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Rating di investimento e target price, di cosa si tratta

Rating, la guida 1° Lezione

30 Ottobre 2015, di Daniele Chicca

I rating di investimento, da non confondersi con i rating delle agenzie di credito – come S&P, Moody’s e Fitch – sono i giudizi espressi dai broker e dalle banche sulle società quotate in Borsa. Indicano la valutazione della qualità di un titolo azionario. Gli istituti d’affari emettono anche un prezzo obiettivo (target price) che serve a indicare il prezzo che il titolo dovrebbe raggiungere in futuro, solitamente nell’arco di 12 mesi di tempo. Una casa di brokeraggio può anche promuovere o declassare il rating di investimento di un intero settore e non solo di un singolo titolo. Le raccomandazioni in tempo reale sono utili a chiunque voglia investire nei titoli delle principali aziende quotate al mondo.

Il giudizio dei broker si basa sui fondamentali aziendali e sulle prospettive in Borsa del gruppo oggetto dell’analisi. Vengono esaminati i risultati di bilancio della società, la solidità patrimoniale e la percentuale di profitti e fatturato rispetto all’anno precedente.  Gli analisti mettono poi a confronto i dati ottenuti con la media del settore in cui opera l’azienda.

Un impatto sul giudizio lo hanno anche le previsioni e annunci dei dirigenti e manager d’impresa sugli obiettivi, sulle strategie di investimento e in generale sui piani industriali. Sui rating può influire anche qualsiasi novità politica e legislativa che ha conseguenze potenziali sulle attività dell’azienda. Il tutto viene poi messo a confronto con il prezzo a cui scambiano i titoli in Borsa e con l’andamento generale di mercato.

Se un titolo come Apple, per esempio, viene giudicato buy dalla maggior parte delle banche d’affari, l’investimento è da considerarsi relativamente sicuro e in grado di portare a un buon ritorno da investimento. Un giudizio di buy o di outperform equivale alla prospettiva di un rialzo consistente per il titolo azionario dai prezzi attuali e di una performance migliore a quella del resto del settore di riferimento.

I diversi gradi di valutazione

  • Una raccomandazione di hold equivale al consiglio di non fare mosse particolari, dunque non di comprare o vendere un titolo, bensì di mantenerlo in portafoglio.

Un’azione con un rating di hold dovrebbe, secondo chi esprime il giudizio, avere un rendimento in Borsa in linea con il resto del mercato o con le concorrenti del settore. Se un investitore detiene un titolo giudicato hold non dovrebbe venderlo, ma non dovrebbe nemmeno comprarlo nel caso in cui non sia presente nel proprio portafoglio investimenti.

  • Allo stesso modo una raccomandazione di sell significa che è giunto il momento di vendere il titolo per chi lo detiene in portafoglio.

Le prospettive in questo caso sono al ribasso e il rischio è subire una perdita dall’investimento in quel determinato gruppo. Un rating di sell/market underpeform significa che l’analisi del broker ha portato alla convinzione che il gruppo tenderà ad avere una performance inferiore a quella del mercato generale o dei concorrenti diretti nel settore in cui opera.

Promozioni e declassamenti

Una promozione del rating per un titolo azionario o obbligazionario avviene quando un analista di un istituto di brokeraggio è convinto che l’azione valga più e abbia un potenziale maggiore sui mercati di quanto stimato in precedenza. Nel contesto della gestione di portafoglio, il termine promozione si riferisce invece a una strategia per la quale il profilo di rischio e la qualità del portafoglio è migliorata grazie all’inserimento in portafoglio di blue chip (i titoli a maggiore capitalizzazione) e alla contemporanea eliminazione di titoli ad alto rischio, proni agli attacchi speculativi.

Solitamente quando un analista promuove un titolo, tende anche a rivedere al rialzo il prezzo obiettivo della società. Ma non è sempre detto. Può anche capitare che il giudizio sul titolo – che di solito viene rivisto con cadenza semestrale – venga mantenuto o promosso, ma che il target price – stima della performance su un arco di un anno – sia invece rivisto al ribasso. Il downgrade o upgrade del rating e del target price non sono quindi obbligatoriamente legati tra loro e possono anche non coincidere.