Greenspan: “Siamo in guai seri”

2 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Alan Greenspan non ha un’opinione positiva delle politiche monetarie adottate negli ultimi tempi e teme per il futuro dell’economia statunitense. Tra i fattori all’origine dei suoi timori, l’illustre economista ed ex banchiere centrale cita la produttività industriale anemica e la carenza di investimenti di capitale.

L’ex numero uno della Federal Reserve nutre seri dubbi sull’efficacia delle manovre straordinarie e ultra accomodanti varate in tutto il mondo, dagli Usa al Giappone passando per l’Europa. I tassi di interesse negativi, per esempio, “alterano il comportamento degli investitori” compromettendo un sano fluire degli investimenti.

Greenspan non si spinge oltre nella sua condanna – non arriva infatti a definire un contesto di tassi negativi “pericoloso” – ma ammette che la caccia a un proverbiale “bottom” keynesiano come sono i rendimenti zero di diversi mercati del reddito fisso è “controproducente”. Quanto all’economia numero uno al mondo, quella americana, Greenspan ha serie preoccupazioni.

“Siamo nei guai perché la produttività è ferma” e non dà segno di volersi riprendere. “Gli investimenti privati sono molto al di sotto della media. Come mai? Perché gli imprenditori sono molto insicuri su quello che ci riserverà il futuro”.

Al giornalista di Bloomberg TV che gli chiedeva se è ottimista sul futuro economico del paese e mondiale, Greenspan ha detto che non lo è e non lo è “da un po’ di tempo ormai”.

“Non lo diventerò finché non riusciamo a risolvere il problema dei programmi statali che forniscono benefici a cittadini che rispondono a certi requisiti. Nessuno vuole avere a che fare con questi piani di finanziamento pubblico. E questo sta gradualmente allontanando gli investimenti di capitale ed erodendo la produttività e gli standard di vita”.

Il chiaro riferimento di Greenspan, economista che ha ricoperto la carica di presidente della banca centrale Usa dal 1987 al 2006, è a programmi come quello di assistenza sanitaria Medicare e ai piani di somministrazione di buoni pasto (food stamp) alle persone sotto la soglia di povertà.