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Investitori: rapporto di amore e odio nei confronti dei rating

Rating, la guida 2° Lezione

16 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

Gli investitori hanno un rapporto di amore ma anche avversione nei confronti dei rating affibbiati alle società quotate. I giudizi di investimento sono apprezzati perché riescono a sintetizzare in una sola parola la percezione che gli analisti hanno di un titolo. Facendo una percentuale di quanti buy, neutral o sell ha ricevuto un titolo come giudizio si può avere un’idea chiara di quanto rischioso e vantaggioso può essere un investimento.

Da un altro punto di vista, i rating sono odiati perché possono essere anche usati come strumento di manipolazione da banche e broker che hanno interessi personali. Bisogna chiarire un punto, però. Quando il rating di un titolo viene abbassato, non significa per forza che l’azione va venduta immediatamente, ma il downgrade può servire come un campanello d’allarme, un’occasione per rivedere la propria strategia di investimento e stabilire la propria soglia di tolleranza al rischio.

Al giorno d’oggi media e investitori hanno bisogno di offrire e ricevere informazioni in tempo reale e con una certa velocità, perché la capacità di attenzione collettiva è molto breve e perché sui mercati quanto avvenuto un minuto fa viene considerato informazione vecchia. I rating di buy, sell e hold sono uno strumento efficace proprio per il fatto che permettono a un investitore di cambiare in corsa la propria strategia di investimento, da un minuto all’altro.

Il motivo principale per cui i rating sono amati è che sono il risultato di un’analisi ragionata e in teoria oggettiva di professionisti esperti. Un esame di fondamentali e prospettive che non tutti gli investitori hanno il tempo e le capacità di effettuare. Ci vuole tempo per analizzare un’azienda e sviluppare una previsione sugli utili coerente e affidabile. Il tutto viene però sintetizzato in un singolo rating. Anche se gli analisti possono giungere a conclusioni diverse, la statistica non mente e la superiorità di numero di giudizi buy o sell è uno strumento valido per sapere dove investire.

Detto questo, un rating, come in tutti i campi, non solo in quello degli investimenti, rimane un giudizio personale e non vale per tutti gli investitori. Inoltre il rating è solo una faccia della medaglia. È come un arcobaleno in cui ci sono molte ombre tra i sette colori principali. Tali ombre sono costituite dal rischio di investimento in un titolo e la tolleranza al rischio di un investitore, che possono variare caso per caso.

Al contrario della natura invariabile dello spettro elettromagnetico, un titolo azionario si può muovere all’interno dello spettro degli investimenti ed essere interpretato in maniera diversa dai singoli investitori. Ognuno può interpretare in modo differente il rischio aziendale corso da un’impresa o il rischio del mercato in cui opera e di conseguenza avere un’opinione diversa da quella degli analisti.

Rating non vanno presi del tutto seriamente

Tra i motivi per cui i rating non sono apprezzati è che non possono essere presi del tutto seriamente, come ricorda Invesopedia. Spesso in passato i giudizi si sono rivelati sbagliati se si confrontano con la performance. È bene usarli come uno dei tanti punti di riferimento della propria strategia di investimento, ma non bisogna fare affidamento ciecamente ai target price. Inoltre il rating dei broker è viziato dal fatto che spesso chi emette il giudizio ha i titoli in portafoglio o prende in considerazione l’idea di deternerli.

A volte capita addirittura che la banca chiamata ad esaminare un gruppo, sia anche il suo azionista principale. Una volta pubblicata, la raccomandazione influenza l’andamento di mercato, perché ha un impatto inevitabile sulle scelte di investimento dei trader, che possono a loro volta amplificare il trend al rialzo o al ribasso dell’azione su cui il broker ha una copertura.

Insomma, i conflitti di interessi sono evidenti e lasciano spazio a forti dubbi circa la neutralità di chi emette i rating. In termini di trasparenza e affidabilità non mancano punti interrogativi, motivo per il quale affidarsi unicamente al rating e al target price per indirizzare i propri investimenti è una strategia discutibile in quanto in certi casi inaffidabile e mai infallibile.