Grillo nei guai per frase “razzista”, i suoi insorgono: “sembri Borghezio”

25 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Polemiche sul blog di Beppe Grillo dopo le parole del comico genovese secondo cui concedere «la cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso». Alcuni utenti hanno “postato” sulla pagina del blog le loro critiche e i loro dissensi, definendo “razzista” e “fascista” la posizione di Grillo. E diversi rappresentanti sul territorio del Movimento 5 stelle hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del loro leader, chiedendogli in qualche caso anche di fare «un passo indietro».

«Quindi, Beppe, per te è giusto che un bimbo nato in Italia da genitori extracomunitari, che frequenti la scuola e magari arrivi a finire il liceo, dopo i 18 anni sia costretto a vivere con dei permessi di soggiorno, pena l’espulsione verso il paese di provenienza dei genitori?», chiede Marco, che si dice «disgustato» dalle parole del comico.

«La cittadinanza senza criteri seri è la fine della democrazia, nulla ha a che fare con i diritti degli immigrati», difende invece andrea da Milano. Elogi anche da Flavia Ventura, secondo cui, «con tutti i cavoli di problemi che abbiamo dobbiamo pensare pure alla cittadinanza degli extracomunitari?. Ci siamo prima noi». «Bravissimo. Borghezio non saprebbe fare di meglio», attacca l’utente Alessandro Cavalotti. «Mi ha veramente sorpreso la sua prima frase – scrive Ilaria – è vero che in fondo in fondo siete tutti uguali. Povera Italia, poveri noi».

Sul tema interviene anche Andrea Sarubbi, deputato del Pd e promotore della legge sulla cittadinanza: «Caro Grillo – scrive Sarubbi – sullo ius soli si possono avere opinioni diverse, ma le argomentazioni con cui liquidi il problema della cittadinanza ai figli degli immigrati non sono degne di una risposta a 5 stelle».

Per Franco Barilozzi, che scrive da Lussemburgo, «la cittadinanza a tutti coloro che sono nati in Italia è un semplice atto di civiltà». «Ecco una volta di più chi sono questi retajoli! Difendere il proprio pianerottolo: ecco che cosa volete! Razzisti!», aggiunge Giovanni G. da Bologna. E se qualcuno chiede ironicamente a Grillo se «per caso sei depresso», c’è chi gli chiede di fare un passo indietro: «Grillo basta, con queste tue farneticazioni poche chiare screditi tutto il movimento e i ragazzi che ci stanno mettendo anima corpo e salute. è ora di farsi da parte», “posta” Francesco T da Torino. «Il M5S Biella è favorevole all’estensione dei diritti di cittadinanza a tutti i bambini nati in Italia e di partecipazione democratica dei residenti da almeno 5 anni ma senza cittadinanza al voto amministrativo – precisa un altro post – aggiungo che la maggior parte dei gruppi 5 stelle locali che stanno discutendo l’argomento sono dello stesso avviso. Datevi un’occhiata a meetup e forum in giro per la rete. Parere favorevole anche in consiglio regionale a nome del M5S dell’Emilia Romagna».

Infine il Movimento 5 Stelle di Torino fa sapere che voterà un ordine del giorno per l’adesione della Città alla campagna sulla cittadinanza: «Dopo ampia consultazione in rete, – si legge in un post – abbiamo deciso di votare favorevolmente perchè così vuole la stragrande maggioranza dei nostri simpatizzanti ed elettori che si sono espressi».

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Grillo contro cittadinanza ai figli d’immigrati. Bufera in rete: ‘Cambia in Lega a 5 stelle’

di Eleonora Bianchini

Il contenuto di questo scritto – tratto dal sito de Il Fatto Quotidiano, che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Una risposta al comico genovese è arrivata oggi dalla Provincia di Pesaro-Urbino che ha conferito la cittadinanza onoraria ai ragazzi nati da genitori stranieri. Anche sul web il post è stato molto criticato.

“Potresti mutare il nome da ‘Movimento’ a ‘Lega 5 stelle’, sarebbe più appropriato”. Sono centinaia i commenti in rete su Beppe Grillo, che domenica ha pubblicato un post contro lo ius soli, ovvero la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati che nascono sul suolo italiano. Un’idea che serve solo a “distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi – ha scritto il comico – . Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della liberalizzazione delle nascite”. Parole dure che hanno diviso il movimento, tra chi accusa il leader di essere “fascista” e chi invece riconosce che la maggior parte degli italiani è contraria a riconoscere la cittadinanza agli immigrati.

Un tema che oggi è tornato alla ribalta nella Provincia di Pesaro Urbino, dove il presidente Matteo Ricci ha conferito la cittadinanza onoraria ai nati da genitori stranieri sul suo territorio. L’iniziativa, secondo il consulente della Presidenza della Repubblica per i problemi della coesione sociale Giovanna Zincone, è “di grande valore simbolico” e dalla “forte caratura sociale e culturale. Perché chi nasce in Italia è italiano ed è ora di prenderne atto”, e dal Quirinale si auspica che “la cittadinanza onoraria sia la premessa all’effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana a quanti nascono nel nostro Paese da genitori stabilmente residenti”.

Un gesto istituzionale di segno opposto rispetto alla linea di Grillo, contro il quale anche il mondo politico ha espresso forti critiche, da destra a sinistra. Livia Turco, ad esempio, ha definito il comico “fuori di testa” e Fabio Granata ritiene “la cittadinanza ai nuovi italiani una questione di giustizia e di civiltà”. Allineati a Grillo però ci sono i consiglieri del Movimento eletti sul territorio che riconoscono la “complessità” del dibattito, ma c’è chi non nasconde l’influsso leghista sul Movimento.

“Condivido la posizione di Beppe e l’ho ribadito sulla mia pagina facebook”, osserva il consigliere della Regione Piemonte Davide Bono che sulla sua pagina ha ribadito la necessità dello ius sanguinis. E spiega al Fatto: “Il problema vero non è la cittadinanza, ma la necessità di una regolamentazione da Bruxelles per evitare le stragi in mare. I paesi dell’Unione dovrebbero consentire ai migranti di ottenere il permesso turistico”. E Bono concorda col principio dello ius sanguinis perché “nel caso in cui un bambino avesse la cittadinanza e i suoi genitori finissero in un Cie, come si fa?”.

A chi accusa il Movimento Cinque Stelle di essere una propaggine del Carroccio, risponde David Borrelli, consigliere comunale di Treviso: “Con Beppe ci scherziamo spesso – puntualizza – perché la Lega siamo noi nel paleolitico”. Cioè: avete gli stessi argomenti ma siete più ‘evoluti’? “Sicuramente abbiamo qualcosa della Lega, anche se oggi loro continuano a seminare terrore e noi, invece, abbiamo elaborato proposte su energia e risparmio virtuoso per le amministrazioni locali. Come loro, anche noi siamo un movimento di protesta”. Eppure il post sullo ius soli ha diviso il movimento. “Siamo sempre stati divisi – conclude Borrelli- perché non siamo unitari. Chi osserva da fuori può pensare che litighiamo da mattina a sera, ma non è così. Discutiamo, semplicemente”.

D’accordo col leader anche Raffaella Pirini, Consigliere del Comune di Forlì, che mette pure in dubbio la paternità delle critiche sul blog: “Lì tutti possono scrivere, non è detto che siano dei nostri”. E prosegue: “Concordo con Beppe, la cittadinanza va garantita, ma bisogna accertarsi che la famiglia intenda davvero stabilirsi in Italia”. Ma siete leghisti? “Grillo è il portavoce del movimento, non il leader. E comunque ognuno è libero di pensare quel che vuole”.

Intanto gli utenti continuano a lasciare commenti sul blog del comico che ha deciso però di non linkare il post sulla sua pagina facebook. Su Twitter prevale invece lo stupore in decine di messaggi, vista la deriva del “Grillo Padano” e c’è chi chiede: “Grillo si schiera sulla cittadinanza “Senza senso darla ai figli di stranieri”. Beppe, Brillo?”

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