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Usa, gli indici e i settori di Borsa principali

Guida Book USA ° Lezione

22 Agosto 2017, di Mariangela Tessa

Il Dow Jones Industrial Average, comunemente detto Dow Jones, è il più noto indice azionario di quelli americani. Ideato nel 1896 da Charles Dow, fondatore tra l’altro del Wall Street Journal, da cui prende il nome, il Dow Jones è un indice price weighted (fattore di ponderazione dato dal prezzo di titoli che compongono l’indice) che rappresenta l’andamento dei primi 30 titoli del NYSE (New York Stock Exchange).

L’indice, comunemente detto delle blue chip, non è legato ad alcun settore specifico; il suo paniere, infatti, include titoli appartenenti a diversi settori produttivi, sia tradizionali sia della new economy. Al suo interno spiccano società di grande impatto e giro d’affari del calibro di General Electric, Exxon e Microsoft.

L’indice allargato vale $4 miliardi

Accanto al Dow Jones, un altro indice altrettanto seguito sul mercato americano è lo Standard & Poor’s 500, l’S&P 500. Messo a punto dall’agenzia Standard & Poor’s, l’indice segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione quotate sul Nyse e sul Nasdaq. Il peso attribuito a ciascuna azienda è direttamente proporzionale al valore di mercato. L’indice è stato costituito e continua ad essere gestito da S&P Dow Jones Indices, una joint venture controllata da McGraw Hill Financial.

Le azioni che compongono l’indice sono selezionate in base ai seguenti requisiti: l’emittente deve essere una società statunitense; la capitalizzazione di mercato deve essere almeno pari a $4 miliardi; la società deve aver prodotto un risultato positivo nei precedenti 4 trimestri; il titolo deve possedere una elevata liquidità ; la società deve possedere un flottante pari almeno al 50%; il peso dei diversi settori industriali all’interno dell’indice deve riflettere il loro apporto all’interno del mercato.

Nascita e sviluppo del Nasdaq

Di più recente costituzione è invece il paniere del Nasdaq, acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (Quotazione automatizzata dell’Associazione nazionale degli operatori in titoli”). Introdotto nel 1971, il Nasdaq è il primo esempio al mondo di mercato borsistico elettronico, cioè di un mercato costituito via telematica. Originariamente i computer servivano solo per diffondere le informazioni dei prezzi in via continua e non a connettere gli operatori: il passaggio degli ordini, fino al 1987, avveniva infatti via telefono.

Il Nasdaq è, essenzialmente, l’indice dei principali titoli tecnologici della borsa americana come Microsoft, IBM, Apple, Google, Yahoo! e Facebook. Oggi sono oltre 3000 le società trattate, che ne fanno il maggiore mercato mondiale. In qualità di indice di riferimento nel settore tecnologico, il Nasdaq ha ricalcato le sorti del settore. Il boom del comparto hi-tech, tra gli Anni 80 e 90, ne ha accresciuto la popolarità, fino a diventare uno degli indici più seguiti del settore.

Il boom delle società dot-com e il successivo scoppio della bolla a cavallo del nuovo millennio ha decretato l’ascesa e caduta del Nasdaq Composite: l’indice ha superato la soglia di 1.000 punti per la prima volta nel luglio 1995, salito negli anni seguenti fino a raggiungere oltre 4.500 nel marzo 2000, prima del collasso di quasi l’80% entro ottobre 2002.

Per riprendere quota e rivedere quei livelli, l’indice tecnologico americano ha impiegato oltre dieci anni: solo nel 2015 sono stati per la prima volta superati i livelli di 2000 punti, con l’indice che ha superato ampiamente quota 5.000 punti. Quest’anno il paniere ha superato i 6.450 punti, raggiungendo il 27 luglio i massimi storici in area 6.453.

Una variante del Nasdaq è il Nasdaq-100, ossia l’indice di Borsa esclusivamente dedicato alle 100 imprese non-finanziarie più grandi e, ovviamente, quotate nel mercato borsistico Nasdaq. La caratteristica di tale variante dell’indice è che pubblica l’elenco delle società in base al peso legato alla loro capitalizzazione di mercato.