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Cosa sono e come funzionano i mercati

Guida ai mercati finanziari1° Lezione

17 Maggio 2016, di Daniele Chicca

Un mercato finanziario è il posto dove vengono negoziate attività finanziarie. È la destinazione di potenziali acquirenti e venditori partecipano in uno scambio di beni come titoli azionari (Borse), bond (obbligazionario) valute (Forex) e derivati (strumenti finanziari ad alto rischio legati a un asset sottostante). Non si dovrebbe mai parlare di capitale bruciato sui mercati finanziari, perché per un investitore che perde ce n’è sempre uno che guadagna, ossia che vince la scommessa su dove andranno i prezzi dell’asset su cui ha fatto una determinata puntata nella piattaforma di trading.

I mercati finanziari ufficiali hanno prezzi trasparenti, sono regolamentati per quanto riguarda le attività di trading, i costi, le commissioni e le forze di mercato che determinano i prezzi dei pezzi scambiati. Quasi tutti i paesi dispongono di mercati finanziari, anche se alcuni sono ovviamente sproporzionatamente più grandi di altri, come il caso della Borsa di New York (New York Stock Exchange) e dei mercati valutari del Forex dove ogni giorno passano di mano migliaia di miliardi di dollari ogni giorno.

Gli investitori hanno accesso a una quantità di mercati finanziari enorme. Le sale operative finanziarie coprono un’ampia gamma di prodotti finanziari, come titoli obbligazionari, titoli di società quotate, valute o strumenti derivati. Alcuni di essi sono aperti agli investitori privati, mentre altri rimangono dominio delle grandi istituzioni e delle banche internazionali più grandi. È il caso dei mercati interbancari.

Mercati del debito o reddito fisso

In un mercato dei capitali, istituzioni, banche, case di investimento come le case di brokeraggio e anche investitori singoli o retail si scambiano tra loro titoli finanziari. Le organizzazioni e le entità dei settori pubblico e privato vendono titoli sui mercati per reperire fondi volti a finanziare i propri progetti e investimenti. Lo fanno ad esempio vendendo titoli del debito, o bond. È la pratica più comune di aziende e governi per racimolare nuove risorse, ma solo chi raggiunge un certo grado di affidabilità può sperare di poter ottenere quello che è in tutto e per tutto un prestito a scadenza ben determinata.

Se si guarda alla natura (nuova o circolanti) dei titoli scambiati, allora il mercato del debito si divide in due principali entità: mercati secondari e primari. Quest’ultimo è il mercato in cui i nuovi titoli vengono emessi per la prima volta. È per esempio dove il Tesoro mette all’asta di bond del debito pubblico. Il secondario invece è la piattaforma in cui vengono scambiati liberamente anche tra un investitore e un altro titoli di Stato. Una società quotata può reperire fondi mettendo sul mercato una parte del suo capitale. I titoli in circolazione, così come i bond aziendali, sono venduti e comprati nei mercati dei capitali.

Il mercato azionario e obbligazionario

Il mercato azionario, ossia la Borsa, consente agli investitori di comprare e vendere titoli di società quotate. Sono una delle aeree più vitali e più importanti dell’economia, perché forniscono alle imprese accesso a nuovi finanziamenti e consentono al contempo agli investitori di detenere una partecipazione nell’azienda quotata, con il potenziale di partecipare ai guadagni (o perdite) proporzionali alla performance futura del gruppo.

I mercati obbligazionari sono le piattaforme dove vengono scambiati. Un investitore presta denaro a un’entità (che sia essa una società o un governo) che a sua volta prende a prestito una somma per un periodo di tempo definito a un tasso di interesse prestabilito in partenza. Ecco perché vengono chiamati mercati del reddito fisso.

I bond vengono usati da chi li emette per finanziare le proprie attività e progetti, e possono essere scambiati dagli investitori nei mercati di tutto il mondo senza particolari restrizioni geografiche. In termini nominali è un mercato molto più grande dell’azionario e si divide in bond societari (anche detti corporate bond), bond municipali, nel caso di Stati federali come gli Stati Uniti, e bond del Tesoro.

A parte la suddivisione in categorie (bond, valute, azioni), il mercato finanziario può essere catalogato in base alle componenti che lo definiscono, come per esempio

  • l’arco temporale dello scambio, “che porta a distinguere tra mercati “a pronti” e “a termine”, a seconda che la consegna dei titoli sia contestuale o differita”, come si legge nell’enciclopedia della Treccani.
  • Un altro criterio distintivo, come abbiamo già visto, è il modo con cui avviene la quotazione del titolo del debito. I nuovi titoli emessi vengono collocati tramite un’asta nel mercato cosiddetto ‘primario’, mentre quelli già presenti sul mercato vengono scambiati “apertamente” sul ‘secondario’.
  • Un altro parametro che permette di classificare i vari mercati tra loro e distinguerli è quello della durata del titolo, che “individua un mercato dei titoli a breve o a lungo termine”, rispettivamente mercato monetario e mercato dei capitali.
  • Esiste inoltre una differenza tra quelli dove la contrattazione non si ferma mai – come nel caso dei tassi di cambio – e quelli invece che hanno un’apertura e una chiusura prestabilita.
  • Infine ci sono mercati che vengono considerati ufficiali e altri che non lo sono (“over the counter“).

Sono tutte cose che vedremo in seguito nelle prossime lezioni.

Fonti principali: TreccaniInvestopedia

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