GREENSPAN NON BASTA A DAR FIATO A WALL STREET

16 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

I mercati non fanno scintille e fuochi d’artificio, ma, tutto sommato, non crollano e di quando in quando mettono a segno anche qualche progresso. E la tanto attesa limatura delle quotazioni (ormai pronosticata da alcune moltitudini di analisti e esperti non arriva). In sostanza, i listini tengono e hanno l’aria di voler tenere ancora per un bel po’.

Sul perché accada questo, e contro il parere di tutti quelli che dichiarano di intendersene, non è chiaro. Lo si dice, è vero, tutte le settimane, ma la verità è che queste Borse continuano appunto a stupirci ogni settimana. E quindi la domanda è sempre la stessa: ma perché non si decidono a fare un bel capitombolo? Capitombolo che peraltro è appunto invocato un po’ da tutte le parti e che sta “nelle cose”, cioè nelle quotazioni e nell’andamento degli indici.

E quindi eccoci qui di nuovo a spiegare (o a tentare di spiegare) perché questi mercati vanno sostanzialmente in avanti e non indietro.
I broker, che a differenza degli esperti sono quelli che “fanno il mercato”, minuto per minuto, hanno delle loro idee. Sostengono, ad esempio, e con qualche giustificazione, che non esiste una ragione seria per cui i mercati debbano andare indietro. Giorno dopo giorno, spiegano, arrivano i risultati trimestrali delle aziende e, mediamente, sono risultati buoni, non deludenti. Certo, ammettono, non abbiamo i numeri di qualche hanno fa con gli utili che salivano come piccoli missili. Ma sappiamo tutti che i tempi sono diversi. E le aziende, tutto sommato, si presentano con rendimenti interessanti. Soprattutto se confrontati con quello che si può ricavare (poco più di niente) sul mercato obbligazionario.

E quindi, a conti fatti, oggi l’investimento in Borsa è ancora la cosa migliore che si possa fare. Ma, forse, ci sono rischi, anche grossi. A questa obiezione i broker rispondono che, dopo i casi Enron e Parmalat, si è capito che il rischio c’è sempre, anche se vai in pizzeria, e bisogna considerarlo ormai un compagno inevitabile delle nostre avventure.

Ma, comunque, se proprio si vuole parlare di rischi, bisogna anche dire, aggiungono, che questa settimana si è un po’ più sicuri di quella precedente. Il perché è presto chiarito. All’inizio della settimana c’era un rischio che aleggiava sui mercati. E il rischio era che Greenspan, nei suoi speech al Senato e al Congresso, facesse qualche dichiarazione sorprendente su tassi e ripresa americana. Invece, tutto è scivolato via come sull’olio. Sui tassi ha fatto capire che non c’è da preoccuparsi: rimarranno così a lungo, fin quando basterà. E sulla ripersa ha detto che la vede diventare più solida settimana dopo settimana.
Per un investitore di Borsa, spiegano i broker, che cosa ci vuole di più? Niente: ripresa in crescita e costo del denaro basso e stabile. Veramente, se ci pensate, non serve altro.

Qualcuno potrebbe obiettare che però non cresce l’occupazione. La risposta dei broker, degli uomini del mercato, è molto semplice e anche ironica. Ricordano l’Italia degli anni Settanta, quando lo slogan che andava di moda era: “I metalmeccanici scendono in pizza, ma salgono in Borsa”. Gli operai scioperavano contro i ridimensionamenti della mano d’opera, ma i conti aziendali andavano meglio. E quindi i titoli salivano.

Insomma, si aggiunge, la non-ripresa dell’occupazione è cosa che preoccupa, e moltissimo, il signor Bush, che deve vincere delle elezioni, e che proprio su questo verrà giudicato. Ma noi, qui, sul mercato, dobbiamo solo comprare i titoli che ci sembrano più interessanti. Dobbiamo puntare sulle aziende dai numeri e dalle prospettive più interessanti, se poi queste stesse aziende perdono occupati è una cosa triste, ma che non ci riguarda.

Come, in fondo, non ci riguarda nemmeno tanto il fatto che, forse, Greenspan tiene basso il costo del denaro perché non è poi proprio così sicuro che la ripresa sia solida e robusta. Noi broker siamo gente che non lavora su prospettive decennali o epocali. E per ora tutto quello che si vede sono aziende che vanno un po’ meglio di prima, con fatturati e utili in aumento, e dati che confermano la buona salute della ripresa.
Ma se domani Greenspan dovesse di colpo alzare i tassi? Si spera che tutto ciò avvenga il più tardi possibile. E’ ovvio che ci sarà un mezzo crollo, ma a quel punto speriamo di essere già scappati dal mercato, lasciando il cerino in mano ai day-trader, agli scalper, e a tutti glia altri dilettanti di questo mondo.

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