GUIDA AGLI INVESTIMENTI NELLE BIOTECNOLOGIE

25 Settembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Oggi molti investitori sono attratti dal settore della sanita’. Vediamo come e’ possible investire in questo settore, con particolare riferimento alle biotecnologie e nuove apparrechiature mediche high-tech.

Negli ultimi due decenni, oltre a una settantina di nuovi medicinali, incluso vaccini e nuovi tipi di tests (diagnostic tests), sono stati approvati dalla Food and Drug Administration in USA. Solo negli ultimi cinque anni c’e’ stato uno sviluppo nel Nord Europa. Investire in questo universo di centinaia di societa’ non e’ una impresa facile.

La volatilita’ del settore delle azioni a capitalizzaione micro, piccola e media e’ notevole. Da tener presente che micro significa una capitalizzazione di mercato sino a $250 milioni, piccola sino ad $1 miliardo, e media da $1 miliardo e sino a $7 miliardi.

Molto e’ stato scritto e si continua a scrivere su questo universo. La ragione sta nel fatto che la ricerca nel settore si e’ notevlomente sviluppata e diversificata negli ultimi dieci anni. E’ molto difficile predire quali sono le inziative vincenti.

Nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo notato avvenmimenti che stanno cambiando la storia della medicina, come la scoperta della mappatura del DNA e nuovi strumenti di diagnosi. A partire dalla fine di Agosto possiamo affermare che oltre l’85% del genoma umano e’ disponibile su Internet, cosa impensabile solo tre anni fa.

Molti pensano che le recenti scoperte ci abbiano avvicinato alla meta come mai prima d’ora. Penso invece che la fase di sviluppo non sia ancora conclusa, sebbene si sia allargata la piattaforma di partenza verso nuove scoperte.

Il genoma e ‘ un progamma molto elaborato e non sappiamo ancora come interpretarlo. Nuove tecnologie e risorse devono essere sviluppate per poter progredire in questo senso. Una nuova classe di societa’ di ricerca si e’ sviluppata nul settore dello “structural genomics”. Il settore biofarmaceutico, con tutti i suoi i sub-settori, e’ parte integrante della New Economy.

Uno dei fattori che spaventa molti investitori e’ l’enorme ammontare di risorse finanziarie che occorre per portare a termine una ricerca su nuovi medicinali. La spesa per effettuare la ricerca e lo sviluppo di un nuovo medicinale puo’ costare dai $70 milioni ai $300 milioni.

I casi piu’ costosi e quelli con maggiore probabilita’ di fallimenti sono quelli riguardanti ricerche per medicinali riguardanti il cervello. Dati pubblicati dalla societa’ di investimenti Hambrect & Quist su un investimento effettuato su 24 societa’ operanti nel settore dal dicembre 1994 al giugno 1999, mostra che il capital gain e’ stato del 749%. Questo lo possiamo paragonare a un +250% del NASDAQ e +80% del Russell 2000 index.

Il Russell e’ un indice formato da un paniere di piccole societa’. Negli ultimi sette anni ci sono stati casi eclatanti di forti rialzi: IDEC + 3,526%, Medimmune +3,771% o Abgenix, che dal giugno 1999 al marzo 2000 ha registrato un rialzo di circa +2000%.

Questi titoli sono inoltre soggetti a una forte volatilita’. Negli anni che vanno dal 1983 al 1992, qualsiasi societa’ che aveva avuto una idea che pareva geniale, avrebbe ricevuto notevoli somme di denaro dal mercato. A partire dal 1994 la situazione e’ cambiata: alcune societa’ di punta, quali Centocor, avevano mostrato risulati negativi delle loro ricerche. Nello stesso tempo gli investitori avevano diminuito sostanzialmente gli investimenti nel settore a favore della nascente economia di Internet.

Tra fine 1997 e ottobre 1999 gli investimenti sono stati minimi. Nello stesso tempo le societa’ inziavano a introdurre sul mercato nuovi tipi di medicinali, migliori dei tradizionali e con un lvello di tossicita’ piu’ basso.

Dall’ottobre 1999 al marzo 2000 il mercato e’ esploso. Non solo le societa’ hanno recuperato anni di basse quotazioni, ma i titoli sono addirittura saliti alle stele, con estrema volatilita’.

In questo momento le prime 5 societa’ farmaceutiche una avevano una capitalizzazione di mercato di circa $550 miliardi. Per contro le prime 20 societa’ biofarmaceutiche
capitalizzavano circa $230 miliardi.

Considerando l’intero comparto delle societa’ piccole (sino a $1 miliardo di market cap), e micro (sino a $250milioni), quotate in borsa possiamo dire che la capitalizzazione di mercato che variava dai $70 miliardi ai $80 miliardi.

E’ evidente che questa sproporzione non durera’ a lungo. Circa 10 anni fa per mantenere la capitalizzazione di mercato ogni societa’ farmaceutica (grande e media)
necessitava di portare sul mercato tre nuovi medicinali.

I dati di fatto dimostrano che ogni societa’ ha introdotto non piu’ di un medicinale per
anno. Mentre l’introduzione di nuovi medicinali dipende sempre piu’ da una collaborazione tra piccole e grandi aziende. Le piccole biotech sono quelle che stanno portanto maggiori innovazioni e scoperte al settore. I titoli piu’ interessanti per la crescita saranno quelli di piccole e micro societa’.

Per l’investitore una analisi del settore richiede una ricerca che non si basa solamente sui numeri, ma sopratutto sul management. Una societa’ con $100 milioni in banca puo’ andar male se il management non e’ di categoria A. Un management di categoria B in questo settore non funziona.

Le varianti sono moltissime e presentano aspetti di alto rischio imprenditoriale. In ogni caso ritengo che oggi sia necessario inserire nei propri portafogli azionari i titoli biofarmaceutici.

Per effettuare una valutazione intelligente, occorre rispettare alcune “regole di comportamento”:

1) Studiare il management della societa’.

2) Studiare la posizione dei brevetti della societa’. Se emessi da una
universita’ importante, oppure se sviluppati all’interno della societa’,
oppure se in partecipazione con altri. Un fattore importante e’ lo studio
degli avvocati che hanno preparato i documenti per la presentazione all’uffico
brevetti.

3) Le disponibilita’ finanziarie. Quanto la societa’ spende per trimestre. In termini tecnici “quarterly net burnig rate”.

4) Chi sono i partners finanziari, investment bankers, fondi pensione, fondi
di investimento, linee di credito bancarie.

5) Quante azioni sono possedute dagli insiders (management). Informarsi se
il management ha effettuato trading sulle proprie azioni.

6) Studiare i partners farmaceutici della societa’ se hanno posizioni
dominanti sul mercato e se la loro pipe line e’ compatibile con quella della
societa’ analizzata.

7) La tecnologia. Il team che esamina questo fattore deve necessariamente avere un background medico o biotecnologico.

8) Qual’e la concorrenza, presente e possibilmente futura.

9) Distribuzione e vendita dei nuovi prodotti una volta sviluppati, o gia’
sul mercato.

10) Se e’ possible effettuare vendite delle loro ricerche quale servizio ad
altre societa’ farmaceutiche.

11) Se la societa’ potrebbe diventare un target di merger and acquisitions.

12) Volumi azionari giornalieri del mercato.

13) Price resistant, ratio with volume.

14) Volatilita’ delle azioni

15) Prezzo azioni in rapporto ad altre societa’ di settore. Esempio settore
genomics, gene therapy o oncology.

16) Analsi tecnica del titolo in rispetto al mercato (benchmark).

La creativita’ individuale e’ un fattore molto positivo, e il lavoro in team un surplus. In ogni caso se desiderate investire in questo settore, e non lo conoscete, vi consiglio di
rivolgervi agli addetti ai lavori.

*Dario A. Bianchi, Siena Financial Services.