Grillo (molto poco a suo agio) da Vespa: “Processi online per politici e imprenditori”

20 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – «Perchè sono a Porta a Porta?, è una mossa politica, ci sono le elezioni…». Beppe Grillo risponde così ai giornalisti che gli chiedono come mai il rientro in Rai dopo tanti anni. «Voglio dimostrare che non sono quello che i mezzi di informazione dicono di me: che sono cattivissimo, che dico parolacce», continua Grillo che poi aggiunge: «è certo che è una mossa politica».

La verita’ e’ che l’apparizione di Grillo su Rai 1, alle 23:20, sul set dove Bruno Vespa e’ padrone di casa, si e’ rivelata un flop sia politico che mediatico. Il leader del M5S era molto poco a suo agio, per 10 minuti buoni non si e’ voluto sedere sulla fatidica poltrona bianca, appariva nervoso, si aggirava per lo studio in cerca di appigli, e una volta seduto non e’ riuscito a trovare la quadra. Quale?

Quella tra il suo tono agitato e passionale tipico dei comizi in piazza, dove e’ abituato a parlare – da un palco – alla pancia di migliaia di persone, recitando uno show ben collaudato dai toni alti e provocazioni studiate, e l’esigenza di essere convincente per una platea televisiva moderata di milioni di telespettatori, rispondendo con calma e in modo chiaro alle domande peraltro puntuali e incalzanti, perfino tecniche, del conduttore di Porta a Porta.

Grillo insomma, pur non dicendo una sola parolaccia ha fallito. E’ parso generico e a volte indifeso, non saputo indicare novita’ o svolte sull’Europa e sull’euro, non ha risposto alla domanda cruciale di Vespa: “Con chi e come governerete, ammesso che prendiate piu’ voti di Renzi e del PD”? Ovvio che stando cosi’ le cose la base grillina piu’ accanita rimprovera al suo leader di essere sceso a compromessi, tornando in uno studio Rai dopo ben 21 anni di assenza. Il gioco non ha valso la candela: Grillo non ha aumentato i voti M5S tra i moderati, e ha scontentato molt dei suoi piu’ radicali fan.

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Il plastico. Grillo lo porta ma Vespa non gli consente di mostralo sul set, è un plastico con un castello fornito anche di carceri dove Grillo ha inserito politici e giornalisti. «Nel castello di Lerici ci sono anche delle segrete da cui spuntano dei signori: ci sono tutte le categorie, politici, imprenditori e giornalisti» spiega Grillo che aggiunge: «vinceremo le Europee e poi le Politiche nell’attesa faremo questi processi on-line: ci saranno i politici, gli imprenditori come De Benedetti e Tronchetti e i giornalisti. Ho messo Vespa che rappresenta bene tutta la categoria».

«Sono commosso perchè è dal ’93 che non vengo in studio in diretta. E sono commosso dalle fotografie: se mi vedessi non darei mai il voto a uno così». «Il pubblico è sempre lo stesso, pagato. Non so se gli danno 80 euro…».

«Io risulto uno che grida. È vero, sono arrabbiato, a volte esagero ma è una rabbia che ha unito in un bel sogno 10 milioni di italiani, non siamo andati in giro a far a botte con la polizia o a sfasciare le vetrine», afferma poi replicando alle critiche di Matteo Renzi. «La mia rabbia è una rabbia buona: questo non è un partito, è un sogno, è un piano B».

Le elezioni. «Noi vinceremo e la nostra sarà una marcia trionfale», dice Beppe Grillo aggiungendo: «L’ebetino è già finito: parliamo del nulla, del niente».
«Se vinciamo le elezioni, il governo non si dimette? E chi l’ha detto? Diremo che Napolitano non rappresenta più questa Repubblica. Siamo già adesso la prima forza politica del Paese».

«La “lupara bianca” è una espressione giornalistica. Significa che questi politici sono ormai scomparsi. Monti, ad esempio, chi se lo ricorda? Un usciere della Bocconi l’altro giorno l’ha fermato e gli ha detto: “lei chi è? dove va?”». «Sono venuto a dimostrarvi che non sono nè Hitler nè Stalin: abbiamo tolto la violenza dalle strade. Se non si è formato un partito violento, fascista (e tu lo sai era tuo papà..) è merito nostro che abbiamo incanalato le forze incattivite in un movimento democratico».

La provocazione. «Tu non sei un giornalista, sei un pacchetto. Tu sei in pensione ma vendi un pacchetto», provoca poi Grillo il conduttore.

[ARTICLEIMAGE] «Aziende che vogliono venire qui, prima erano in Grecia…». «L’Eni è già in crisi, è in perdita totale. Ha un contratto con Putin di 30 anni». «Le aziende che verranno a gestire acqua ed energia qui – aggiunge il leader del M5S – sono quelle che prima erano in Grecia e Sudamerica».

Le Europee. «Il voto del 25 maggio è un voto politico: o noi o loro. Da resettare, bisogna mandarli a casa tutti ma solo dopo aver verificato prima se hanno rubato».

Il caso Expo. «L’Expo è una speculazione a delinquere di destra e di sinistra. È una truffa colossale. Non ci sono investimenti, sono tutti debiti».

«Non possiamo perdere. Ma se vince Renzi ne prendo atto», ha concluso il leader del M5S Beppe Grillo a «Porta a porta» rispondendo a Bruno Vespa che gli chiede cosa succederebbe se a vincere le Europee fosse Matteo Renzi.