GUERRA O PACE? MILANO VA IN RETROMARCIA

17 Settembre 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari delude anche oggi le attese degli investitori. Dopo la notizia dell’apertura dell’Iraq alle richieste dell’Onu, i mercati infatti erano partiti con un gran balzo e con tutta la voglia di scordarsi almeno per un giorno i timori della guerra. Allo stesso modo avevano fatto i mercati sia in Asia che nel resto d’Europa

Ma a quanto pare lo spettro di un nuovo conflitto non ha abbandonato il Nuovo Continente. Il via libera “senza condizioni” agli ispettori ONU da parte dell’Iraq non ha convinto la Casa Bianca e non riesce a sostenere i mercati Usa, che dopo un avvio in deciso rialzo hanno fatto dietrofront sulla scia di numerose brutte notizie sul fronte macroeconomico e societario. Continua invece il momento di forza del dollaro che ritorna ai massimi verso lo Yen e l’Euro. Sul fronte petrolifero, invece, questo accenno di distensione ha provocato un calo del prezzo del greggio che già questa mattina in Asia era arretrato di circa cinque punti percentuali.

La mossa distensiva di Baghdad comunque non distoglie dai possibili riflessi negativi per il bilancio americano da un eventuale attacco che, in ogni caso, metterebbe in difficoltà ancor più l’Europa.

Il Mibtel ha chiuso a -0,74% a 17.877 punti.
Il Mib30 si è fermato a -0,95% a 24.156 punti.
Il Midex ha chiuso a -0,24% a 22.758 punti.
Il Numtel si è fermato a -0,08% a 1.244 punti.

Così, Milano si è fermata sui minimi e in rosso malgrado un’ottima apertura e un passaggio di metà giornata in rallentamento ma non lontana dai massimi.

A modificare il sentimento dei mercati americani sono stati, prima dell’apertura, i dati sulla produzione industriale e sulla capacità di agosto, in genere misure importanti dell’eventuale recupero dell’economia. La produzione è diminuita dello 0,3%, contro le attese di un rialzo dello 0,1%. Si tratta del primo calo dal mese di dicembre. La capacità di utilizzo degli impianti è stata del 76%, al di sotto delle stime che parlavano di una percentuale del 76,1%. I dati sottolineano come le condizioni del settore manifatturiero abbiano accusato un deterioramento.

In Europa ha pesato l’indice tedesco Zewdi settembre. L’indice sulle aspettative per l’economia tedesca è infatti sceso a 39,5 da 43,4 di agosto. Gli analisti attendevano un calo a 35,9.

Nel particolare, l’analisi della seduta vede alla fine parecchi titoli in lettera. Tra questi, in Italia come nel resto d’Europa, sono i titoli legati al comparto energetico, Eni in primo luogo.

Il titolo, su cui si appuntano anche notizie di cronaca, è al centro dell’attenzione anche perché l’Unione Europea ha appena annuciato che procederà a un’indagine approfondita sull’acquisto di Gvs.

Il ribasso di Eni e del prezzo del petrolio ha influenzato negativamente anche le controllate Italgas e Snam Rete Gas.

In rialzo invece Enel, su cui si ricomincia a vociferare a proposito della necessità, per il Tesoro che la controlla, di fare cassa magari con un nuovo collocamento o con altre operazioni.

La regina dell’indice è Bulgari, che nei giorni scorsi era stata particolarmente bersagliata dalle vendite.

Discorso diverso per Stmicroelectronics, che dopo una crescita di oltre quattro punti percentuali, ha invertito la rotta chiudendo sul fondo del listino e sotto i €17.

Lettera sul risparmio gestito e sulle banche, per le quali le banche d’affari cominciano a nutrire qualche sentimento di maggiore ottimismo.

Di questo se ne è avvantaggiata soprattutto Unicredito, che è riuscita a consolidare almeno una parte dei guadagni della mattina.

Male anche il comparto assicurativo, con Generali al centro dell’attenzione con le vicende che vedono Mediobanca al centro del sistema finaziario italiano. Pesantissime invece il duo Sai-Fondiaria alle prese con la fusione e con la crisi della svizzera Swiss Life.

Il titolo peggiore è stato però Mediaset. La società del Biscione ieri ha annunciato la voglia di espandersi in Europa per poter meglio competere con i competitors.

Anche Autostrade è andata in retromarcia dopo che si sono sgonfiate le indiscrezioni su una posssibile opa sul capitale.

Ha invece tenuto la scuderia di Tronchetti Provera con i telefonici che ormai vengono intesi dai mercati come titoli difensivi. La prestazione migliore è stata quella di Tim seguita da Olivetti e Pirelli.

Sul Midex ha chiuso piatta Alitalia. La notizia di trattative in corso tra Air France e Klm è stata smentita.

Sul Nuovo Mercato la bella prestazione di Tiscali è stata rovinata dal calo del Nasdaq che ha portato debolezza sul comparto tech. Sulla società sarda oggi sono arrivati nuovi report delle banche d’affari.

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