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I mercati monetari e dei derivati

12 Gennaio 2019, di Daniele Chicca

Il mercato monetario fa parte dei mercati finanziari e in esso passano di mano gli strumenti finanziari con maggiore liquidità e scadenze molto ravvicinate. Il monetario viene utilizzato da chi vi partecipa per prestare o prendere a prestito denaro a breve termine, di solito per qualche giorno o comunque meno di un anno di tempo. I titoli qui negoziati sono Cds (Certificati i deposito), titoli del debito, strumenti costituiti da un ‘pagherò cambiario’ non garantito, euro dollari, fondi federali e contratti di pronto contro termine. Gli investimenti vengono chiamati investimenti cash, per via della durata corta delle scadenze.

I protagonisti del mercato monetario sono aziende grandi e solvibili che vendono titoli del credito a un investitore, che acquisterà Cds per parcheggiare liquidità nel breve termine. È ritenuto un posto sicuro dove investire i priori soldi, per via della sua natura ‘liquida’ e della breve durata dei titoli in vendita. Sono mercati molto conservatori e a basso rischio, che offrono ritorni da investimento contenuti, ma relativamente sicuri. Ci sono comunque dei rischi legati a un investimento in questo mercato, come per esempio il rischio di default del debito aziendale emesso.

I mercati cash (per contanti) o ‘spot’ sono mercati molto più sofisticati, che offrono grandi opportunità di guadagno, ma anche rischi di perdite ingenti. Qui i beni sono venduti in cambio di denaro e sono consegnati immediatamente. I contratti hanno dunque efficacia immediata. I prezzi sono fissati ai valori di mercato attuali (prezzo ‘spot’). È la differenza principale con gli altri mercati, nei quali gli scambi sono determinati dalle prospettive future sui prezzi.

Il mercato per contanti (anche detto ‘a pronti’) è complesso e non è adatto ai trader con poca esperienza. Di solito è dominato da investitori istituzionali come fondi hedge e grandi fondi, oppure da investitori aziendali. Prima di investire è consigliato avere grandi abilità di trading, sapere come ottenere informazioni dettagliate e come effettuare un’analisi macroeconomica approfondita.

La lezione della crisi dei mutui subprime

Nei mercati dei derivati, gli strumenti finanziari che vengono scambiati derivano da un asset sottostante. Uno strumento derivato classico sono le MBS (Mortgage-Backed Securities), le securities legate ai mutui, rese tristemente celebri dalla crisi dei mutui subprime. Il valore dei derivati è quello degli asset sottostanti. Si tratta di un contratto il cui prezzo è determinato dal valore di mercato dell’asset a cui il derivato è legato. È uno strumento adatto a chi specula, ma non agli investitori più inesperti. Può in compenso essere usato come strumento per gestire al meglio il peso di rischio in un proprio portafoglio investimenti.

Le opzioni, i futures, i contratti swap, forward e Cfs (contratti per differenza) sono i derivati più comunemente scambiati. Sono strumenti complessi, indicati per investitori abili e navigati, che fanno spesso parte di strategie di investimento altrettanto complicate. Gli strumenti derivati e le obbligazioni collateralizzate sono talmente numerosi, in particolare nel mercato over-the-counter, da determinare le fortune dei grandi fondi, investitori e hedge fund del mondo. Il loro ruolo è insignificante invece per gli investimenti privati.

È stato l’uso smoderato dei prodotti derivati e mutui cartolarizzati a creare un castello di carta su scala mondiale di soldi che però non c’erano e prestiti che non potevano venire ripagati. La crisi è presto sfociata nel crac della banca d’affari Lehman Brothers, scatenando la crisi finanziaria di cui sentiamo ancora gli effetti oggi nel mondo industrializzato occidentale ma anche nei paesi emergenti.

Il mercato interbancario è il sistema in cui vengono scambiati prestiti e valute tra banche e società finanziarie. Sono esclusi dalle contrattazioni gli investitori singoli più piccoli e retail (letteralmente ‘al dettaglio’, per cui si intende i piccoli investitori). Alcuni scambi possono essere condotti dalle banche per i propri clienti più importanti, ma la maggior parte delle attività di trading vede coinvolti i conti delle stesse banche.

Il mercato valutario del Forex è quello dove vengono scambiate le divise nazionali. È il mercato più grande e più liquido del mondo con una media di valori scambiati che supera i 1.900 miliardi di dollari al giorno e comprende tutte le valute al mondo. Il Forex non è dunque un singolo mercato fisico. È aperto 24 ore su 24, cinque giorni a settimana e gli acquisti e vendite possono essere effettuati in tutti i principali centri finanziari del mondo, da Londra a New York, da Hong Kong a Sidney.

Fino a non molto tempo fa le attività i trading nel valutario erano un’esclusiva di grandi aziende, istituti finanziari, banche centrali, fondi hedge e investitori più ricchi. Con l’arrivo di Internet le cose sono cambiate e adesso anche l’investitore medio dotato di minori risorse può, grazie all’aiuto di un broker online, comprare e vendere divise facilmente con un solo clic del mouse.