalutato; equalweight, è da pesare correttamente, peer perform, si comporterà come il mercato, equivale a market perform; take profits, in questo caso il consiglio è quello di vendere per trarre profitto dal proprio investimento.

Un’altra cosa importante da sapere è che può capitare che quello che per un broker è un titolo da comprare per un altro può meritare un giudizio di overweight o strong buy.  È uno dei motivi per cui i rating delle banche dovrebbero essere usati dagli investitori soltanto come una delle variabili che possono influenzare le proprie strategie di investimento, a cui vanno affiancate ricerche adeguate e metodologie ideali per prendere le decisioni migliori a seconda dei propri singoli casi personali. È inoltre molto importante conoscere la scala esatta dei rating del broker dal cui giudizio si prende spunto.

Prezzo obiettivo

La cosa interessante degli obiettivi di prezzo – noti anche come target price – , la previsione nell’arco di un anno di quanto varrà il titolo, è che non ci sono modalità di calcolo esatto. Si tratta di scommesse che si basano sull’analisi dei fondamentali e del mercato per ogni titolo oggetto delle verifiche.

Per esempio due analisti o anche due trader che detengono lo stesso titolo che scambia a 60 dollari potrebbero avere opinioni completamente diverse su dove andranno i prezzi nei prossimi 12 mesi.

Un trader può fissare un target price a 75 dollari mentre l’altro vede un potenziale al rialzo di anche 120 dollari, pari al doppio del valore attuale. I prezzi obiettivi sono un buon modo per regolarsi sulla propria tolleranza al rischio e su quanto tempo si intende detenere il titolo e credere in un suo potenziale rialzo in Borsa.

Per determinare un prezzo obiettivo, nell’analisi tecnica i trader e i graficisti trovano strumenti utili a cui affidarsi come i livelli di restistenza (al rialzo) e supporto (al ribasso) toccati in precedenza, le medie mobili (a 50 o 200 giorni, per esempo) e le serie storiche di Fibonacci. Ma anche in questo caso non si tratta di calcoli infallibili, anche perché si basano solo sull’andamento del titolo senza contare tutti i fattori ed elementi esterni correlati, come le condizioni economiche o il sentiment di mercato.

Come monitorare le variazioni di rating

Le banche e case di brokeraggio comunicano le variazioni di rating e di prezzo obiettivo, sia che esse siano conferme del giudizio, promozioni o declassamenti, tramite comunicati stampa che vengono inviati alle agenzie stampa e tramite l’inserimento di tali informazioni nei loro siti Internet. Da qualche anno gli istituti di brokeraggio si servono anche di Twitter.