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GREENSPAN: I PUNTI CHIAVE DELLA SETTIMANA

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Ecco i punti chiave del pensiero di Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, presentato giovedi’alla commissione bilancio del Senato USA.

Gli investitori dovranno tenerli a mente per decidere le proprie posizioni in prima della riunione di politica monetaria del prossimo martedi’ e mercoledi’, 30-31 gennaio.

Una politica di tagli fiscali sostenuti e’ diventata non solo possibile, ma necessaria.

Questo perche’ i surplus di bilancio USA nei prossimi anni sarebbero destinati ad accumularsi con un tasso di crescita cosi’ elevato da mettere il governo americano nell’invidiabile posizione di poter, allo stesso tempo, ripagare il debito pubblico e operare ingenti sgravi fiscali.

Esistono le condizioni per eliminare il debito USA entro il 2010.

Secondo il banchiere centrale, la forza della produttivita’ USA, primo motore di crescita dell’economia, giustifica l’ottimismo in questo senso.

D’altra parte, eliminare completamente il debito, portandolo a un livello zero, potrebbe essere una situazione non desiderabile, perche’ il governo finirebbe per conferire la liquidita’ delle entrate in eccesso nelle mani di investitori privati.

La situazione sarebbe “non desiderabile” perche’ in questo modo la gestione del patrimonio pubblico sarebbe troppo esposto al rischio di collusione tra interessi politici e privati.

C’ e’ perfetta compatibilita’ tra gli sgravi fiscali voluti dai repubblicani al Congresso e una politica di riduzione dei tassi USA.

Greenspan non crede che i tagli fiscali eliminino la necessita’ di un intervento della Fed, sebbene riducano l’eventuale ammontare delle riduzioni ai tassi d’interesse.

Questa posizione ha galvanizzato gli economisti di Wall Street che nelle settimane scorse avevano espresso il timore che la Fed possa decidere di non tagliare i tassi piu’di 25 punti base (0,25%) nel prossimo incontro di politica monetaria, ritenendo che gli sgravi fiscali siano sufficenti a ridare carburante all’economia USA.

La speranza di molti operatori di Wall Street e’ infatti che l’obiettivo finale della Fed sia di portare i tassi di interesse a breve (Federal Funds) al 5%, dal livello attuale del 6%.

L’economia USA probabilmente registrera’ un tasso di crescita vicino allo zero nel primo trimestre del 2001. Ma non e’ ancora chiaro se si tratta di recessione o semplicemente di un arresto temporaneo.

Una cartina tornasole importante in questo senso saranno i prossimi dati sulla fiducia dei consumatori. Il punto critico per cominciare a parlare di recessione, ha detto il banchiere, sara’ se e quando il rallentamento economico “colpira’ la fiducia dei consumatori”.

GREENSPAN E I TASSI D’INTERESSE

Testo originale del discorso di Alan Greenspan davanti

alla commissione bilancio del Senato
degli Stati Uniti

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ANALISI

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